Sì, viaggiare… 10 mostre (su prenotazione) da non perdere tra Milano e Noto

Osvaldo Licini, Marina, 1921. Olio su tela. Macerata, Fondazione Carima, Museo Palazzo Ricci

Ormai da qualche giorno, seppur con regole e limitazioni, si può finalmente tornare a viaggiare tra regioni. Si amplia così il nostro raggio d’azione e le gallerie d’arte che possiamo raggiungere. Con grande gioia, allora, tornano anche i nostri appuntamenti mensili con le mostre da non perdere. Iniziamo questo primo numero post-lockdown con una preview molto estiva: la mostra La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini che aprirà il 25 luglio prossimo a Monte Vidon Corrado, negli spazi del Centro Studi Osvaldo Licini e Casa Museo Osvaldo Licini.

Osvaldo Licini, Amalassunta Luna, 1946. Olio su tavola. Collezione privata

Curata da Daniela Simoni, da tredici anni alla guida del Centro Studi Licini, con la collaborazione di Stefano Bracalente, Nunzio Giustozzi, Mattia Patti, Stefano Papetti e Massimo Raffaeli, la mostra compie un excursus attraverso tutti e tre i periodi pittorici di Licini e raccoglie 90 oli e 30 disegni, di cui 33 del periodo figurativo, 9 dipinti astratti degli anni Trenta e i rimanenti degli anni Quaranta e Cinquanta, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private. Alcune di queste opere non state mai esposte prima, come  una Marina francese dei primi anni Venti, e altre tornano ad essere presenti in una rassegna liciniana dopo decenni di assenza  come nel caso di il Paesaggio italiano (1921) del Centre Pompidou.

Alcune delle opere inserite nel progetto Total Recall della Galleria Bianconi

Dalle Marche alla Lombardia, dove ci teniamo a segnalare il bel progetto della Galleria Bianconi di Milano: Total Recall. Community Art Project for Charity, curato da Rossella Farinotti. Iniziato online, dall’11 giugno il progetto entra finalmente in galleria e prosegue la sua azione benefica. Il ricavato della vendita delle opere in mostra, infatti, ricavato devoluto in beneficenza all’Associazione San Fedele Onlus, nella divisione dell’Assistenza Sanitaria a sostegno delle famiglie e persone in difficoltà, nella speranza di dare un contributo positivo alla rinascita di tutti noi, in questa lotta al ritorno alla vita e allo stare insieme. Le opere degli artisti della galleria Umberto Bignardi, Paola Di Bello, Gioia Di Girolamo, Elena El Asmar, Mishka Henner, Ugo La Pietra, Lolo & Sosaku, Fausta Squatriti, sono poste in dialogo con quelle degli artisti ospiti, selezionati da Rossella Farinotti, Davide Allieri, Ludovica Anversa, Nicolò Baraggioli, Francesco Bertocco, Lucia Cristiani, Silvia Mariotti, Matteo Messori, Gianluca Ragni, Chris Rocchegiani.

William Kentridge, Untitled (Leaning on Air), 2020. Lavaggio a inchiostro su carta artigianale Phumani in canapa e sisal, montata su tela grezza 290 × 330 cm

Rimanendo nel capoluogo lombardo, la Galleria Lia Rumma ospita Waiting for the Sibyl and other histories, la nuova mostra personale di William Kentridge, che consolida il rapporto ultraventennale dell’artista sudafricano con la galleria e con l’Italia. Waiting for the Sibyl è il titolo dell’ultimo progetto di Kentridge, commissionato dal Teatro dell’Opera di Roma, che lo ha presentato in anteprima mondiale lo scorso settembre, per affiancare Work in Progress (1968), l’unico lavoro teatrale concepito dallo scultore statunitense Alexander Calder.

Una vista della mostra Storytelling alla Fondazione Prada di Milano.

Riaperta da ieri, sempre a Milano, anche la Fondazione Prada. Gli spazi espositivi saranno aperti al pubblico dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 19. Il percorso di visita sarà costituito dalle tre mostre temporanee “K”, “The Porcelain Room” e “Storytelling”. “K”, un progetto che esplora l’universo letterario di Franz Kafka attraverso i lavori di Martin Kippenberger, Orson Welles e Tangerine Dream, sarà esteso fino al 25 ottobre 2020. Le mostre “The Porcelain Room”, una ricerca sul contesto storico, la finalità e l’impatto delle porcellane cinesi da esportazione, e “Storytelling”, una personale dedicata all’artista Liu Ye, saranno prolungate fino al 10 gennaio 2021.

Thomas Scalco, Ist, 2018. Acrilico, grafite e collage su carta rosaspina, cm 35×24.

