Miami, città di arte e di design

I grattacieli del Downtown di Miami dal giardino del Pérez Art Museum Miami.

Calda, brulicante e diversa in ogni angolo, Miami non è soltanto la meta perfetta per chi cerca spiagge e movida notturna, ma rientra anche a pieno titolo nella Top 10 delle mete internazionali per gli appassionati d’arte e di design. Oltre ad ospitare dal 2002 Art Basel Miami Beach e dal 2005 Design Miami, che si svolgono ogni anno nel mese di dicembre, la città è infatti sede di diverse location di grande interesse culturale. Dall’Art Decò di South Beach ai murales di Wynwood, dai numerosi musei fino al famoso Design District, Miami è una finestra sulle principali tendenze del panorama culturale moderno e contemporaneo.

 

Tra Art Dèco e contemporaneo: l’architettura di Miami

 

Il nostro tour parte dall’Art Dèco Historic District, centro nevralgico di South Beach, che si estende dalla quinta alla ventitreesima strada lungo Ocean Drive, Collins Avenue e Washington Avenue, direttamente sul mare. Si tratta del primo quartiere ad essere riconosciuto dal National Register of Historic Places, che ha così dato un’identità agli oltre 800 edifici costruiti tra gli anni Venti e gli anni Quaranta lungo queste vie.

Domina lo stile Art Déco Tropicale, che fonde diversi stili introdotti nell’architettura cittadina nella prima metà del XX secolo, trasformando le caratteristiche della Florida (tra cui il mare, le palme e le navi da crociera) in elementi di design quali scale curve, finestre ad oblò, pareti di vetro e illuminazioni al neon. La sopravvivenza delle caratteristiche originali di questo quartiere, sede dei migliori hotel e club della zona di South Beach, è anche dovuta ad un gruppo di attivisti che nel 1976 ha fondato la Miami Design Preservation League (MDPL), volta proprio alla tutela del design della zona.

Vista notturna di Miami Beach dal Lummus Park.

Tra gli edifici più esemplificativi sono sicuramente da citare il Celino South Beach Hotel, antico punto di raccolta di noti personaggi Hollywoodiani “glitterati”, e i vicini Beacon South Beach Hotel e Colony Hotel, entrambi risalenti alla metà degli anni Trenta e caratterizzati da enormi insegne al neon. Il neon domina anche il Lummus Park, parco storico che durante il giorno si popola di abitanti e turisti che si ritrovano per praticare sport, portare a spasso il cane e rilassarsi guardando l’oceano.

Tra gli altri luoghi di interesse architettonico sono di certo da citare la Villa Casa Casaurina, edificio in stile Spagnolo in cui ha vissuto Gianni Versace, e il noto Delano South Beach, boutique hotel firmato dal famoso designer Philippe Starck, che presenta interni curati in ogni dettaglio.

Miami, tuttavia, non è solo Art Dèco. Basta spostarsi in direzione Downtown, centro città di fronte a South Beach, per trovarsi immersi in un vivacissimo centro urbano residenziale e culturale in totale trasformazione, dominato dalle palme e da grattacieli che portano le firme dei più noti archistar come Rem Koohlaas, Foster & Partners, Renzo Piano e Herzog & De Meuron.

Vista sui grattacieli del Downtown di Miami.

Nello skyline del quartiere spicca la Freedom Tower, che ben si distingue per lo stile classico di matrice europea, la forma ottagonale e la facciata riccamente decorata, in netto contrasto rispetto ai moderni e minimali grattacieli circostanti. Oggi l’edificio ospita il Museum of Art & Design (MOAD) che espone opere d’arte e di design, oltre a proporre diverse mostre di carattere culturale, storico ed educativo.

 

L’arte a Miami: dalla street art ai musei privati

 

Proseguendo verso Nord, i grattacieli del Downtown cedono il passo a edifici meno elevati, fino a raggiungere una zona ex-industriale popolata da magazzini. Qui si iniziano ad incontrare in una serie di coloratissimi murales e originali graffiti, che pre-annunciano l’arrivo al Wynwood Art District, un vero e proprio museo a cielo aperto dedicato alla street art. Nei primi anni 2000, infatti, i magazzini e gli edifici industriali del quartiere sono stati oggetto di una curata riqualificazione urbana e ospitano oggi molteplici gallerie d’arte.

