Mostre & Co.: da vedere a Venezia… oltre alla Biennale

Non solo Biennale. Venezia in questi mesi ha un calendario decisamente impressionante di eventi d’arte e tutti gli appassionati non possono che far rotta verso la città lagunare. Ma cosa vedere? Ovviamente dipende molto dal tempo che avete a disposizione, ma quasi tutte le mostre inaugurate in questi giorni nelle gallerie, nelle Fondazioni e negli altri spazi istituzionali venenziani durano tanto e quindi si può pensare a più short break in laguna. Detto questo ecco le mostre che, secondo noi, dovreste appuntarvi in agenda per inserirle come tappe nelle vostre visite. E la nostra selezione non potrebbe che iniziare dalla bellissima The Battle between Carnival and Feast prima personale mai presentata in Italia di Adrian Ghenie con cui la Galleria di Palazzo Cini inaugura la sua stagione espositiva.

Adrian Ghenie, Figure with Dog, 2019, Oil on canvas,250 x 200 cm. Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London · Paris · Salzburg © Adrian Ghenie

Ghenie è uno dei pittori più conosciuti della sua generazione e nella sua opera  riunisce ricordi personali e traumi collettivi, passati e presenti. I suoi quadri non si misurano esclusivamente con la storia della pittura, ma si confrontano anche con l’atto di “dipingere la trama della storia” e con le personalità che, con le loro azioni, ne hanno definito il corso. Realizzata in collaborazione con Galerie Thaddaeus Ropac, la mostra espone al secondo piano della casa – museo di Campo San Vio, presenta tutte opere recenti, alcune dipinte appositamente per la mostra. Da un lato, richiamano il fiorente passato marittimo della città di Venezia con le sue numerose vie d’acqua, dall’altro il conflitto e i tumulti causati dalle odierne questioni geopolitiche.

 

Una vista della mostra “Jannis Kounellis” a cura di Germano Celant. Fondazione Prada, Venezia, 11 maggio– 24 novembre 2019. Foto: Agostino Osio – Alto Piano. Courtesy: Fondazione Prada

Stupenda anche l’ampia retrospettiva che la Fondazione Prada dedica a Jannis Kounellis, la prima di queste dimensioni. Il progetto, sviluppato con la collaborazione dell’Archivio Kounellis e curato da Germano Celant, riunisce 70 lavori dal 1958 al 2016, provenienti da istituzioni e musei italiani e internazionali, come Tate Modern (Londra) o Centre Pompidou – Musée national d’art moderne (Parigi) e ricostruisce la storia artistica ed espositiva di Kounellis, evidenziando gli sviluppi fondamentali della sua poetica e cercando di stabilire un dialogo tra le opere e gli spazi settecenteschi di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione, dove sarà visitabile fino al 24 novembre.

Una vista dell a mostra BURRI la pittura, irriducibile presenza alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

La Fondazione Giorgio Cini ha inaugurato il 10 maggio scorso, sull’isola di San Giorgio Maggiore: BURRI la pittura, irriducibile presenza, ampia e importante retrospettiva antologica dedicata ad Alberto Burri, a coronamento di una stagione di grande celebrazione dell’artista umbro sia in Italia che all’estero. La mostra, curata da Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri, offre al visitatore l’opportunità unica di ammirare una selezione inedita di opere che rappresentano tutti i più famosi cicli realizzati da Burri: dai primi e rari Catrami (1948) e dalle Muffe (1948), presentati in stretto confronto con gli iconici Sacchi (1949-50), ai Gobbi (1950), per arrivare alle affascinanti Combustioni (1953), i Legni (1955), i Ferri (1958), le contorte Plastiche (1960) e l’evoluzione straordinaria dei Cretti (1970), divenuti uno dei temi di ricerca più iconici di Burri, fino ai grandi Cellotex, realizzati fino a metà degli anni Novanta.

Una delle sale del Boutique Hotel Novecento che ospita, fino all’8 luglio, la mostra Looking for Utopia.

