Da vedere: 5 (+1) mostre in apertura tra febbraio e marzo

mostre in apertura - Andrea Vicentini, Sentenza di Massa #1, 2015, 15 x 22 cm, Ed. of 3

Fine febbraio ricca di appuntamenti per i collezionisti e gli appassionati d’arte. Tantissime le mostre che apriranno durante la prossima settimana nelle gallerie italiane di arte moderna e contemporanea, offrendo a tutti noi l’occasione di approfondire la nostra conoscenza sul lavoro di maestri ormai storicizzati dell’arte italiana e di scoprire qualche volto nuovo. Come al solito ne abbiamo selezionate 5 (+1 già aperta questa settimana) per i lettori di Collezione da Tiffany tra quelle che ci sembrano più interessanti. Tra queste, la prima personale del fotografo Andrea Vicentini che dal prossimo 27 febbraio presenta,  alla Galleria 96 Metri Cubi d’Arte di via Parini 8 a Gallarate,  Sentenza di Massa, progetto che prende spunto dalle le tre regole fondamentali del giardinaggio britannico di età vittoriana: la creazione di contrasti, l’allestimento della sorpresa, il nascondimento dei confini. Visto da questa angolatura il giardino diventa, nelle foto di Vicentini, un luogo personale,  in grado di comunicare emozioni e sensazioni, capace di far ammirare una scena non scontata, uno scorcio inesplorato, senza necessariamente venir costretto da limiti e da schemi canonici. Imbragatura nella quale si divincola invece l’uomo, serrato in una realtà distorta, fittizia, che deve corrispondere ai canoni di bellezza economica imposta dalla globalizzazione. Il giardino inglese diviene, nella visione di questo fotografo, un animarsi scomposto dei paesaggi, molto più vicino alla natura errante dell’uomo e molto più corrispondente all’ineludibile alternarsi di situazioni, anche diverse tra loro, piuttosto che a un ordine imposto e limitante. La trasferibilità di queste sensazioni ha guidato le fotografie che compongono Sentenza di massa in una serie di giardini che restituiscono sconcerto, scatti che indirizzano una linea narrativa senza pause né varianti e che racchiude una lieve inquietudine di fondo. Ma ecco le altre mostre che vi segnaliamo tra quelle in apertura nei prossimi giorni.

 

MP5 – Of Changes

Wunderkammern – Roma

 

mostre in apertura - MP5, Every Drop is a Waterfall (Part One), 2015

MP5, Every Drop is a Waterfall (Part One), 2015

Apre oggi (20 febbraio), alla galleria Wunderkammern in Via Gabrio Serbelloni 124 a  Roma, la personale dell’artista italiana MP5 dal titolo Of Changes. La ricerca artistica di MP5 dà forma a miti contemporanei che sottendono una visione critica e politicamente impegnata della realtà. Of Changes è un’esplorazione dei concetti di casualità e caos. Come lo psicoanalista e teorico C.G. Jung sottolinea, la scienza occidentale è basata sul concetto di causalità considerato come verità assiomatica: tutto ha una spiegazione e una causa in base a delle consolidate Leggi Naturali. Questa visione è tuttavia opposta a quella della filosofia orientale, che considera il tutto come un accumulo di singoli componenti, e dove casualità e eccezioni sono presi in considerazione. Uno dei pilastri della cultura orientale è l’I-Ching, conosciuto anche come il Libro dei Mutamenti, uno dei più antichi testi cinesi risalente al 2000 a.C. Metodo di divinazione e base della filosofia del Caos, il libro rappresenta tutti i possibili stati di cambiamento del cosmo e della vita umana. Il Libro dei Mutamenti rappresenta per MP5 un punto di partenza per una nuova interpretazione della realtà, che diventa attraverso le sue opere una riflessione sulla crisi individuale e collettiva del mondo occidentale, tanto in campo culturale che psicologico.

 

Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta

Progettoarte elm – Milano

 

Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta.

La galleria Progettoarte elm in Via Fusetti 14 a Milano, nel proseguimento del percorso di promozione e valorizzazione degli artisti della Pittura Analitica, dopo le  personali dedicate a Pino Pinelli (2013), Marco Gastini (2012), Claudio Verna (2011), Enzo Cacciola (2010), inaugura il prossimo 25 febbraio la mostra Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta. Per l’occasione saranno esposte circa venti opere pittoriche risalenti agli anni tra il 1970 e il 1979, periodo in cui le intuizioni dei tre artisti giungono a quella nuova maturazione espressiva, poi variamente denominata dalla critica con i termini di Pittura Analitica, Pittura-Pittura o Nuova Pittura, una tendenza che trova riscontro nelle parallele e coeve indagini dei pittori francesi (Support/Surface) e tedeschi (Analytische Maleri o Geplante Malerei). I lavori proposti mostrano come le ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna siano legate da un comune ritorno ai valori basilari della pittura, ai fondamenti irriducibili di una grammatica fatta di luce, segno e colore. Un’opportunità, a distanza di oltre quarant’anni, per valutare il rigore linguistico delle ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna.