Una vista del Wynwood Art District.

Le grandi mura senza finestre degli ex-magazzini sono divenute vere e proprie “tele” per i più noti artisti internazionali di street art, rendendo tutta l’area un imperdibile punto d’attrazione per i numerosi turisti che ogni anno si recano a Miami.

Una vista del Wynwood Art District.

Tra le vie di questo quartiere dinamico e in continua trasformazione, si erge l’edificio che i collezionisti Don e Mera Rubell hanno scelto per l’apertura della Rubell Family Collection (RFC), avvenuta nel 1993 con progetto firmato Allan Shulman. Dal primo acquisto di un’opera d’arte realizzato nel 1965, i Rubell hanno continuato a collezionare arte contemporanea, arrivando a possedere più di 7.200 lavori di oltre 1.000 artisti diversi, tra cui Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jeff Koons, William Kentridge e Cindy Sherman.

La scelta dei due collezionisti di fondare la Rubell Family Collection è stata pioneristica e ha contribuito a definire un nuovo modello per la condivisione di collezioni d’arte private con il pubblico. La Collezione ha anche contribuito allo sviluppo del quartiere, divenuto oggi uno dei principali distretti dedicati ad arte e design degli Stati Uniti. Al momento della stesura di questo articolo, la Collezione è stata definitivamente chiusa in vista dell’apertura del nuovo Rubell Museum, che aprirà alla fine del 2019 in un nuovo edificio ex-industriale di oltre 9.000m2, trasformato dai Selldorf Architects e situato a circa 1,5km dalla vecchia sede della Rubell Family Collection.

Vista esterna del Pérez Art Museum Miami.

I musei privati, le cui caratteristiche sono state approfondite nel nuovo libro di Alessia Zorloni “Musei privati. La passione per l’arte contemporanea nelle collezioni di famiglia e d’impresa (Egea, 2019), sono un altro elemento distintivo per la città di Miami. Questa città ospita infatti altre importanti istituzioni di questa tipologia, tra cui la de La Cruz Collection e la Margulies Collection, o musei la cui esistenza è stata determinata da noti mecenati, tra cui il Pérez Art Museum Miami (PAMM) e il The Bass.

La de La Cruz Collection, in particolare, è stata fondata nel 2009 dai collezionisti Rosa e Carlos de la Cruz, che prima aprivano le porte della propria casa su appuntamento a chi desiderasse vedere la collezione d’arte da loro avviata negli anni Ottanta. Firmato John Marquette, l’edificio presenta un muro completamente fatto di finestre, che consente alla luce naturale di diffondersi nelle sale espositive, facendo risaltare le qualità artistiche delle opere. Tra quelli esposti, si trovano lavori di noti artisti internazionali come Rudolf Stingel, Albert Oehlen e Paulina Olowska.

Pianterreno dell’edificio della De La Cruz Collection.

 

La Collezione ha sede presso il Miami Design District, altro quartiere in grado di attrarre grande interesse da parte di turisti e visitatori, che ha reso Miami una delle capitali del design a livello internazionale. Il Distretto è frutto dell’avanguardistica vision di Craig Robin, CEO di Dacra, società di real estate fondata nel 1987, che si è posto l’obiettivo di riqualificare, proprio grazie ad arte e design, le zone degradate della città.

L’ingresso del Miami Design District

Per la progettazione del Miami Design District sono stati coinvolti gli urbanisti Andrei Dunay e Elizabeth PlaterZyberk e alcuni fra i migliori architetti della Florida fra cui Walter Chatham e Alison Spear. L’obiettivo era creare un quartiere in grado di unire brand di design internazionali, collezioni d’arte e installazioni artistiche o di design permanenti e temporanee.

Una vista delle strade del Miami Design District

L Real Estate e i brand del Gruppo LVMH hanno scelto di unirsi a Dacra per lo sviluppo del quartiere, che oggi accoglie showroom e negozi di molte aziende e brand internazionali, prevalentemente del settore luxury: dalle italiane Kartell, Cartier, Fendi Casa, a Knoll, Poltrona Frau, Luminare, a studi di design e architettura, a gallerie d’ arte e design.

Miami si rivela così un centro sinergico di arte, design e innovazione, in continua e dinamica trasformazione, grazie alla volontà di menti “illuminate” che hanno visto nella cultura un importante strumento di sviluppo.

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