Mostre Marzo 2017: gli appuntamenti da non perdere

Una vista della mostra "José Yaque, Alluvione d’Arno" al Centro Espositivo di Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno
Una vista della mostra "José Yaque, Alluvione d’Arno" al Centro Espositivo di Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno

Tantissime le mostre interessanti che hanno aperto i battenti in questa settimana e tante quelle in programma durante il mese di marzo. Per aiutarvi nelle vostre scelte, come ogni mese, ne abbiamo selezionate 10 ‘per un tour all’insegna dell’arte che dalla Lombardia ci porta fino in Sicilia. Molte, infatti, le gallerie che hanno inaugurato da poco la loro stagione espositiva 2017. Iniziamo con José Yaque, Alluvione d’Arno, personale dell’artista cubano Jose Yaque al Centro Espositivo di Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno. Curata da Ilaria Mariotti, la mostra esprime la volontà di riflettere sui temi della sostenibilità delle operazioni nel mondo contemporaneo: sulla vita di oggetti e materiali, sull’idea di recupero e dei rifiuti come rappresentanti dell’identità dei nostri territori. Portavoce della produzione creativa cubana a livello internazionale, José Yaque è uno degli artisti chiamati ad esporre all’interno del Padiglione di Cuba alla prossima Biennale di Venezia. A Villa Pacchiani l’artista presenta due grandi installazioni pensate appositamente per gli interni e gli esterni del centro espositivo, una serie di dipinti e disegni realizzati nell’arco degli ultimi anni e un nucleo di disegni inediti legati a questo progetto.

Gustavo Bonora, Senza titolo, 2010-11. Olio su tela, 100 x 100 cm

Gustavo Bonora, Senza titolo, 2010-11. Olio su tela, 100 x 100 cm

Un’altra mostra che ci teniamo particolarmente a segnalare è  Gustavo Bonora. Il racconto disegnato. Ospitata fino al 28 febbraio prossimo al Cubet di via Giovanni A. Plana a Milano, la mostra traccia un piccolo itinerario su gli ultimi anni della ricerca artistica di Bonora, protagonista tutto da riscoprire della stagione artistica milanese degli anni Sessanta e Settanta. Dalle opere esposte traspare un’assoluta immediatezza del disegno che toglie peso alla materia pittorica, facendo sì che le forme fluttuino nello spazio, mettendo lo spettatore di fronte alla presenza di un’apparizione all’interno di un’esperienza quotidiana. (Leggi -> Gustavo Bonora, un intellettuale al servizio dell’arte).

Sergio Sarri, Aereodyn, 1970Sergio Sarri, Aereodyn, 1970

Sergio Sarri, Aereodyn, 1970

Il 24 febbraio scorso, invece, la galleria Robilant + Voena di Milano ha inaugurato Sergio Sarri. Works 1965-2017 che raccoglie circa 30 tele di uno dei protagonisti della Pop Art italiana e il cui lavoro è caratterizzato da una costante ricerca sul rapporto uomo-macchina che sarà la tematica che caratterizzerà tutta la sua carriera. L’artista torinese, nei suoi lavori, si appropria in modo originale dell’iconografia del cinema, del fumetto e della pubblicità (sue grandi passioni) per dare vita ad un affascinante immaginario in costante mutamento, dove strani figuri, seducenti pin up, personaggi fantastici, insieme a macchine dalle misteriose funzioni, creano un mondo parallelo, un insieme composito, intrigante – e mai banale né ripetitivo – di colorata fiction e di realtà noir.

