Mostre di marzo: 7 consigli per voi

Marika Vicari, Walkscapes, 2014. Foto: Stojan Kerbler. In mostra all'Officina delle Zattere di Venezia
Marika Vicari, Walkscapes, 2014. Foto: Stojan Kerbler. In mostra all'Officina delle Zattere di Venezia

Un aspirante collezionista non può fare a meno di confrontarsi con il mercato e familiarizzare con le proposte delle gallerie d’arte, per conoscere le ultime novità e, magari, scoprire qualche nuovo talento da seguire e inserire nella propria raccolta. Come ogni mese, Collezione da Tiffany seleziona per i suoi lettori le mostre più interessanti tra le tante che si tengono nel nostro Paese. Per questo marzo ne abbiamo individuate, per il momento, 7 che inaugurano in questi giorni e che ci piace segnalarvi.

Nothing is yelling at you

Jernej Forbici - Last Flowers IV, 2012. Cm 280x210. Tecnica mista su tela.

Jernej Forbici, Last Flowers IV, 2012. Cm 280×210. Tecnica mista su tela.

Nothing is yelling at you, è questo il titolo della bipersonale di Jernej Forbici e Marika Vicari che è stata inaugura ieri sera a Venezia presso l’Officina delle Zattere. L’esposizione,  curata da Italo Bergantini e Gaia Conti, si snoda come una lunga camminata in cinque sale, tra dipinti, installazioni e disegni su legno. La natura è la protagonista delle opere esposte ed è al centro del lavoro di entrambi gli artisti. Forbici, con il suo stile graffiante, fatto di segni profondi e pennellate energiche e Vicari, con il suo tocco delicato e i suoi boschi invernali. Una mostra dove l’uomo non compare mai, se non da spettatore; i luoghi e la loro personalità sono i protagonisti, i luoghi intrattengono un dialogo avvincente e seduttivo con i visitatori nell’attraversare l’alternarsi di luci della foresta sospesa Walkscapes  e nell’imbattersi tra le colline e i fiumi di Origin of Curse. Un gioco di rimandi, impressioni, di allusioni e di stati d’animo.

 

Neith

Patrizia Emma Scialpi, Neith, 2014

Patrizia Emma Scialpi, Neith, 2014

Sempre da venerdì 6 marzo, in occasione del quarto appuntamento di Senso Plurimo n.6, rassegna di arti visive dei Cantieri Teatrali Koreja a Lecce, è visitabile Neith mostra dedicata al nuovo progetto di Patrizia Emma Scialpi. Neith è il nome di un ipotetico satellite del pianeta Venere avvistato da vari astronomi a partire dal XVII secolo e ufficialmente da Giovanni Domenico Cassini nel 1686. Nel 1766 il direttore dell’osservatorio di Vienna, Maximilian Hell, pubblicò un trattato nel quale dichiarava che tutte le osservazioni del satellite erano illusioni ottiche, arrivando infine alla conclusione che Neith in realtà non era mai esistito. Con questa premessa Patrizia Emma Scialpi ci introduce al suo viaggio dentro le costanti relazioni tra “arte e illusione”, in quel processo di messa a fuoco mentale che circonda l’attribuzione di significato alle immagini che osserviamo. La mostra rimarrà aperta fino al 28 marzo.

Memorie ritrovate. Ezio Gribaudo e Giorgio de Chirico

Gribaudo-web

A partire dalla presentazione di un volume appena edito da Skira, che ripercorre in un racconto per immagini la lunga amicizia tra Giorgio De Chirico e l’artista ed editore d’arte Ezio Gribaudo, artefice della sua riscoperta negli anni ’70, nasce l’esposizione Memorie ritrovate. Ezio Gribaudo e Giorgio de Chirico (lun-ven 10-19, sab 10-13, ingresso gratuito, dal 10 marzo al 10 aprile 2015), con cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma rende omaggio a questo fruttuoso sodalizio attraverso una selezione di disegni originali di De Chirico dal 1923 al 1957, esposti per la prima volta a Roma, una sua lettera manoscritta e una serie di Omaggi a De Chirico eseguiti da Gribaudo nel 1968 e mai più esposti dagli anni ’70, che ripropongono, prima di Andy Warhol, i temi del pittore della Metafisica attraverso la serialità iconica della pop art.

