Da Torino a Lecce: 8 mostre per iniziare l’estate

Non so voi, ma giugno mi coglie sempre un po’ stanco. A maggior ragione dopo un inverno interminabile come quello di quest’anno. Ma giugno è anche un mese frenetico, tra aste e nuove inaugurazioni; un crescendo continuo prima delle chiusure estive e dei summer show. Così di tempo per riposare non c’è n’è poi molto, ma le energie vanno dosate per bene. Ancor più che negli altri mesi e allora la nostra selezione di mostre in galleria da mettere in agenda deve essere stretta e motivante. Iniziamo allora con la personale di un’artista che ammiro da tempo: Laura Pugno.

Laura Pugno, A futura memoria 01, 2018, jesmonite, cm 15x21x12, courtesy of Alberto Peola Arte Contemporanea

L’invisibilità dell’inverno è il titolo della mostra che la vede protagonista, fino al 24 luglio, alla Galleria Alberto Peola di Torino. In mostra una serie di lavori che racchiude una stagione della sua produzione, come spiega la curatrice Manuela Pacella, «in cui la passione per la montagna e l’inverno e l’analisi dei cambiamenti climatici causati dall’uomo diviene urgente e più diretta». Un viaggio nei territori instabili della contemporaneità, dal quale emerge cruciale il ruolo della linea dell’orizzonte nel nostro senso dell’orientamento, come nella concezione del tempo e dello spazio. La stabilità della linea dell’orizzonte «dipende dalla stabilità di un osservatore, che si pensa sia situato su un terreno che può essere immaginato stabile, anche se in realtà non lo è».


Gail Albert Halaban, Red Flowers, Campo dei Fiori, Roma, 2017

Una mostra, quella della Pugno, che idealmente si connette a Out My Window, personale di Gail Albert Halaban inaugurata il 29 maggio negli spazi della galleria Podbielski Contemporary di Milano. In mostra una serie di fotografie scattate in giro per tutta l’Italia che esplorano le convenzioni e le tensioni degli stili di vita urbani, i sentimenti di isolamento nella città e le intimità della vita domestica e quotidiana in luoghi come Venezia, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, coronando una bellezza senza tempo, ma allo stesso tempo contemporanea.

Installation view della mostra Le Opere e i Giorni, la bi-personale di Verónica Vázquez e Marco Maria Zanin alla Torre delle Grazie di Bassano del Grappa. Foto: Andrea Rossato.

Da Milano a Bassano del Grappa dove ieri, alla Torre delle Grazie, ha aperto al pubblico Le Opere e i Giorni. Verónica Vázquez e Marco Maria Zanin, bipersonale organizzata da Marignana Arte in collaborazione con Piero Atchugarry Gallery. Il titolo dell’esposizione, che vede in dialogo un’artista visuale e plastica uruguayana, di fama internazionale, Verónica Vázquez (Trienta Y Tres, Uruguay, 1970), e un artista italiano, Marco Maria Zanin (Padova, 1983), che fa della sua ricerca un mezzo per rivolgersi alle culture materiali dei Paesi emergenti e all’antropologia applicata alle arti visive, è tratto dal poema di Esiodo e immediatamente rimanda alla stretta relazione che, pur provenendo da geografie culturali differenti, i due artisti hanno con il tema del lavoro quale matrice formativa del linguaggio dell’uomo e della sua identità, espressione di una collettività e di una società.

Una vistsa della mostra di Costas Tsoclis alla Galleria Il Ponte di Firenze

Un rapido passaggio dalla mia Firenze, dove la Galleria Il Ponte, parallelamente all’esposizione in corso, Carlo Battaglia. Pittura 1969-1979 ( visitabile fino al 19 luglio), dal 30 maggio scorso presenta nel suo spazio lounge una sintetica mostra, curata da Bruno Corà,  dedicata al grande maestro greco Costas Tsoclis, dove vengono esposte cinque Opere Oggetti del 2011 intitolate Nothing.

