In preparazione nelle gallerie italiane: qualche anticipo d’autunno

Monica Bonvicini, Unrequited love, 2019.

Lo so, vorreste che l’estate non finisse mai. Ma visto che non ci possiamo fare niente e che ormai l’autunno si avvicina a rapidi passi, meglio attrezzarsi per rendere il più lieve possibile il cambio di stagione. E cosa c’è di meglio, dopo mesi di pausa estiva, di un po’ di arte? Diamo allora uno sguardo a cosa ci stanno preparando le nostre migliori gallerie d’arte per i prossimi mesi concentrandoci sulle mostre che ci sembrano più interessanti e di cui già si conoscono dettagli fondamentali.

Tracey Emin. Photo: Johnnie Shand Kydd, 2019

Iniziamo, così, da Roma e la Galleria Lorcan O’Neill che dal prossimo 21 settembre ospiterà Leaving, personale dell’artista inglese Tracey Emin che presenterà, per l’occasione una serie di nuovi dipinti e disegni realizzati nei suoi studi di Londra e Francia. Una mostra, quella romana della Emin, che, come si evince dal titolo – Leaving – affronta la complessità dei cambiamenti della vita più significativi. Il termine Leaving, infatti, può essere letto come un cambiamento nella coscienza, un ritiro nell’intimità della riflessione e della memoria; può anche indicare un passaggio da un luogo a un altro, l’intensità di dire l’addio e l’emozionante sensazione di un nuovo inizio.

Ian Davenport, Grey Fall, 2019. Acrylic on paper 152.4 x 121.9 cm (deckled edge)

A Milano, invece, la Luca Tommasi Arte Contemporanea inaugurerà, il prossimo 12 settembre, la nuova personale di Ian Davenport: Synesthesia. Cuore dell’esposizione sarà un imponente wall painting site-specific del ciclo degli Splat di oltre 3 metri per 5. In questo lavoro, l’artista utilizza rapidi getti di colore schizzati contro il muro per formare schegge e gocce di pittura che si sovrappongono e interagiscono in complesse disposizioni di segni e colori. Sono inclusi nella mostra anche alcuni Poured lines, lavori a strisce colorate verticali su carta, forse più tipici di Davenport, e  un’ampia selezione di opere su carta. Sempre a Milano, la Galleria Raffaella Cortese presenta, a partire dal 20 settembre, Unrequited love, seconda personale di Monica Bonvicini in galleria. In mostra opere recenti insieme a produzioni più storiche dell’artista italiana che lavora a Berlino.

Endre Tot, Zeros make me calm, 1975, screen print on aluminium (det.), cm. 26 x 25, Courtesy LOOM Gallery

Il 25 settembre, invece, sarà il turno di Loom Gallery che inaugurerà la nuova stagione con Very Special Gladnesses, mostra personale di Endre Tot, artista ungherese che vive e lavora a Colonia, in Germania, e che ha partecipato al movimento Fluxus ed è ben noto per i suoi progetti di mail art, per l’uso di copie xerox e l’uso di timbri con chiare dichiarazioni concettuali. La mostra sarà visitabile fino al tre novembre. A seguire la galleria milanese allestirà, dal 14 novembre, la personale di Annamaria Gelmi dal titolo Caro Spartaco.

Jay Heikes, Minor Planet, oxidized copper diameter 35.6 cm Ph. Jason Wyche

Sempre il 26 settembre prossimo, la Federica Schiavo Gallery inaugura nella sua sede milanese Before Common Era, personale di Jay Heikes nota per la sua pratica eterogenea. Heikes fonde pittura astratta, video, installazione, performance e scultura in modo romantico e con un certo senso del grottesco, divertente, che caratterizza il suo approccio. Il suo lavoro mostra la natura precaria di tutte le allusioni al reale, in particolare i continui cambiamenti e slittamenti di tutti i riferimenti culturali, visivi ed esperienziali. Cattura il modo in cui materiali diversi interagiscono tra loro, soprattutto dopo un cambiamento chimico. La pura materialità del recente lavoro di Heikes riflette il suo desiderio di riportare l’attenzione su pittura, scultura e installazione.


Maurizio Donzelli, Etcetera Drawing, 2018, acrilico resinato, 38 x 27,8 cm

Da Milano a Venezia, dove Marignana Arte inaugura, il 14 settembre, Trauma, mostra collettiva con opere di Giuseppe Adamo, Stijn Ank, Steven Cox, Silvia Infranco, Francesco De Prezzo, Maurizio Donzelli, Serena Fineschi, Anne Laure Sacriste e Roy Thurston. Il progetto espositivo, con cui la galleria inaugura la nuova stagione di mostre, propone una indagine inedita, irriverente e provocatoria rispetto alle tendenze principali di organizzazione cronologica e di relazione critica della ricerca pittorica contemporanea, attraverso la proposta di artisti mid-career e di nuova generazione mai prima d’ora riuniti in dialogo espositivo. Sempre dal 14 settembre la project room di Marignana sarà dedicata ai lavori di Silvia Infranco per la personale Tempus defluit, imago latet (Perché’ non voglio dimenticare) a cura di Marina Dacci.