Spostandoci da Milano a Monza, è nuovamente visitabile Silēre, personale dell’artista Thomas Scalco, al suo secondo appuntamento negli spazi della galleria Villa Contemporanea. Dopo i recenti successi del 2019, Premio miglior artista under 35 a SetUp, Bologna e Premio Level 0 ad ArtVerona, selezionato da Patrizia Nuzzo che gli ha dedicato una mostra site-specific alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona, tuttora in corso, Scalco sta vivendo una nuova e più matura fase pittorica. I dipinti di Thomas Scalco appaiono come delle fugaci visioni, in bilico tra due realtà, in cui forme in mutazione geometrica si fondono con la natura in un gioco di rimandi.

Una vista della mostra Materiche, organizzata da Venice Gallery View.

Nello spazio all’interno del Chiostro M9 di Mestre, invece, è visitabile da ieri la mostra Materiche, esposizione collettiva a cura di Venice Galleries View in collaborazione con il Museo M9. La mostra propone una riflessione incentrata sulla ricerca dell’identità, per rivelare un Io forte e femminile, attraverso le opere di Mariateresa Sartori, Katarzyn Kozyra, Silvia Levenson, Romina De Novellis, Lore Bert, Silvia Infranco, Margherita Morgantin, Sonia Costantini e Ylenia Deriu. L’esposizione vede la partecipazione delle gallerie Alberta Pane, Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery, Caterina Tognon, La Galleria di Dorothea van der Koelen, Ikona gallery, Marignana Arte, marina bastianello gallery e Michela Rizzo.

Un’opera di Irma Blank

A Bologna, dopo 11 settimane di chiusura forzata per lockdown, P420 riapre i propri spazi e ricomincia l’attività espositiva con la mostra collettiva E subito riprende il viaggio con opere di Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Irma Blank, Adelaide Cioni, John Coplans, June Crespo, Milan Grygar, Rodrigo Hernández, Paolo Icaro, Piero Manai, Stephen Rosenthal, Joachim Schmid, Alessandra Spranzi e Goran Tbuljak. Incipit della poesia Allegria di Naufragi che Giuseppe Ungaretti pubblica per la prima volta nel 1919, il titolo annuncia una mostra carica di un senso di vulnerabilità, di precarietà, di spaesamento che però una vitalità istintiva e caparbia permette di lasciarsi sempre alle spalle.

Antonio Ligabue, Diligenza con Paesaggio e Villa Casanova Rambelli, 1953-54, olio su tavola di faesite, cm 68×95

Nella storica sede di Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (RE)da sabato 6 giugno apre nuovamente al pubblico la mostra “Incompreso. La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere“, promossa dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue e dal Comune di Gualtieri. Il percorso della mostra, a cura di Sergio e Francesco Negri, comprende 22 dipinti, alcuni bronzi ed un calco in terracotta. Le opere, tutte provenienti da collezioni private, sono esposte in ordine cronologico, con suddivisione in periodi, per consentire al visitatore di osservare l’evoluzione dello stile, della tecnica, ma anche dei temi che cambiano con il passare del tempo.

FABIO VIALE, Souvenir David, 2020. Photo credit e Courtesy Fabio Viale Studio, Torino

In Toscana da sabato 27 giugno i più suggestivi spazi pubblici della città di Pietrasanta saranno “abitati” dalle opere monumentali dello scultore Fabio Viale protagonista di Truly, mostra a cura di Enrico Mattei realizzata con il sostegno della Galleria Poggiali. Viale, legato fin da giovane alla Versilia per la selezione e la lavorazione del marmo, ha previsto l’allestimento nella piazza del Duomo di alcuni marmi tatuati, di grande dimensione. Tra questi lavori spiccano Souvenir David, un grande torso ispirato al Torso Belvedere e un’opera inedita: un torso ispirato al Torso Gaddi che vedrà la collaborazione del famoso Direttore Creativo Marcelo Burlon. Nel Chiostro di Sant’Agostino e nelle sale adiacenti al piano terra saranno allestiti, infine, una serie di lavori che hanno scandito il percorso dell’artista. TRa queste anche la scultura Le Tre Grazie, allestita in anteprima assoluta, con cui l’artista interpreta il senso dei nostri giorni di forzato isolamento.

La Vucciria di Guttuso

Riapre, infine, a Noto la mostra “Novecento – Da Pirandello a Guccione – Artisti di Sicilia” ospitata al Convitto delle Arti – Noto Museum di Noto e curata da Vittorio Sgarbi. La mostra offre una lettura pressoché unitaria, complessiva dell’arte siciliana, nel cui eclettismo predomina, per lo più, un fil rouge, quello del realismo, della figurazione, che, ad eccezione di alcune parentesi di sperimentalismo innovativo, non trova ostacoli nel suo percorso. Un realismo, però, che agganciandosi a questi stimoli di innovazione e alle personali fantasie immaginative, perviene a interpretazioni sempre nuove, segnate dal sigillo delle singole personalità. Figura, Ritrattistica, Interni, Paesaggismo, Nature morte sono i maggiori ambiti di riferimento di questo realismo, su cui si sono cimentati e si cimentano ancora in molti: il nodo di una rete, in cui confluiscono le testimonianze creative delle più importanti personalità artistiche dell’isola.