Massimo Gasperini, XIII-III-2019-Campionario di archetipi architettonici, 2019. 54×48 cm,Tecnica acquerello e matite colorate

Procedendo verso sud, eccoci a Montalcino, dove la Galleria La Linea popone il 29 giugno prossimo apre Vado al Massimo, doppia personale di Massimo Mariani e Massimo Gasperini, due architetti/artisti che corrono veloci verso la realizzazione libera ed incondizionata delle proprie idee – senza timore alcuno di concorrenze e plagi. Il tutto per un dialogo atipico e coraggioso che vede da un lato Mariani con la sua rara alchimia di colore, fantasia, giocosità, ma con un lavoro caratterizzato anche e sempre da rigore estetico e funzionale estremo. Dall’altro Gasperini, che abbiamo incontrato anche in passato e il cui lavoro è frutto di visionarietà, fantasia e, ancora una volta, di rigore assoluto ed eleganza stilistica, al servizio di un gioco di stimolo creativo che mai finisce, e che soprattutto mai finisce di stupirci. Un’incitazione a superare la mediocrità di questi tempi.

Paula Doepfner, M’avresti consolato, 2018, ghiaccio, penna su carta, pianta essiccata, ferro. Foto: Roberto Apa

Arriviamo così a Roma dove la terza mostra che vi propongo è Fire in the mind, visitabile fino al 29 giugno negli spazi della Galleria Mario Iannelli . In mostra lavori i nuovi lavori di Dario D’Aronco, Paula Doepfner, Felix Kiessling, David Prytz e Sarah Ancelle Schönfeld chiamati a riflettere su Fire in the mind. Science, Faith and the Search for Order (tradotto in italiano con il titolo Simmetrie. Scienza, fede e ricerca dell’ordine) libro di George Johnson che solleva una serie di domande sull’impalcatura della conoscenza scientifica per ripercorrere lo sviluppo progressivo di quelle ricerche che da sempre hanno tentato di dare risposte sull’origine della vita, la natura della mente umana e la sua funzione nell’universo.

Sabrina Casadei, Nighttime, mixed media on canvas, 148×112 cm, 2019

Lasciata la Capitale eccoci procedere ancora verso sud dove, a Caserta, la giovane Sabrina Casadei – con la personale Montefantasma  in corso alla Galleria Nicola Pedana – presenta un ciclo di lavori inediti che descrivono un percorso di ricerca avviato durante la residenza nel centro artistico NES di Skagaströnd in Islanda. L’artista muove le fila dall’immaginario sublime che nella storia dell’arte avvolge il tema del paesaggio nordico per tradurlo in visioni pittoriche astratte e minuziose, in cui la natura biomorfa del segno migra costantemente verso la descrizione di realtà trasognate e fantastiche. Montefantasma è così il racconto di terre appena emerse o di paesaggi mentali nati dalla relazione fra il corpo dell’uomo e il corpo-natura in cui è la percezione climatica a scandire colori, flussi e innesti.

Una vista della mostra Opere scelte di Valerio Adami, alla galleria Scaramuzza arte contemporanea di Lecce

Valerio Adami è, invece, il protagonista dell’ultima mostra inserita in questa selezione: Opere scelte di Valerio Adami, curata da Lorenzo Madaro per la galleria Scaramuzza arte contemporanea di Lecce. Oltre quindici le opere su tela in mostra fino al 15 luglio, tutte appartenenti alla collezione privata Scaramuzza. Tele che evidenziano la natura “classica” e insieme d’avanguardia del percorso di Adami, che sin dagli anni Sessanta si è caratterizzato per un uso costante e meditato del disegno e di una pittura stesa con campiture monocrome che riempiono le superfici e rimodulano, con impercettibili chiaroscuri, anatomie, strutture e oggetti. Nei dipinti in mostra riecheggiano reminiscenze dei lunghi viaggi attraverso l’arte e le geografie, memorie familiari e culturali, che si intersecano in un flusso costante di forme, echi, visioni.