Settembre: 7 mostre da non perdere

Jernej Forbici, In Memoriam, 2013. Acrylic and oil on canvas 105 x 85 cm. Forbici, assieme alla moglie Marika Vicari, sarà protagonista della mostra Everywhen, presso la Galleria Romberg Arte Contemporanea di Latina
Jernej Forbici, In Memoriam, 2013. Acrylic and oil on canvas 105 x 85 cm. Forbici, assieme alla moglie Marika Vicari, sarà protagonista della mostra Everywhen, presso la Galleria Romberg Arte Contemporanea di Latina

Lasciato alle spalle l’ozio estivo la stagione dell’arte entra nel vivo. Tantissime le mostre inaugurate e di prossima apertura in calendario. Tra queste ne abbiamo selezionate 5 organizzate presso gallerie private che ci offrono una panoramica interessante della scena artistica contemporanea. Iniziamo con  #000 – TUXEDO RIOT, la personale di Mustafa Sabbagh inaugurata ieri (venerdì 11 settembre) nell’ambito del SI fest24 [HABITUS] a Savignano sul Rubicone (FC). In mostra, fino al 13 settembre (ma anche nei week end del 19/20 e 26/27), i rivoluzionari in smoking di Sabbagh, che presenta  anche un ciclo di opere inedite: Madri nere, nere Vesperbilder, Veneri di fumo e soldati di catrame, estasi mistiche pervase da una calma apparente che confermano l’attenzione del fotografo italo-giordano per i territori inesplorati della bellezza e della natura, con l’intento di “andare oltre i dogmi a dispetto del moralismo imperante”.

Mustafa Aabbagh, Untitled (serie onore al nero), 2015. Dittico, stampa lambda su dibond, cm 100x85 cad. ed. di 5 + 1 PA – © Mustafa Sabbagh

Mustafa Aabbagh, Untitled (serie onore al nero), 2015. Dittico, stampa lambda su dibond, cm 100×85 cad. ed. di 5 + 1 PA – © Mustafa Sabbagh

In occasione della riapertura dello spazio espositivo dopo la pausa estiva, dal 16 settembre prossimo, la Federica Schiavo Gallery presenta Salvatore Arancio, Francesco Ardini, Svenja Deininger, Jay Heikes, Mimi Lauter, Karthik Pandian, Andrea Sala in una collettiva di lavori realizzati nel corso dell’ultimo anno. In mostra opere caratterizzate da differenze stilistiche, cromatiche e materiche che ricompongono un armonioso equilibrio estetico trascendendo i singoli aspetti costitutivi per mettere in luce, tramite una comune sensibilità per le qualità tattili e la storia dei materiali usati, il forte legame con gli spazi della galleria.

Andrea Sala Italia rosa, 2015 (detail), polyurethane, bondo and pigments 137 x 100 x 10 cm

Andrea Sala, Italia rosa, 2015 (detail), polyurethane, bondo and pigments. 137 x 100 x 10 cm

Dal 19 settembre prossimo, invece, la Galleria La Linea di Montalcino ospita My Never Happened, personale di Enrico Pambianchi (n. 1969) che qui presenta, per la prima volta, i suoi Fogli di Quotidiano, in cui l’indagine psicologica svolta dall’artista attraverso i ritratti, genera stati d’inquietudine nell’osservatore ma anche pungente ed amara ironia, volta allo schernire o umiliare il soggetto, celebrandolo attraverso una ambigua fattezza di sarcasmo. Nata nel 2012 quando l’artista iniziò a sperimentare, in piccole dimensioni, l’uso della griglia dell’impaginato editoriale come griglia compositiva dell’opera messa in dialogo con l’immagine, la serie Fogli di Quotidiano approda alle grandi dimensioni nel 2015.  In questa seconda produzione l’artista conversa non solo con la griglia tipografica ma anche con la notizia. Qui il lavoro consiste nell’adattare le immagini ad una notizia storica che deve rimanere tale. A trasporre nel linguaggio dei segni i contenuti della notizia. Il Foglio del Quotidiano viene assunto come fondale storico documentale. La notizia rimane intatta anzi, fa da guida al percorso creativo dell’artista che costruisce, attraverso le immagini, altre notizie, vicende, situazioni ritenute improbabili, mai accadute. Opere gioiose, festose e ridenti nonostante ad un primo impatto possano sembrare cupe, tetre e sudice. Questo ossimoro raffigurato da una gioia cupa è il fil rouge della continua ricerca artistica di Pambianchi.

Enrico Pambianchi, JFK, 2015. Tecnica mista su tela. I super eroi entrano nella pagina del The Sun del 1963 che annuncia l'omicidio Kennedy. L'artista entra nell'immagine di Kennedy e con il linguaggio dei super eroi illustra l'omicidio del Presidente. Una pagina forte della storia della modernità riletta in chiave leggera. Forse sfrontata.

