Dicembre: 7 mostre da non perdere

mostre arte dicembre - Una vista della mostra "My Roots Can Hear The Leavers Grow" in corso alla galleria Montoro12 Contemporary Art di Roma.
Una vista della mostra "My Roots Can Hear The Leavers Grow" in corso alla galleria Montoro12 Contemporary Art di Roma.

Tra famiglia, lavoro e impegni vari, il tempo per visitare le mostre d’arte è sempre poco. Il ponte dell’Immacolata e le prossime vacanze di Natale possono, allora, essere una buona occasione per dedicarci alla nostra passione, magari accompagnati dai più piccoli per una gradevole gita. Come ogni mese, quindi, la nostra redazione ha selezionato 7 mostre in gallerie private o spazi pubblici che offrono l’occasione di scoprire e approfondire qualche aspetto inedito della produzione artistica italiana e internazionale. E, perché no, per farsi un regalo di Natale un po’ speciale. Iniziamo da quelle già in corso per arrivare agli appuntamenti che apriranno nelle prossime settimane.

 

My Roots Can Hear the Leaves Grow

Galleria Montoro12 Contemporary Art – Roma

 

Il primo appuntamento che ci piace segnalarvi è My Roots Can Hear the Leaves Grow. Organizzata dalla galleria Montoro 12 Contemporary Art di Roma e curata da Ursula Hawlitschka, questa mostra presenta i lavori di 8 artisti che esplorano le misteriose forze di Madre Terra e le sue creazioni: Lucilla Candeloro, Nicholas William Johnson, Francesca Longhini, Jorge Mayet, Luigia Martelloni, Dmitri Obergfell, Luca Padroni e Alia Scalvini.

Mostre arte dicembre - Nicholas William Johnson, Lolling in the Placid Bay, 2015, acrylic, screen print, latex on gessoed paper

Nicholas William Johnson, Lolling in the Placid Bay, 2015, acrylic, screen print, latex on gessoed paper

Attraverso una grande varietà di tecniche, compreso il ricorso a risorse naturali come corteccia, rami o estratti di piante,  alcuni di essi affondano la loro ricerca nell’esplorazione dei processi della natura, altri rappresentano alberi, montagne e altri elementi, che possono anche essere visti come metafora del ciclo della vita, nascita, crescita e morte o anche per l’inconscio. E’ il caso, ad esempio, Nicholas William Johnson (1982, Hawaii, USA, vive e lavora a Londra) – che espone per la prima volta in Italia –  il cui lavoro è ispirato dalla pittura romantica del 19° secolo e alla visione della natura come sublime, ma anche come declino e morte. I suoi quadri, carichi di colore, ci ricordano la giungla e le terre selvagge, una natura incontaminata. La mostra della Montoro12 rimarrà aperta fino al 23 dicembre.

 

Scultura #1: Mattiacci, Nunzio, Termini

Renata Fabbri Arte Contemporanea – Milano

 

Avete tempo fino al 23 gennaio, invece, per visitare la bellissima esposizione della milanese Renata Fabbri Arte Contemporanea: Scultura #1. Curata da Federico Sardella, la mostra – che mette insieme opere di Eliseo Mattiacci, Nunzio e Giovanni Termini, è il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla creazione di un dialogo tra scultori, che impiegano diverse modalità di espressione.

Mostre arte dicembre - Eliseo Mattiacci, Dinamica Verticale (Eliche), 2013. Alluminio 1,7 x 1,2 m

Eliseo Mattiacci, Dinamica Verticale (Eliche), 2013.
Alluminio 1,7 x 1,2 m

Eliseo Mattiacci (Cagli, PS – 1940), Nunzio (Cagnano Amiterno, AQ – 1954) e Giovanni Termini (Assoro, EN – 1972), provengono da esperienze diverse, hanno compiuto e stanno compiendo percorsi dissimili, eppure, le rotte del loro fare scultura, le loro mete, i loro cammini ammettono una possibilità di incontro, dove il senso del procedere dell’uno si nutre delle esperienze dell’altro; dove lo scambio prevede disponibilità e capacità di lettura di un pensiero ancora in corso, che non si limita al solo incontro ma che si spinge oltre, determina un territorio, un luogo di possibile sovrapposizione e, naturalmente, di dialogo. Ed è proprio questa idea di scultura in grado di intervenire nello spazio, modificandolo, alterandolo e vivificandolo che accomuna e lega i tre artisti, i cui lavori si insinuano sino ad assorbirlo e a diventarne parte, annullando la distanza che li separa ed avviando una sorta di alchimia che prevede che l’opera faccia proprio il territorio che la circonda. Di ciascun artista sono esposte sculture da terra e da parete, alcune delle quali realizzate appositamente per la mostra.

