Da Verona a Palermo: un mese d’arte da non perdere

Una vista della mostra "Mediterraneo Rosso e Oro" di Paolo Bini a Palermo. Archivio fotografico Museo Riso, ph. Fabio Sgroi
Una vista della mostra "Mediterraneo Rosso e Oro" di Paolo Bini a Palermo. Archivio fotografico Museo Riso, ph. Fabio Sgroi

Mentre la Frieze Week londinese si avvia verso la sua conclusione, si accende il calendario italiano dell’arte. Da nord a sud sono tantissimi gli eventi che animeranno la scena artistica nostrana per tutto il mese di ottobre, a partire da ArtVerona, la fiera d’arte moderna e contemporanea che inaugura, come da tradizione, il secondo semestre del nostro mercato. Tante le novità che attendono appassionati e collezionisti che la prossima settimana si recheranno nella città scaligera per quella che, ormai da qualche anno, è une delle realtà fieristiche italiane più vivaci ed interessanti. L’edizione 2018 della kermesse veronese aprirà i battenti il 12 ottobre con 150 espositori e un Paese ospite, la Lituania, insieme a spazi indipendenti, realtà editoriali e a un’area rinnovata per ospitare anche le proposte più di ricerca.

Una vista della Galleria dei Signori allestita durante ArtVerona 2017. Courtesy: ArtVerona

Una vista della Galleria dei Signori allestita durante ArtVerona 2017. Courtesy: ArtVerona

Se Verona con il suo ricco programma di appuntamenti in fiera e il palinsesto di Art&TheCity rappresenta, per forza di cose, il cuore di questo ottobre all’insegna dell’arte, il palinsesto artistico italiano è veramente ricchissimo e far selezione è stato, passatemi il termine, un lavoraccio: tante le cose che sono rimaste fuori me citarle tutte sarebbe stato impossibile. Iniziamo allora, da Bolzano, dove la neo-nata Fondazione Antonio Dalle Nogare, voluta dal collezionista e fondatore Antonio Dalle Nogare come spazio per leggere i cambiamenti della società attraverso i linguaggi del contemporaneo, ospita fino al 1° giugno 2019 la mostra personale dell’artista libanese Rayyane Tabet dal titolo Fault line, a cura di Vincenzo de Bellis.

Hans Josef Weber-Tyrol, Paesaggio, 1940, Acquarello e biacca su carta. Ph: Jürgen Eheim

Hans Josef Weber-Tyrol, Paesaggio, 1940, Acquarello e biacca su carta. Ph: Jürgen Eheim

A Torino, la galleria Alberto Peola ospita Nistru-Confines, la seconda personale dell’artista moldava Victoria Stoian che presenta per la prima volta al pubblico una nuova serie di opere che, una volta ultimata, comprenderà circa 400 opere pittoriche e scultoree che ripercorreranno chilometro per chilometro il lungo confine, segnato dal fiume Nistru, che separa la Moldavia dalla regione secessionista della Transnistria, autoproclamatasi indipendente nel ‘90. Stoian ci racconta quindi una storia di confine, di guerra e di abbandono.

Victoria Stoian, Nistru Confines, 2018. Particolare delle mostra alla galleria Alberto Peola di Torino. Courtesy: Alberto Peola.

Victoria Stoian, Nistru Confines, 2018. Particolare delle mostra alla galleria Alberto Peola di Torino. Courtesy: Alberto Peola.

Da Torino a Venezia, dove la galleria Marignana Arte ospita due mostre molto interessanti: Generations, mostra collettiva con opere di cinque artiste internazionali, nate tra gli anni Settanta e Ottanta – Serena Fineschi, Silvia Infranco, Silvia Inselvini, Sophie Ko e Verónica Vázquez – e Living Painting, un solo show dedicato a Nancy Genn, straordinaria storica artista californiana formatasi in quel bruciante momento che fu il secondo dopoguerra. Mentre a Padova, inaugura oggi negli spazi di RossovermiglioArte la mostra Nunzio e la Scuola romana di San Lorenzo dedicata a uno dei capitoli più importanti del rinnovamento dell’arte italiana negli anni Ottanta.

Una vista della mostra Generations da Marignana Arte a Venezia. Courtesy: Marignana Arte.

Una vista della mostra Generations da Marignana Arte a Venezia. Courtesy: Marignana Arte.

La galleria The Flat-Massimo Carasi di Milano presenta, fino al 10 novembre, Ocean: la prima personale di Jonathan Vivacqua nella propria sede espositiva. La mostra si incentra sulla rappresentazione di uno spazio delineato da traiettorie di pellicole che si intersecano trasversalmente, creando l’illusione di una copiosa porzione di scura massa vibrante. Il volume che si oppone agli occhi del visitatore suggerisce il movimento e il riverbero dei fluidi colpiti dalla luce ed ondeggianti per effetto della marea. Vivacqua interpreta così la struttura dello spazio della galleria, esaltandone le caratteristiche architettoniche ed i dettagli costruttivi e proiettandoci verso la dimensione del mare aperto.

Johnathan Vivacqua, Ocean, 2018. Courtesy: The Flat

Johnathan Vivacqua, Ocean, 2018. Courtesy: The Flat

Rimanendo ancora a Milano, la Loom Gallery ospita, fino al 4 novembre A Little Big Bang, seconda mostra personale in galleria dell’artista Vadim Fishkin che vede espostedue installazioni – A Little Big Bang, 2018 e Doorway, 2015 (opera esposta alla 57° Biennale di Venezia – Viva Arte Viva, 2017) – oltre ad una serie di lavori che descrivono la carriera, quasi ventennale, di un artista che muove la sua ricerca all’interno della sfera scientifica, in relazione agli avanzamenti tecnologici del XXI secolo.