Sarah Jérôme, Danaé recevant la pluie d’or, 2015

Sarah Jérôme, Danaé recevant la pluie d’or, 2015

A Bari, invece, venerdì 10 marzo prossimo la galleria Doppelgaenger inaugura Il mormorio dei fossili, prima mostra personale in Italia di Sarah Jérôme (n. 1979). L’artista arriva alle arti figurative dopo tredici anni trascorsi nel mondo della danza e da questa disciplina, da questa filosofia di vita, sembra che continui  ad attingere il vigore e l’armonia delle sue opere. Il corpo umano puntualmente disgregato e ricomposto è  spesso il suo motivo d’ispirazione. Le opere dell’artista sono veri e propri luoghi di suggestioni, di citazioni letterarie che  tramite il corpo e le sue trasfigurazioni rapprendono fogli e materia; Sarah Jérôme traduce questi elementi in opere fatte di simboli e realtà, di bellezza e avversione, di dolcezza e virilità, di intimità e apparenza.

Paolo Masi, Cartone, 1975. Tecnica mista 40x40 cm.

Paolo Masi, Cartone, 1975. Tecnica mista 40×40 cm.

L’11 marzo prossimo a Livorno la Gian Marco Casini Gallery inaugura il suo spazio in Via F. Crispi 52  con una mostra personale del maestro Paolo Masi dal titolo Moduli. La mostra si concentra sulla serie dei Cartoni, tema più caratteristico del lavoro di Paolo Masi, con opere che vanno dal 1975 al 2015, sui quali l’artista agisce con vari tipi di intervento, attraverso buchi, fili, colore ed arricchendoli con altri materiali. Il cartone ondulato, meglio se derivante da usi precedenti e riportante i segni del tempo, ha permesso all’artista, dal 1974 ad oggi, di creare infinite variazioni. Insieme alla serie delle Tele cucite, Paolo Masi utilizza i Cartoni per riconsiderare i postulati dell’azzeramento della pittura accostandosi ai temi principali della Pittura Analitica. Con questi lavori l’artista crea una comunicazione tra i segni primari della pittura e la ritmicità del cartone ondulato. Acquisisce la terza dimensione e mette in evidenza i quattro lati dell’opera permettendo la visione della costolatura del cartone, che diventa essa stessa parte dell’opera.

Enzo Cacciola, N. 14, 2013, multigum su tela e ferro, cm 30,5 x 30,5

Enzo Cacciola, N. 14, 2013, multigum su tela e ferro, cm 30,5 x 30,5

E proprio la Pittura Analitica è tra le correnti a cui, in questo momento, vengono dedicate più mostre nel nostro Paese, la Pittura Analitica protagonista della prima mostra della Galleria Res Publica – Galleria d’Arte Democratica di Venaria Reale (TO) che ha aperto il nuovo anno con la mostra collettiva Analitica-Mente che rimarrà aperta fino al 12 marzo. L’esposizione riunisce diverse opere di alcuni dei principali esponenti della Pittura Analitica e alcuni outsider dell’epoca, influenzati direttamente o indirettamente da queste nuove ricerche. A queste si aggiungono un paio di proposte contemporanee di artisti emergenti che seguono da vicino, attualizzandoli, i dettami dei propri maestri. Sono molte e varie le opere in mostra dall’imponente trittico dell’artista sarda Rosanna Rossi che si scorge già dalle vetrate dello spazio espositivo, proprio di fronte alla Reggia di Venaria alle opere di Enzo Cacciola, Riccardo Guarneri, Paolo Cotani, Elio Marchegiani e Gianfranco Zappettini, fino ad arrivare alle nuove proposte di Greta Grillo e Piero Enrico Lombardo.

Giorgio Griffa alla Galleria Lorcan O'Neill di Roma.

Giorgio Griffa alla Galleria Lorcan O’Neill di Roma.