Enrico Pambianchi, JFK, 2015. Tecnica mista su tela. I super eroi entrano nella pagina del The Sun del 1963 che annuncia l’omicidio Kennedy. L’artista entra nell’immagine di Kennedy e con il linguaggio dei super eroi illustra l’omicidio del Presidente. Una pagina forte della storia della modernità riletta in chiave leggera. Forse sfrontata.

A Verona, presso gli spazi della galleria Studio la Città, il 26 settembre inaugura Rallenting – Codri Earthquake, prima personale della moldava Victoria Stoian (n. 1986). Nata dalla collaborazione con la Galleria Alberto Peola, la mostra  propone una selezione di opere tratte da un più ampio progetto costituto da 52 tele, alcune delle quali in progress, dal titolo Codri Earthquake che raccontano i 52 secondi del violento terremoto – di magnitudo 7,5 – che il 25 agosto 2011 colpì la città di Chişinău: città natale dell’artista e dove ancora oggi vivono i suoi genitori. Nelle sue opere Stoian esprime la fascinazione per il legame tra il cambiamento e la distruzione, narrando il rapporto della vita con il dramma. Dall’assenza di punti di riferimento – geografici, mentali, psicologici – nasce il panico, interpretato dall’artista come possibile libertà. Tramite la metafora della catastrofe naturale Stoian affronta il caos come vitalità in opposizione alla stasi.

Victoria Stoian, Codri Earthquake 24”, 2015, acrilico su tela, 100 x 150 cm

Victoria Stoian, Codri Earthquake 24”, 2015, acrilico su tela, 100 x 150 cm

Sempre il 26 settembre, ma questa volta a Latina, la galleria Romberg Arte Contemporanea inaugura la mostra Everywhen, doppia personale degli artisti Jernej Forbici e Marika Vicari – coppia nell’arte e nella vita – che riassume i primi dieci anni del loro cammino insieme. Anche se le rispettive produzioni viaggiano indipendenti su binari che potremmo facilmente definire paralleli, il concetto che sottende alla ricerca di entrambi è il loro rapporto con la natura. Entrambi ne esplorano la dimensione artistica con impresso nella retina un gioco di specchi e di rimandi che parte dai ricordi d’infanzia, ai giorni nostri. La natura, la “rubano” col cuore e con gli occhi.  I paesaggi di Vicari, echi del suo rapporto con la natura, dei boschi nei quali si inoltrava intorno a Vicenza, città natale, intimi e profondi: un piacere estetico. Le campagne di Forbici, eco, di contro, di un passato perduto delle sue terre slovene, visione infranta dal passaggio della modernità, che i ricordi li ha offuscati: una denuncia.

Marika Vicari, As I walk, 20x20cm. Graphite on wood

Marika Vicari, As I walk, 20x20cm. Graphite on wood

A Bassano del Grappa, ancora il 26 settembre, la Piccola Galleria presenta la decima personale di Sergio Padovani dal titolo Heimat. La mostra rappresenta una tappa fondamentale per l’artista modenese, perché coincide con la presentazione di una serie inedita di opere caratterizzate da un uso sperimentale del colore e una trattazione rivoluzionaria del soggetto. Esse saranno affiancate a opere scelte della produzione più recente, che racconteranno il  costante evolversi del percorso artistico di Padovani.

Sergio Padovani, Eresiarca, 2015, olio, bitume, resina su tela, 115×85 cm

Sergio Padovani, Eresiarca, 2015, olio, bitume, resina su tela, 115×85 cm

Chiude questa nostra selezione la personale di Andrea Mariconti presso la galleria Federico Rui Arte Contemporanea in Via Turati 38 a Milano. Dal titolo Keramos, questa mostra – che aprirà i battenti giovedì 1° ottobre – presenterà al pubblico i più recenti sviluppi della ricerca di questo  artista classe 1978, fra i più interessanti ed apprezzati del panorama italiano contemporaneo.

Andrea Mariconti, Keramos (calkos), 2015. cm 200x150

Andrea Mariconti, Keramos (calkos), 2015. cm 200×150

Autore di opere in cui volti e figure o paesaggi silenziosi sono rappresentati con tecnica composita in cui olio, pigmenti e cenere si mescolano a frammenti di carta e legno, nei toni del bianco e grigio, con questa mostra Mariconti prosegue un percorso idealmente iniziato nel 2013 con la personale Kanon, sempre alla  Federico Rui, e proseguito a Roma (Spazio 88) e al Museo Diocesiano di Milano nell’estate del 2015, con la curatela di Giovanni Intra Sidola e Antonio Spadaro, e testimoniato da un catalogo edito per l’occasione.

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