 

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

Palazzo della Ragione Fotografia, Milano

 

Sempre a  Milano, fino al 7 febbraio 2016, Palazzo della Ragione Fotografia ospita il proseguo dell’evento espositivo Italia Inside Out con un mostra dal titolo Henri Cartier-Bresson e gli altri – I Grandi fotografi e l’Italia. La mostra, frutto di una attenta e minuziosa ricerca di Giovanna Calvenzi e promossa con la collaborazione del Comune di Milano, Palazzo della Ragione, con Civita, Contrasto e GAmm Giunti, propone l’interpretazione dell’Italia da parte di alcuni dei più grandi ed importanti fotografi ed artisti internazionali.

Mostre arte dicembre - Henri Cartier-Bresson, Firenze, 1933, © Fondation Henri Cartier-Bresson, Paris / Magnum Photos

Henri Cartier-Bresson, Firenze, 1933, © Fondation Henri Cartier-Bresson, Paris / Magnum Photos

La mostra si sviluppa in 7 ampie aree di riflessione per raccontare come i grandi fotografi internazionali hanno visto l’Italia in un arco di tempo di quasi ottant’anni: aree tematiche o linguistiche all’interno delle quali si sviluppa una storia indiretta della fotografia e dell’evoluzione dei suoi linguaggi. Un lungo viaggio in Italia che inizia con un autoritratto di Henri Cartier-Bresson del 1933: il suo sogno umanista di fermare il tempo, di cogliere il momento decisivo nel flusso in divenire della realtà influenzerà a lungo la fotografia di tutto il mondo e sarà adottato da generazioni di fotografi. E dopo Cartier-Bresson, questo grand tour ideale, prosegue, tra gli altri, con Robert Capa, Sebastião Salgado, Helmut Newton,Irene Kung, Paul Strand, Thomas Struth, Steve McCurry, Martin Parr e Nobuyoshi Araki.

 

 Il fondo sale alla superficie (senza cessare di essere fondo)

Galleria Doppelgaenger, Bari

 

A Bari, la galleria Doppelgaenger ospita, fino al 30 gennaio, Il fondo sale alla superficie (senza cessare di essere fondo), personale di Marta Roberti (n. 1977). I lavori in mostra sono il frutto di visioni e riflessioni dedicate al concetto di natura, sviluppate dall’artista nel corso di una residenza nelle foreste del parco naturale di Yangminshan, a Taipei. La “natura” indagata dall’artista non è percepita solo come luogo da attraversare, ma anche come potente costruzione discorsiva che, anche nell’ambiente più selvaggio, si risolve in esperienza inesorabilmente semiotica.

Mostre arte dicembre - Un lavoro di Marta Roberti

Un lavoro di Marta Roberti

L’artista presenta un’installazione multimediale composta da proiezioni di disegni animati e da grandi disegni incisi su carta grafite, eliminata in un processo di raschiatura, disposti negli spazi della galleria come un percorso percettivo fra rappresentazioni realistiche di paesaggi esotici, accompagnate da citazioni divenute filtro della visione dell’ambiente naturale ma incise al rovescio, in omaggio agli exultet conservati nel museo diocesano di Bari, visitato dall’artista in residenza. In mostra anche light box e altri disegni.

 

Thomas Canto: Still lifes of space time

Galleria Wunderkammern, Roma

 

La galleria Wunderkammern di Roma presenta, invece, la prima mostra personale italiana dell’artista francese Thomas Canto: Still lifes of space time. Considerato uno dei più promettenti artisti francesi nel panorama dell’arte contemporanea, Canto ha già esposto in importanti istituzioni internazionali e a Roma porta una serie di lavori che rispecchia la ricerca originale dell’artista, basata su una costante esplorazione dello spazio tridimensionale, dell’estetica pura e della pratica performativa.