Ancora Pittura Analitica a Roma, dove la Galleria Lorcan O’Neill ospita, per la seconda volta, una personale di Giorgio Griffa di cui viene esposta una serie di lavori che vanno dal 1970 al 2016. La mostra, inaugurata il 21 febbraio scorso, rimarrà aperta fino al 13 maggio, giorno di inaugurazione della 57. Biennale di Venezia dove l’artista italiano sarà tra i protagonisti della mostra Viva Arte Viva. Nello stesso giorni, 25 febbraio, ha inoltre aperto i battenti anche la mostra Analitica 70 e Nuove Proposte, allestita negli spazi della Galleria E3 Arte Contemporanea di Brescia la mostra raccoglie una scelta accurata di capolavori  dell’arte analitica degli anni 70 messi a confronto con opere di artisti contemporanei che in qualche modo rappresentano un evoluzione delle stesse ricerche portata avanti dagli artisti “analitici”.

 

Krištof Kintera, Postnaturalia, 2016-2017

Krištof Kintera, Postnaturalia, 2016-2017

Il 18 marzo prossimo, alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, presenterà al pubblico il nuovo progetto di Krištof Kintera: Postnaturalia, una complessa installazione scultorea che si innesta in diversi spazi della Collezione come in un organismo vivente e propone una riflessione sullo scenario in cui si inscrive la nostra esperienza quotidiana come singoli e come collettività che non è più quello del mondo naturale. Kintera si insinua così nel tema del “post-naturale” con vivide suggestioni visive che conduce con spirito ironico, giocoso ma anche amaro, nel quadro di una complessa interrogazione sociale e politica sul nostro tempo, mosso dalla speranza di sollecitare consapevolezza su una questione di grande attualità. Il rapporto con la “Natura naturale”, il tentativo di conoscere, anche immaginando, e di dare un ordine alle diverse forme di vita biologica sono per Kintera un punto di partenza che viene provocatoriamente sovvertito costruendo scenari totalmente artificiali, lavorando e generando nuovi materiali sintetici e prodotti di scarto che costituiscono il nostro habitat quotidiano para-naturale. Una provocazione malinconica che induce il desiderio di creare scenari alternativi in cui scienza e tecnologia – protagoniste nella costruzione del nostro paesaggio fisico e del nostro sistema di relazioni – possano procedere alla costante ricerca di un “nuovo umanesimo” in cui l’uomo – e non la sommatoria delle sue funzioni – rimanga solidamente al centro e avanzi senza dimenticare la sua identità, la memoria culturale collettiva in cui si inscrive la sua esistenza e la permanenza di relazioni reali.

Mirko Baricchi, Germogli. E di stelle, 2012

Mirko Baricchi, Germogli. E di stelle, 2012

Sempre il 18 marzo, ma a La Spezia, il CAMeC centro arte moderna e contemporanea presenta la personale di Mirko Baricchi Derive. Curata da Daniele Capra, la mostra raccoglie una trentina di opere su carta e su tela dell’artista spezzino che sintetizzano la produzione degli ultimi dieci anni, nonché una quindicina di lavori, molti dei quali di grandi dimensioni, realizzati appositamente per questa esposizione. Una mostra, quella del CAMeC, che – come scrive il curatore – «racconta il lento e progressivo sviluppo di una pratica artistica che ha visto abbandonare gli stilemi iconici a favore di una pittura fluida, contraddistinta da una grande attenzione rivolta alla processualità esecutiva» e da una ricerca artistica che nel tempo si è spostata «dal soggetto rappresentato nell’opera alla pittura in sé come linguaggio, alla ricerca di una superficie autosufficiente, in cui le tensioni visive siano bilanciate dall’equilibrio delle parti in campo».

Stefano Arienti, Studi per l'altare della chiesa di San Giacomo Maggiore di Sedrina, 2006, inchiostro oro su carta, disegno 100 x 150 cm

Stefano Arienti, Studi per l’altare della chiesa di San Giacomo Maggiore di Sedrina, 2006, inchiostro oro su carta, disegno 100 x 150 cm