 

Landology

Irina Novarese, Landology, 2014

Irina Novarese, Landology, 2014

Dal 12 marzo lo spazio NOPX in via Guastalla 6a a Torino, ospita Landology. Scorci di una politica delle differenze di Irina Novarese, interessante progetto di indagine artistica incentrata sulle teorie di individualizzazione dell’habitat. Strutture urbane tra desiderio e repulsione, tra necessità ed extralusso ci circondano nel flusso accelerato che modifica le nostre città. Una  trasformazione urbana incessante che Novarese iniziato ad indagare nel 2014 con l’esplorazione di strutture e organizzazioni dello spazio urbano nelle città di Caracas e Berlino e che continua con il lavoro che verrà presentato a Torino.

Azioni Antiche. Opere e Libri

Libro d'artista, Azioni Antiche con disegni di Lucilla Catania, Alfonso Filieri, Claudia Peill, Nelio Sonego

Libro d’artista, Azioni Antiche con disegni di Lucilla Catania, Alfonso Filieri, Claudia Peill, Nelio Sonego

Apre il 12 marzo alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma la mostra, a cura di Maria Giuseppina Di Monte,  Azioni Antiche. Opere e Libri, titolo suggestivo ed evocativo che trae spunto da una poesia di Emilio Villa che accompagna, come un refrain, la raccolta di disegni e opere di quattro artisti, diversi sia sul piano formale che ideale, eppure ugualmente impegnati in quest’occasione nel dialogo fra immagine e scrittura. Due donne e due uomini: Lucilla Catania, Alfonso Filieri, Claudia Peill e Nelio Sonego si confrontano e misurano in una partitura a più mani presentando oltre ai libri alcuni lavori su tela e su carta (Filieri, Peill, Sonego) e tre sculture (Catania) concepiti a partire dal motivo ispiratore della mostra ovvero le “azioni antiche” implicate nella realizzazione dei libri. La carta è quindi il filo conduttore dell’esposizione in cui parole e immagini si alternano riportando in auge la più antica e più appassionante delle querelle, per la quale Orazio coniò il famoso motto: ut pictura poesis. La serie di opere esposte è sinteticamente rappresentativa della ricerca svolta dagli artisti negli ultimi anni e i disegni, che ne costituiscono il corpus principale, evocano poeticamente il contenuto delle liriche di Villa di cui ricorre il centenario della nascita.

 

In su la cima

Luca Conca, Pizzo Stella, 2015. Olio su carta intelata, 48x56cm

Luca Conca, Pizzo Stella, 2015. Olio su carta intelata, 48x56cm

Luca Conca (n. 1974) è un pittore solitario, come i grandi alpinisti che affrontano una scalata: una sfida con se stessi che porta a un grande senso di libertà e a dialogare con la natura, sentendosi un tutt’uno con essa. Allo stesso modo affronta la pittura. Un dialogo – confronto con il soggetto e con le tecniche di rappresentazione. Una ricerca silenziosa e solitaria, che lo porta ad analizzare quello che vede, rendendolo sublime ma non didascalico, un percorso attraverso sensazioni e sentimenti che prova quando ascolta il rumore della montagna. Al suo lavoro la Galleria Federico Rui Arte Contemporanea di Milano dedica la personale In su la cima, che dal 18 marzo presenterà al pubblico dodici opere realizzate appositamente per l’occasione. La mostra, che prosegue il programma artistico della Galleria, da sempre incentrato sulle nuove tendenze della pittura di immagine, sarà aperta fino all’8 maggio.

 

Into the Interior

Katarina Zdjelar, Into the interior, 2014. © Still da video: Katarina Zdjelar

Katarina Zdjelar, Into the interior, 2014. © Still da video: Katarina Zdjelar

Infine, il 21 marzo prossimo, alle ore 18 la Galleria SpazioA di Pistoia presenta Into the Interior, seconda mostra personale dell’artista serba Katarina Zdjelar. Into the Interior presenta una costellazione di lavori nuovi e recenti di Zdjelar. Stimolando un dialogo artistico tra materiale archivistico e museologico e i resti dei media popolari e promozionali del primo Novecento, i lavori di Zdjelar creano uno spazio che colloca lo spettatore dentro l’interazione tra la manifestazione storica del potere e il residuo contemporaneo che preserva questa eredità. La mostra ruota attorno al Royal Museum of Central Africa (RMCA) del Belgio, un tempo residenza di Re Leopoldo II. Durante il 2013, Zdjelar ha visitato regolarmente ed esplorato i meandri della struttura, forse l’ultimo museo esplicitamente coloniale del mondo, che ha chiuso per restauro nel dicembre del 2013, come a determinare una frattura nel tempo e nella narrazione che precede l’indipendenza del Congo. Zdjelar registra alcuni degli ultimi momenti prima che la narrazione storico-culturale ormai fossilizzata del museo volga al termine, contrassegnando la fine di un’epoca e rivelando il tentativo del museo di sintonizzarsi con le esigenze generazionali del presente.

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