5 mostre per un San Valentino ad arte

A dire il vero non sono un grande fan di San Valentino, ma da innamorato dell’arte non potevo non farle il mio tributo individuando le 5 mostre più interessanti che inaugurano proprio nel week end più romantico dell’anno in modo che possiate arricchire le vostre gite con qualche cammeo d’arte.

 

VAALBARA

 

Renato Leotta, Giovanni Giaretta, Effetto majorana, 2014. 16mm frame

Renato Leotta e Giovanni Giaretta, Effetto Majorana, video 16 mm, 2014. Courtesy: Galleria Fuori Campo

Siena, galleria Fuori Campo. Qui, dal 17 febbraio al 12 aprile (ma l’inaugurazione è il 14 febbraio), Giovanni Giaretta e Renato Leotta aprono le porte della nostra conoscenza visiva ad un paesaggio immaginario, fuori dalle categorie e dalle applicazioni umane. Un altrove temporale – e temporaneo – che sottintende il cambiamento come forma e materia proprie e che ci spinge in quel territorio di confine tra realtà e ignoto che segna l’origine del genere umano. Partendo dalla presunta esistenza della Vaalbara, uno dei primi super continenti che avrebbero preceduto la Pangea circa 3.3 miliardi di anni fa, la mostra senese – accompagnata da un contributo di Cesare Pietroiusti – ci proietta, infatti, in un paesaggio primordiale i cui residui si riversano in un altro paesaggio come tracce di un’epoca che si perde nella notte dei tempi, ma in cui riecheggia una delle domande che l’uomo si pone da sempre: da dove veniamo? Tra i lavori esposti Effetto Majorana (la solfatara, recording of disapperance) 2014, video inedito, realizzato da Giaretta e Leotta, che documenta alcuni esercizi di sparizione nello spazio.

 

GENTLEMEN

 

Peter Linde Busk, Tripping the Light Fantastic, 2015, acrylic, crayon and pastel. Courtesy: Galleria Monitor

Peter Linde Busk, Tripping the Light Fantastic, 2015, acrylic, crayon and pastel. Courtesy: Galleria Monitor

Sempre per San Valentino apre a Roma, presso la Galleria Monitor, la seconda mostra personale dell’artista danese Peter Linde Busk, che nel corso del 2014 è stato incluso nel catalogo 100 Painters of Tomorrow di Kurt Beers, pubblicato da Thames and Hudson (2014). Con il titolo sottilmente ironico di Gentlemen, la mostra mette insieme diverse componenti della pratica artistica di Busk, includendo nuovi dipinti su lino in larga scala, ceramiche, litografie e acqueforti. Le nuove ceramiche di Busk sono presentate in piedi su blocchi da macellaio. Smaltate di bianco, queste forme distorte, contorte e dissestate appaiono piuttosto come versioni danneggiate del soggetto ritratto. In questo senso esse potrebbero essere intese come segnate dalla vita; un motivo portato avanti anche attraverso i blocchi usati come plinti, la cui superficie non può completamente essere liberata dalla violenza che vi è stata messa in scena in passato. Ogni dipinto di questa nuova serie rappresenta la relazione tra uomo e donna. Nel Paradiso perduto di Milton, Adamo segue Eva nel peccato perché sono legati gli uni agli altri per tutta la vita dalla carne. Allo stesso modo le figure di Busk sono messe in co – dipendenza mediante corpi esili e distorti in posture struggenti la cui co-dipendenza intrecciata sembra suggerire una sorta di fatalismo. La mostra rimarrà aperta fino al 21 marzo.

 

ANTONIO MAZZOTTI

 

Antonio Mazzotti, Super Nova, 1970

Antonio Mazzotti, Super Nova, 1970

Il San Valentino bolognese, invece, ci porta una bella retrospettiva dedicata all’artista Antonio Mazzotti nel centenario della sua nascita. L’artista, scomparso nel 1985, negli anni della ricostruzione post-bellica aveva messo il proprio rigore nel disegno geometrico a disposizione di alcuni importanti architetti bolognesi, primo fra tutti Alberto Legnani (stringendo rapporti di amicizia anche con Luigi Vignali e Enzo Zacchiroli, suo mentore e collezionista). Successivamente si è avvicinato alla pittura, prima post-impressionista, poi post-cubista, cominciando a creare quel suo “mondo immaginario” di labirinti fantastici, percorsi incantati a metà tra l’optical e l’astratto-architettonico, in cui perdersi. Ne nasce un astrattismo geometrico sereno e meditato, libero e allo stesso tempo calibratissimo, debitore alla figura di Mondrian, non tanto per la scansione degli spazi troppo rarefatta di quest’ultimo, ma piuttosto per la produzione più tarda dell’artista olandese, maggiormente libera e sciolta. Curata da Renato Barilli, la mostra sarà allestita fino al 12 marzo nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio di Bologna dove saranno esposti circa 40 dipinti realizzati dal 1939 al 1980.

 

ASTRAZIONE OGGETTIVA

 

Diego Mazzonelli, Senza titolo,

Diego Mazzonelli, Senza titolo

Dalla Bologna di Antonio Mazzotti al trentino di Mauro Cappelletti, Diego Mazzonelli, Gianni Pellegrini, Aldo Schmid, Luigi Senesi e Giuseppe Wenter Marini che, nell’autunno del 1976, sottoscrivono il Manifesto di Astrazione Oggettiva dando vita al maggiore movimento artistico regionale del secondo dopoguerra. A quasi quaranta anni di distanza, la Galleria CIVICA, sede del Mart a Trento, inaugura, per la prima volta in un museo, una mostra su quel percorso di ricerca collettivo che pose il colore al centro di un’indagine estetica e che risultò, nel contempo, concettuale e lirico. Le maggiori opere degli artisti che aderirono al Manifesto vengono raccolte in una esposizione che, idealmente, ricompone il gruppo. A cura di Giovanna Nicoletti, la mostra Astrazione Oggettiva. Oltre la teoria, il colore, rimarrà aperta fino al 17 maggio.

 

ZÈUGMA

zèugma#1 by patrizia emma scialpi (locandina)

Prosegue, infine, fino al 21 febbraio, presso lo spazio Dimora Artica di Milano, il progetto Zèugma dell’artista Patrizia Emma Scialpi: rassegna a cadenza irregolare che accoglie al suo interno opere sonore e video presentate simultaneamente. Svincolata da uno spazio fisico prestabilito, questa rassegna ha una natura fluida, versatile e dal carattere progettuale: in questa prima tappa i video dell’artista Nico Angiuli e del collettivo The Cool Couple si intrecceranno con i suoni delle composizioni di Martino Nencioni e Stefano “Urkuma” De Sanctis. Le opere, concepite e realizzate da ogni artista per vivere in maniera indipendente, saranno messe nella condizione di intersecarsi e dialogare generando nuove e inaspettate modalità di lettura.

 

Buon San Valentino da Collezione da Tiffany!

 

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2 Commenti

  • marco napolitano ha detto:

    Articolo interessantissimo. Molto intrigante la mostra dedicata al maestro danese Peter Linde Busk, i cui corpi spesso contorti e al limite, mi riportano alla mente le carni martoriate e scomposte di una certa pittura informale. Anche se fuori dal panorama italiano, mi permetto di segnalare la grandiosa mostra dedicata al futurismo al Guggenheim di New York, vanto di un Made in Italy che tutti ci invidiano…
    un piccolo accenno è qui: http://goo.gl/IAzQUX

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