Inaugura sabato 25 marzo alle ore 18.00 alla Galleria Civica di Modena la mostra personale Antipolvere di Stefano Arienti. Nella sala grande di Palazzo Santa Margherita saranno allestite circa 30 opere che ripercorrono 25 anni di attività di uno dei più noti e riconosciuti artisti italiani a livello internazionale.  Opere su carta e su supporti inconsueti, come i grandi disegni realizzati su teli da cantiere, commissionati da istituzioni pubbliche e fondazioni private, sono testimoni di un percorso di ricerca incessante in cui le immagini sono sottoposte a infiniti processi di studio e variazione: fotocopiate, ricalcate, tracciate con forature, intessute o disegnate in oro. Tra le opere selezionate un grande telo realizzato nel 2012 per l’Isabella Stewart Garden Museum di Boston, mai esposto in Italia e due opere inedite realizzate nel 2017, ispirate a un capolavoro del Romanino conservato nella chiesa di Asola, paese natale dell’artista, e all’altarolo di El Greco, conservato alla Galleria Estense di Modena e realizzato ad hoc per la mostra.

Helmut Newton, Self-Portrait with wife and models, Paris 1981

Helmut Newton, Self-Portrait with wife and models, Paris 1981

Agli amanti della fotografia, infine, segnaliamo la bellissima mostra inaugurata il 25 febbraio scorso al PAN di NapoliHelmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, che raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione. L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta fino al 18 giugno 2017 presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

2 Commenti

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Ciano Nicola e sempre grazie per queste anteprime, delle vere e proprie guide per incontrare opere ed artisti nei vari spazi espositivi.
    Tra i tanti mi piacerebbe soffermarmi sulla “intrapresa” del giovane GIAN MARCO CASINI di Livorno, persona che ho conosciuto personalmente del quale sono rimasto particolarmente colpito per la sua qualità nell’ascoltare, nel meditare e nell’operare. Figlio d’arte, il papà è un raffinato collezionista sempre attento a tutto ciò che si muove attorno al sistema arte.
    Tornando a GIAN MARCO CASINI trovo la sua scelta molto pertinente in questo momento per uno che ama l’arte e verso la quale nutre rispetto, pertinente perché c’è bisogno oggi più che mai di comunicare, di incontrare di dialogare, mettendo al centro l’attività della galleria tutti quei contenuti da tanti auspicati per far rivivere i momenti più esaltanti del nostro sistema.
    Operando a Livorno, in Toscana, non mancheranno altri appuntamenti con il territorio e con i suoi figli più illustri, l’esperienza del territorio è fondante per il riconoscimento della galleria, per i suoi progetti, per le sue dinamiche. Certamente GIAN MARCO CASINI è giovane ed avrà anche il compito difficile ma entusiasmante di far avvicinare all’arte i suoi coetanei, magari sempre più distratti da esistenze effimere o illusorie. Non dovranno mancare a mio avviso conoscenze internazionali dalle quali attingere i linguaggi e le espressioni più sperimentali con maggior interesse per chi sa osare. Comunque di internazionale in Toscana c’è molto nella modernità, da Modigliani, a Soffici, da Marino a Rosai, e tantissimi altri, fino ad arrivare a PAOLO MASI, un elegante e rigoroso interprete della pittura analitica.
    Non ho voluto toccare l’aspetto economico che certamente avrà il suo peso nelle strategie intraprese, però sono sempre più convinto che alla lunga, e GIAN MARCO CASINI di tempo lo ha, che sarà più premiante una galleria d’arte dove si incontrano Artisti, Studiosi, Critici, Curatori, Cultori, Collezionisti, che un mero “NEGOZIO di QUADRI” .
    Ad majora GIAN MARCO !!!

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Daniele, sono felice delle tue parole nei confronti di un così giovane e coraggioso gallerista. Il nostro Paese ha bisogno di nuove leve serie e di qualità che vadano a rinforzare quella nuova generazione di galleristi sta sorgendo e che già trova ottimi esempi in Sirio Ortolani o nei giovani di 10 A.M Art. La prima mostra di Gian Marco è decisamente una bella proposta. Se questo è il trend sentiremo presto parlare di lui. Un abbraccio. Nicola

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