Mostre arte dicembre - Una vista della mostra "Still lifes of space time" alla Wunderkammern di Roma

Una vista della mostra “Still lifes of space time” alla Wunderkammern di Roma

Oltre le sue eccezionali opere, Thomas Canto creerà un’installazione site-specific animata attraverso una proiezione di video mapping, grazie alla quale il pubblico potrà sperimentare in maniera diretta la sua arte all’interno dello spazio della galleria. Sarà inoltre presentata un’edizione limitata di litografie, prodotte dallo storico studio Idem di Parigi, in collaborazione con Print Them All.

 

Eracle Dartizio – Distante

Galleria Moitre, Torino

Fino al 10 gennaio, la Galleria Moitre ospita la personale di Eracle Dartizio (Vaprio d’Adda, 1989), dal titolo Distante, un corpus di lavori che copre l’attività di questo giovane artista tra il 2014 ed il 2015 e che segna un percorso dalla ricerca di un approccio esistenziale ed esteticamente minimale del proprio lavoro. Nelle opere di Dartizio, la sottrazione diventa un avvicinamento metafisico alla realtà, dove l’esteriorità è un momento di partenza per un approccio intellettuale alla materia, che lavorata è innanzitutto poesia universale, dove la singolarità del corpo che la crea è superata dall’approccio ontologico di nascita e di morte ed entrambi i capi dell’esistenza sono necessari punti di riflessione per determinare il percorso di un pensiero, come di un’opera.

Mostre arte dicembre - Eracle Dartizio, 4 Pozzanghere, 2014

Eracle Dartizio, 4 Pozzanghere, 2014

L’oggetto diventa scultura, linea, installazione, immagine fissa o in movimento, racchiusa in un gioco, in un susseguirsi di stimoli apparentemente disgiunti ma che insieme ne costituiscono un tracciato che non ha orientamento, in un necessario camminare nella costante domanda di senso, ragionamento che non può escludere la fantasia che si fa parola, come nelle favole. In un universo ibrido le forme sono espresse con tecniche diverse, tutte diventano tramite per la creazione, per la generazione di concetti che sono innanzitutto carne, testimonianza viva del cambiamento, del passaggio, dell’assenza, dello spostamento. I lavori più recenti in esposizione  sono un’associazione metaforica tra oggetti astronomici (universali, eterni) e la condizione umana (individuale,precaria).

 

Carlo Battaglia – mare… iononrappresentonullaiodipingo

Studio la Città, Verona

 

Infine, a chiusura di questa nostra breve rassegna delle mostre che si tengono in Italia a dicembre, chi piace segnalarvi il bel progetto della veronese Studio la Città che, a distanza di 42 anni dalla mostra  iononrappresentonullaiodipingo che nel 1973 presentava la Pittura Analitica, si ricollega a quella stagione esponendo una selezione di quegli stessi anni e di quali artisti che lo spazio di Verona è stato tra i primi ad ospitare: Carlo Battaglia, Rodolfo Aricò, Giorgio Griffa e Claudio Verna.  Una riproposta che ha il duplice obiettivo di verificare, di fronte al tempo, la propria storia e, difronte all’attualità, il valore di una tendenza artistica ancora da valutare in tutte le sue sfaccettature critiche e storiche.

Mostre arte dicembre - Carlo Battaglia, Imbre sedici, 1999. Olio e tempera all'uovo su tela, 140x170 cm.

Carlo Battaglia, Imbre sedici, 1999. Olio e tempera all’uovo su tela, 140×170 cm.

Cuore della mostra, che aprirà il prossimo 12 dicembre: Mare, serie di opere di Carlo Battaglia attentamente selezionata per raccontare l’intera carriera di questo artista che fu protagonista della Pittura Analitica e che è scomparso nel 2005. Un tributo importante all’opera di un artista che oggi è oggetto di un’attenta rivisitazione da parte di un gruppo di galleristi e di un pool di attenti collezionisti.

 

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