Giorgio Vigna, Acque Astrali, 2018, vetro di Murano

Il 6 settembre anche la veronese Studio la Città torna nella laguna di Venezia per inaugurare il nuovo progetto espositivo curato da Marco Meneguzzo sull’isola della Giudecca: una doppia personale degli artisti Herbert Hamak e Giorgio Vigna dal titolo Acque Solide, antitesi che rappresenta il comune denominatore delle opere in mostra. Entrambi gli artisti lavorano la materia in maniera quasi scultorea, contrapponendo la fisicità e la pesantezza del medium – resina per il primo, vetro e rame per il secondo – alla leggerezza del risultato finale, fatto di trasparenze, giochi di luce e geometrie che creano opposizioni tra forme spigolose e cave, quelle di Hamak, e contorni sinuosamente tondeggianti, quelli di Vigna.

Jeschkelanger, empty_glass, courtesy the artists, ph Studio eyecandy

Sempre nella città lagunare, Anecdotes on Origin è l’emblematico titolo della mostra che aprirà sabato 31 agosto 2019, alle ore 18:00 presso la galleria A plus A; risultato di uno lungo lavoro di studio svolto dai curatori della School for Curatorial Studies Venice, e comprende lavori di artisti quali: Lea Cetera, Beth Collar, Jeschkelanger, Ella Littwitz, Arash Nassiri. Anecdotes on Origin esplora un concetto permeabile come quello di origine, genesi di attività gnoseologiche e fonte di dubbi antropologici. La mostra, infatti, rintraccia nell’erosione di diversi concetti sovrani di origine delle prospettive diverse, che corrompono la predeterminazione dettata dal tempo e dalla storia.

Una vista della mostra di Dolomiti Contemporanee nel Nuovo Spazio di Casso.

Fino al 29 settembre, Dolomiti contemporanee ospita  Sentieri non-euclidei, mostra bipersonale con opere di Mirko Baricchi e Alberto Scodro. Il progetto, a cura di Daniele Capra, presenta nel Nuovo spazio di Casso una ventina di lavori su tela e di natura scultorea realizzati recentemente dagli artisti, nonché degli interventi sviluppati in residenza che raccolgono alcuni dei più significativi stimoli ambientali del luogo. l titolo della mostra fa riferimento alla nascita, nell’Ottocento, della geometria non-euclidea che consentì il superamento delle teorie basate sui postulati di Euclide, ampliando le potenzialità analitiche e generatrici della disciplina. Sentieri non-euclidei analizza infatti come l’opera sia l’esito di un flusso mentale e di un processo fisico/materico di stratificazione caratterizzati da percorsi non-lineari.

Christiane Löhr, Due piccoli cilindri + piccola cupola ovale, 2017. Photo: credit Simon Vogel

Il 22 settembre 2019 I.D.E.A. (Independent Domus Exhibiting Art), la residenza di campagna a pochi chilometri dal Lago Maggiore a cura di Nicoletta Rusconi, presenta un nuovo appuntamento con Christiane Löhr a conclusione della residenza estiva dell’artista tedesca negli spazi di Cascina Maria. La mostra è realizzata in collaborazione con Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea (Torre Pellice) e presenterà i nuovi lavori realizzati in Italia, grazie a quel contatto contatto diretto con la natura che caratterizza la sua pratica artistica e dalla quale attinge materiali come steli di piante, denti di leone o semi di edera che vengono poi utilizzati per costruire le sue lievi e delicate sculture, architetture botaniche in miniatura.

Gaia Fugazza, Non chiedermi perchè (dettaglio), 2019.

Scendendo lungo lo stivale, a Bologna, Gallleriapiù presenta, a partire dal 28 settembre, Ostaggi e Amici, solo show di Gaia Fugazza (Milano 1985). La sua pratica pittorica e performativa esplora la relazione fra gli esseri umani e l’ambiente naturale e indaga la natura soprasensibile e gli stati alterati di coscienza. In mostra, un nuovo ciclo di dipinti su legno dal segno quasi primitivo e crudo come il gesto di chi li compie.

Letha Wilson, Steel Face Concrete bend (Kauai Greens), 2019, unique C-print, concrete, transfer emulsion, steel frame, 71x61x4 cm

Da Roma siamo partiti e a Roma chiudiamo questo nostro primo appuntamento con le mostre in galleria del secondo semestre. Nella capitale, infatti, la Galleria Anna Marra inaugura la stagione espositiva mercoledì 18 settembre 2019 con Embodying: Flesh, Fiber, Features, una mostra multimediale curata da Serena Trizzino che presenta in anteprima in Italia il lavoro di tre artiste di New York City: Brie Ruais, Martha Tuttle e Letha Wilson. Centrali nella pratica delle artiste sono il rapporto fisico ed emotivo con i materiali impiegati (argilla, lana, fotografia e materiali industriali) e con la natura. Continua fonte di ispirazione per gli artisti, dal Rinascimento fino alla Land Art, la natura continua ad essere un riferimento ancora oggi nell’epoca social. In mostra 2 grandi installazioni in ceramica e 4 piccoli lavori realizzati con polpa di carta di Brie Ruais, 4 caratteristiche tele in tessuti lavorati a mano di Martha Tuttle, e 7 fotografie che incontrano la scultura di Letha Wilson. Tutte opere inedite e appositamente pensate per lo spazio della galleria.