 

Tensioni strutturali #1

Eduardo Secci Contemporary – Firenze

mostre in apertura - Carlo Bernardini, Light Trasformation, 2015. Installazione ambientale in fibre ottiche. Courtesy l’artista  e Illumination, Austin (TX).

Carlo Bernardini, Light Trasformation, 2015. Installazione ambientale in fibre ottiche. Courtesy l’artista e Illumination, Austin (TX).

Sempre il prossimo 25 febbraio, questa volta a Firenze, la galleria Eduardo Secci Contemporary inaugura Tensioni strutturali #1, mostra a cura di Angel Moya Garcia con opere di Carlo Bernardini, Monika Grzymala, Roberto Pugliese e Esther Stocker. La collettiva, con la quale la galleria fiorentina apre il nuovo spazio espositivo  in Piazza Goldoni 2, è il primo appuntamento di un progetto organico in tre tappe, tre mostre indipendenti, ma interconnesse tra di loro, che saranno presentate gradualmente nei nuovi spazi della galleria. Se la prima si focalizza sul ruolo centrale dell’individuo nella costruzione dello spazio percepito, la seconda analizzerà successivamente le diverse possibilità della materia come elemento di rappresentazione e, infine, la terza studierà i processi entropici dell’ambiente quotidiano. La prima parte di questa trilogia, Tensioni strutturali #1 appunto, viene sviluppata da Carlo Bernardini, Monika Grzymala, Roberto Pugliese e Esther Stocker, come un tentativo di esaminare, attraverso metodologie, poetiche e visioni diverse, lo spazio esperienziale della realtà e il ruolo dell’individuo nella sua costituzione. In particolare, nella prima sala Esther Stocker, attratta dai paradossi formali e dagli “errori”, realizza un’installazione ambientale configurata tramite elementi di disturbo e interferenze che sfidano i limiti e le possibilità della percezione e modulano lo spazio architettonico. Nella seconda sala, Monika Grzymala disegna tridimensionalmente una drammatica deflagrazione, con filamenti di nastro nero che trafiggono lo spazio, ingannando la gravità e paralizzando lo sguardo dello spettatore. Nella terza sala Carlo Bernardini presenta un’installazione permeabile in fibra ottica, in cui è la stessa luce a generare lo spazio attraverso un disegno geometrico in negativo, che rimbalza fra il pavimento, le pareti e il soffitto. Infine, Roberto Pugliese, nell’ultima sala, proietta la tensione verso lo spettatore che si trova ad attraversare un corridoio in cui una composizione, elaborata tramite la traduzione di tutte le misure della stanza in frequenze sonore, lo costringe a non fermare i propri passi.

 

Marco La Rosa – Apoteòṡi

A+B Gallery – Brescia

 

Marco La Rosa Apoteòṡi

Il 27 febbraio a Brescia, la A+B Gallery di Via Gabriele Rosa 20a, inaugura Apoteòṡi, seconda personale in galleria di  Marco La Rosa (n. 1979), artista che indaga le possibilità nascoste di oggetti nati per una necessaria funzione costruttiva ed abitativa. Le opere, realizzate tecnicamente da colate in piombo e cemento, appaiono come luogo di confine tra naturalità della materia e principio di realtà. Per questa  sua seconda mostra personale da A+B l’artista bresciano ha prodotto due nuove serie di lavori in cui le opere nascono come calchi di materiali edili: mattoni e tubature idrauliche. Il vuoto è un elemento necessario ed è gestito tecnicamente in modo puntuale e nascosto. Marco La Rosa lo ha indagato come incognita, lavorando con fusioni e versamenti, senza attenzione alle proporzioni, ai rapporti volumetrici o al mimetismo come dato reale. Al centro della recente pratica scultorea di La Rosa risiede, infatti, l’interesse per il processo che conduce alla produzione ed all’apparizione di immagini e forme. L’artista si concentra sull’organicità dei materiali, li libera all’interno di involucri e vengono restituiti grazie alla vitalità che li caratterizza.

 

Entrare nell’opera

Galleria Massimodeluca, Venezia Mestre

 

mostre in apertura - Entrare nell’opera Paola Angelini / Stefano Cozzi / Marie Denis / Dominique Figarella / Graziano Folata / Stefano Moras /

Infine, ha aperto ieri alla Galleria Massimodeluca in Via Torino 105/q a Venezia Mestre, la mostra Entrare nell’Opera. Curata da Daniele Capra, la mostra – costituita da una dozzina di opere che spaziano dalla pittura al video, dalla fotografia alla scultura e all’installazione – si sviluppa a partire dall’opera di Giovanni Anselmo Entrare nell’opera (1971), lavoro che indaga con particolare intensità il rapporto visivo con lo spettatore e le dinamiche di coinvolgimento psichico nei confronti dell’opera. Lavoro col quale adesso si confrontano gli artisti Paola Angelini, Stefano CozziMarie Denis, Dominique Figarella,Graziano Folata e Stefano Moras, artisti la cui ricerca punta all’avvicinamento emotivo e concettuale all’osservatore, nella consapevolezza di come la pratica artistica sia una continua e inesausta inquisizione dello sguardo altrui.