MIA 2014: spigolature fotografiche

Da pochi minuti è stata inaugurata MIA – Milan Image Art Fair 2014, la fiera internazionale di fotografia che si tiene, fino al 25 maggio, al Superstudio Più di via Tortona a Milano. Noi l’abbiamo visitata ieri, in occasione della tradizione preview riservata alla stampa, e ci piace segnalarvi alcuni lavori che, tra i tanti presenti, hanno attirato la nostra attenzione. Spigolature fotografiche che non hanno l’intezione di essere una recensione, ma una condivisione degli “appunti” presi durante la nostra visita.

Iniziamo con il lavoro della coreana Jungjin Lee, presentato dalla svizzera Galerie & Edition Stephan Witschi (pad. 2 /65). Raffinata e poetica, la fotografia di Lee parte da un’idea del paesaggio come specchio dell’Io interiore, secondo una visione che ha origine nella Cina della dinastia Yuan. Da qui nascono vari progetti, tra cui la serie Wind, nei quali le immagini sono stampate su carta riso fatta a mano, utilizzando una tecnica estremamente sofisticata che conferisce un che di magico al suo lavoro: applica alla superficie una sostanza fotosensibile, chiamata “liquid light”, intervenendo poi sull’immagine in modo manuale, così da evidenziare l’elemento, o l’insieme di elementi, che ha dato origine allo scatto. Un processo che dà profondità e una texture molto particolare all’immagine. Nello stand, peraltro, è possibile vedere un video (un po’ lungo) in cui l’artista spiega bene il suo procedimento.

Jungjing Lee, Thing 03-04, 2004

Jungjing Lee, Thing 03-04, 2004

Estremamente delicato anche il lavoro di Ninni Donato, esposto nello stand di The Format Contemporary Culture Gallery (pad. 2 / 79). Incentrate sull’elaborazione del lutto, le opere di Donato partono da fotografie d’archivio dell’aeronautica militare statunitense relative alla seconda guerra mondiale, immagini prelevate su cui l’artista è intervenuto creando uno “strato” tra la realtà e lo spettatore; un filtro che depotenzia il dolore legato alla perdita.

Ninni Donato, war theatre #20, 2013. Fotografia inglobata, tiratura 7 copie + 3 a.c.

Ninni Donato, war theatre #20, 2013. Fotografia inglobata, tiratura 7 copie + 3 a.c.

La Galleria Incantations (pad. 2/7) presenta, invece, una selezione di lavori tratte dal progetto Le acque del fiume Lethe di Alessandra Cevasco e Davide Marino: un viaggio nell’entroterra ligure tra oblio e memoria. Volti, oggetti e interni di abitazioni che sembrano riemergere da un tempo dimenticato, ci spingono ad una riflessione di estrema attualità in una società, caratterizzata da una sovraesposizione informativa, come quella in cui viviamo: la memoria è fondamentale, ma l’oblio necessario per operare una selezione e per fare spazio a nuovi ricordi che arriveranno.

Alessandra Cevasco / Davide Marino, Lethe, 2014

Alessandra Cevasco / Davide Marino, Lethe, 2014

Tra le Proposte Mia ci piace aggiungere, a quelle già citate nel precedente articolo dedicato alla Fiera, il lavoro di Stefania Talini (pad. 4 / 2) che al Supersudio ha portato una serie di progetti che, partendo da esperienze intime, si spingono in una riflessione molto particolare sulle specificità del mezzo fotografico e, in primo luogo, sulla sua capacità di condensare su un supporto visibile la “materia sensibile del mondo”.

Stefania Talini, Ritratto di un vecchio pescatore, 2014. Stampa su carta cotone cm 100x136

Stefania Talini, Ritratto di un vecchio pescatore, 2014. Stampa su carta cotone cm 100×136

Tra tanto digitale, ci è sembrato degno di nota il lavoro Sceptical Orgy di Won Seoung Won, presentato dalla Podbielski Contemporary (Pad. 2, 53-82). Partendo da disegni, l’artista sudcoreana – ma residente a Berlino –  crea dei “collage” utilizzando migliaia di scatti tratti dal suo archivio rilaborti, poi,  al computer. Nasce così un paesaggio incantato animato da una vera e propria “danza” degli elementi, che incanta lo sguardo e in cui si incarnano, allo stesso tempo, una visione ossessiva del  suo passato e una estrememente soggettiva, il tutto mediato attraverso un atteggiamento quasi distaccato.

WON Seoung Won: The Ark of Obsession, 2013

WON Seoung Won, The Ark of Obsession, 2013

Infine, da guardare con calma, l’area dedicata al Photobook Dummy Award. E sempre in tema di libri d’artista segnatevi in agenda la presentazione dell’ultima fatica di Andrea Botto: “19-06_26.08.1945”, in cui l’artista ricostruisce il viaggio fatto dal nonno al rientro dai campi di concentramento nazisti. Stampato da Danilo Montanari Editore (e disponibile presso il suo stand), il libro sarà presentato sabato 24 maggio alle 16.

Queste le cose che ci sono piaciute di più… se avete voglia di farci delle segnalazioni saremo felici di condividere con tutti i lettori di Collezione da Tiffany le vostre impressioni.

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