Milano: è qui che si crea il mercato degli italiani

Raphaelle Blanga, Head del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby's Italia, al rostrum durante un'asta
Raphaelle Blanga, Head del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby's Italia, al rostrum durante un'asta

Le ultime aste milanesi hanno mandato segnali importanti per il mercato dell’arte italiana, tra nuovi record e ottime aggiudicazioni. Segnali destinati a diventare un messaggio forte per il collezionismo internazionale, sempre molto attento ai nostri artisti. E se le grandi case d’asta, negli ultimi anni, hanno ridotto considerevolmente il numero dei loro appuntamenti nel nostro Paese, Milano rimane per loro un presidio importante, la piazza dove testare nuovi nomi e disegnare le possibili traiettorie e strategie del futuro. Forti anche di un collezionismo italiano, come mi racconta Raphaelle Blanga, Head del Dipartimento di Arte Contemporanea di Sotheby’s Italia, che è «in crescita costante sia a Milano come sulle piazze internazionali di New York, Londra, Hong Kong e Parigi, con una particolare attenzione ai propri artisti ma non esclusivamente».

Nicola Maggi: Come si riflette, sul nostro collezionismo, la fase di cambiamento che sta attraversando l’Italia?

Raphaelle Blanga: «L’Italia si sta (finalmente) mettendo al passo con il sistema internazionale dell’arte contemporanea, vedi ad esempio la magnifica novità della Fondazione Prada, l’ottimo lavoro che fa la Fondazione Trussardi o le fiere come Artissima e Miart, dove i protagonisti cercano di fare sistema e di collaborare fattivamente con i colleghi all’estero dando, un’immagine aggiornata dell’Italia. Ho la sensazione che il nostra Paese si stia attrezzando. Per quanto concerne la novità dell’Art Bonus, non abbiamo ancora avuto dei riflessi sul mercato, qui i tempi sono più lunghi, ma questa innovazione è auspicabile che ci avvicini ancora di più a ciò che avviene a livello internazionale. Una novità interessante è l’accresciuta informazione sui meccanismi del mondo internazionale da parte dei collezionisti, che sono sempre più attenti alle fiere ben curate, ai price database affidabili e ai siti d’arte specializzati ed autorevoli. A questo proposito, Sotheby’s da tempo offre un servizio dedicato, con l’auspicio di mettere in relazione fra di loro i collezionisti di Arte Contemporanea del mondo e porli in dialogo con gli altri protagonisti, con gli esperti, i curator, i direttori di musei e fondazioni, anche grazie a delle preview progettate ad hoc. Conseguentemente i collezionisti si appoggiano agli esperti di Sotheby’s sia per consigli sia per accrescere la propria conoscenza dei meccanismi del mondo artistico, in un crescente rapporto di fiducia».

Un momento dell'ultima asta di arte moderna e contemporanea da Sotheby's a Milano. Sullo sfondo "Al livello del mare. Studio numero 2" di Tano Festa.

Un momento dell’ultima asta di arte moderna e contemporanea da Sotheby’s a Milano. Sullo sfondo “Al livello del mare. Studio numero 2” di Tano Festa.

N.M.: Esiste una nuova generazione di collezionisti italiani e in cosa si differenzia da quella dei “padri”?

R.B.:«Sì, come ho evidenziato poc’anzi, i nuovi collezionisti italiani sono sempre più informati grazie ad internet e anche grazie alla rete di cui abbiamo già tracciato brevemente un disegno. È una nuova generazione che si documenta ed è in stretta relazione con curatori che, sempre più attentamente, vanno a ricercare nella storia e la rendono fruibile. Ottima esemplificazione di ciò, è il riproporre mostre imprescindibili quali When Attitude Become Form, Zero al Guggenheim o, ancora, la filologica ricostruzione della mostra Vismara per Fabro alla Stein di Milano. Queste mostre-pilastro (riletture colte) danno spunti di riflessione al collezionista che si orienta poi più facilmente nelle scelte».

N.M.: Che ruolo ha il nostro Paese come “consignor” di opere da mettere in asta?

R.B.: «Un ruolo centralissimo e soprattutto nell’ottica di questo “recupero” della storia il nostro Paese ha senza dubbio una posizione di primo piano. Dopo aver indagato a lungo il Concettuale, lo Spazialismo e l’Arte Povera, oggi questa ricerca si approfondisce e, insieme, si amplia, focalizzandosi su quella fucina di idee ed esperienze sviluppatesi in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta. E facendo ciò, si scopre con crescente meraviglia, quanto quelle personalità italiane fossero già a quei tempi in prima linea con i movimenti artistici di tutto il mondo. Vedi ad esempio il movimento articolato del Gruppo Zero».

N.M.: Guardando al futuro: dopo Fontana, Manzoni & Co. quali sono gli altri italiani sotto osservazione da parte di Sotheby’s?

R.B.: «Con le aste milanesi abbiamo la preziosa opportunità di offrire delle indicazioni ai collezionisti più accorti, italiani ed internazionali, insieme ad una sorta di consulenza che da tempo svolgiamo, che sta dando buoni risultati e che ci incoraggia a proseguire su questo tracciato. D’altra parte, ricordiamolo, i primi record d’asta per Enrico Castellani (per fare un nome) sono stati registrati da Sotheby’s a Milano, grazie ad un’asta del lontano 2007 dedicata ad una collezione privata; ed inoltre basta scorrere i commenti dopo-asta delle vendite milanesi di questi ultimi anni per scoprire come ad ogni appuntamento emergano dei world record d’asta per i nostri artisti, record che poi vengono come “amplificati” sulle piazze internazionali. Recentissimo è l’esempio di Vincenzo Agnetti nell’Italian Sale di ottobre, artista al quale, in collaborazione con l’Archivio Agnetti e con la curatela di Bruno Corà, dedicheremo una mostra a Palazzo Serbelloni nel febbraio 2016».

3 Commenti

  • armellin ha detto:

    Bella intervista Maggi, ma la Blanga dimentica la Fondazione The Opera, cioé la mia, ci penserò io ad aggiornarla ben sapendo che avrò ben il 99,9999999 % di possibilità di NON ricevere una risposta, in fondo quando Gesù é nato a Betlemme nessuno se ne é accorto, sono dovuti passare 33 anni, e infatti la mia composizione é arrivata ora al 33° anno (ma la Blanga non lo sa ancora). E’ giunta l’ora ! Buon Natale Maggi e Staff. SA

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Buon Natale anche a lei! Più che le case d’asta dovrebbe lavorare sulle gallerie…

      • armellin ha detto:

        Lo so, ma dietro le quinte le Case d’Asta hanno mille contatti utili, sono cambiate assai, e nel private bank superano le gallerie, tutte ferme sotto l’albero di Natale delle loro illusioni (mi riferisco a quelle italiane, escluse 5 o 6 ). SA

I commenti sono chiusi