Dalle grandi retrospettive ad alcune esposizioni particolarissime, come quella allestita negli spazi del Boutique Hotel Novecento in Piazza San Marco: Looking for Utopia, progetto espositivo patrocinato dall’Institut Français e curato da Bianca Cerrina Feroni e Melania Rossi che, fino al prossimo 8 luglio, mette in scena le utopie degli artisti, i progetti mai realizzati, i sogni di opere che non vedranno mai la luce o destinate per loro costituzione a trattare il tema dell’incompiuto e dell’impossibile. Composta quasi integralmente da opere inedite, talvolta site specific, la mostra presenta disegni, collage, fotografie, maquette e piccoli bozzetti scultorei sono alcuni dei mezzi di cui gli artisti selezionati per la mostra Looking for Utopia si sono serviti per “fermare” e “formare” un’idea: Francesco Arena, Jean Bedez, Hans Bellmer, Elisabetta Benassi , Gerard Bérebby, Elvio Chiricozzi, Jan Fabre, Sophie Ko, Damien MacDonald, Maud Maffei, Simone Pellegrini, Cécile Reims, Pietro Ruffo, Delphine Valli e Antonello Viola.

Giovanni Rizzoli, Venezia, 1997-2011 marmo rosso di Verona, damasco, acqua cm 300 x 196 x 23 © Giovanni Rizzoli. Courtesy: Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery

Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery di Venezia ospita, presso la propria sede veneziana in Corte Petriana, San Polo 1448, Venezia, mostra dedicata all’opera di Giovanni Rizzoli a cura di Bruno Corà. A vent’anni dalla sua partecipazione alla 48.a Biennale di Venezia nella mostra dAPERTuttO a cura di Harald Szeemann (1999), Giovanni Rizzoli, esponente di punta della generazione artistica europea degli anni Novanta, ritorna in laguna con una testimonianza di Venezia, tema tanto amato quanto temuto dagli artisti di tutte le epoche, che afferma il dialogo continuo dell’artista con la propria città. L’universo iconografico di Giovanni Rizzoli si fa interprete di forme ed elementi materiali con dimensioni trascendenti e apre così, attraverso sculture, dipinti e disegni, un dialogo con la sua città d’origine, una Venezia personale ma anche universale, enigmatica e conosciuta, amata e odiata, ma sicuramente imprescindibile dal percorso creativo dell’artista, capace di includere, sublimandole, anche le istanze più intime del proprio vissuto.

R. B. Kitaj, The gay science, Mahler Becomes Politics, Beisbol, 1964-67, screenprint in colour, Courtesy R. B. Kitaj Estate

La Galleria A plus A, in occasione della 58 Biennale di Venezia ospita, fino al 7 agosto, la mostra Exercises in Style, organizzata da Novel: la piattaforma curatoriale itinerante fondata da Alun Rowlands e Matt Williams e riunisce artisti che scrivono testi e poesie che oscillano tra finzione e critica. In mostra lavori di Helen Cammock finalista al Turner prize, Keren Cytter, Loretta Fahrenholz, Anthony D Green, RB. Kitaj, Ghislaine Leung, Josef Strau e Bob van der Wal. Attraverso le loro opere Exercises in Style cerca trame e narrazioni divergenti, dando spazio a incontri performativi e investigando le storie e i loro narratori.

Una vista della mostra Reagents, con opere di Arthur Duff and Silvia Infranco, allestita nel Complesso dell’Ospedaletto.

Nelle  rinnovate stanze del Complesso dell’Ospedaletto è possibile visitare, fino al 24 novembre, la mostra Reagents che raccoglie i lavori di otto artisti – Arthur Duff, Serena Fineschi, Silvia Infranco, Túlio Pinto, Fabrizio Prevedello, Quayola, Verónica Vázquez e Marco Maria Zanin – la cui opera è caratterizzata da una grande sensibilità e reattività ai contesti spaziali e alle dinamiche di azione-reazione innescate dalle variabili ambientali. La mostra, curata da Daniele Capra, evidenzia infatti come nella pratica di tali artisti l’opera possa essere vista quale dispositivo generato grazie ad un processo di opposizione agli stimoli e alle pressioni, fisiche e psichiche, che il contesto agisce ed attua. In mostra una quindicina di opere bidimensionali e scultoree, che spaziano dalla natura processuale a lavori di matrice più evidentemente concettuale.