Vadim Fishkin | Doorway, 2015 | site-specific projection. Courtesy: Loom Gallery

Vadim Fishkin | Doorway, 2015 | site-specific projection. Courtesy: Loom Gallery

Il 3 ottobre scorso, inoltre, sempre a Milano il Gaggenau Hub ha inaugurato la mostra TREMENDO – il bello è solo l’inizio a cura di Sabino Maria Frassà e dedicata alle opere inedite di Ivan Barlafante con cui l’artista affronta il tema della possibilità che l’arte avvicini l’uomo al bello assoluto e che diventi reale strumento di conoscenza della parte trascendente del Mondo.

Ivan Barlafante, Sasso, 2018. Courtesy: l'artista

Ivan Barlafante, Sasso, 2018. Courtesy: l’artista

Mentre la Galleria Bianconi ha aperto la sua nuova stagione espositiva con SPEKLESS, prima mostra personale dell’artista americana Cheryl Pope. L’Artista statunitense, il cui lavoro da sempre si interessa al sociale e alla figura femminile, propone per l’occasione un inedito progetto artistico, che rappresenta una sorta di rivoluzione del suo lavoro: per la prima volta, nella ricerca di Cheryl Pope, una propria esperienza autobiografica diviene fonte d’ispirazione per una riflessione universale, incentrata, in questo caso, sulla difficoltà dell’essere donna nella società contemporanea occidentale; nonostante un’apparente uguaglianza la donna è sottoposta a una sottile e “non detta” discriminazione.

Una vista della mostra SPEAKLESS, solo show di Cheryl Pope a cura di Martina Corgnati presso la Galleria Bianconi. Courtesy: Galleria Bianconi.

Una vista della mostra SPEAKLESS, solo show di Cheryl Pope a cura di Martina Corgnati presso la Galleria Bianconi. Courtesy: Galleria Bianconi.

Nella vicina Brescia, invece, torna Francesco De Prezzo con una nuova mostra personale, Represent, frutto della seconda edizione del Palazzo Monti Residency Program – lanciato nel Marzo 2017 da Edoardo Monti dopo 8 anni passati tra New York e Londra e inserito nella cornice dell’antico Palazzo nel cuore di Brescia. Il titolo della mostra Represent fa riferimento sia all’atto del rappresentare e sia al contenuto stesso dell’azione rappresentativa, inteso come immagine che si fa oggetto per essere comunicata a terzi.

Una vista della mostra di Francesco De Prezzo a Brescia.

Una vista della mostra di Francesco De Prezzo a Brescia.

Spostandoci in Emilia Romagna oggi al Castello Campori di Soliera (Mo) ha aperto al pubblico la mostra la mostra collettiva Intra moenia. Collezioni Cattelani, a cura di Lorenzo Respi. In esposizione, circa 80 tra dipinti, sculture, installazioni, disegni, grafiche e fotografie realizzati da 66 artisti di primo piano nel panorama dell’arte italiana e internazionale, come Karin Andersen, Francis Bacon, Günter Brus, Giuseppe Chiari, Ronnie Cutrone, Gilbert & George, Carsten Höller, Sol Lewitt, Renato Mambor, Larry Miller, Hermann Nitsch, Nam June Paik, Vettor Pisani, Franco Vaccari, Ben Vautier.

Renato Mambor, Uomini timbro, 1963. Tecnica mista su tela montata su pannello. 70x90 cm. Foto Fabio Fantini

Renato Mambor, Uomini timbro, 1963. Tecnica mista su tela montata su pannello. 70×90 cm. Foto Fabio Fantini

A Bologna, invece,  sabato 29 settembre la galleria CAR DRDE ha aperto la mostra di Damien Meade alla sua prima personale in Italia. La mostra include un gruppo di dipinti appositamente realizzati per lo spazio di CAR DRDE ma indicativi di una pratica che da più di un decennio contraddistingue il suo lavoro e che vede, alla base di ogni dipinto, un oggetto modellato precedentemente in studio, in argilla, talvolta con l’aggiunta di altri materiali che possono servire a definirne sommariamente la forma.

Damien Meade, Untitled 7, 2018

Damien Meade, Untitled 7, 2018

La concittadina P420, ha da poco inaugurato, invece, la prima mostra personale in galleria del pittore americano Stephen Rosenthal  e l’inizio della collaborazione con l’artista. La mostra, articolata su entrambe le sale della galleria, presenta gli ultimi due cicli pittorici dell’artista, sviluppati nell’ultima quindicina d’anni. Attivo già dalla fine degli anni ’60,  dopo quasi un cinquantennio di ricerca sul fare pittura, con gli ultimi lavori Rosenthal raggiunge risultati di riduzione e astrazione unici e non convenzionali.

Stephen Rosenthal, Ochre 4.06, 2006, olio su tela, cm.31x31 (12”x12")

Stephen Rosenthal, Ochre 4.06, 2006, olio su tela, cm.31×31 (12”x12″)

Ancora a Bologna GALLLERIAPIÙ ha aperto, il 29 settembre, Arrangements & Haze, il secondo solo show in galleria di Apparatus 22, collettivo artistico che lavora tra Bucarest e Bruxelles. Mentre i lavori della serie precedente Several Laws. The Elastic Test si collocano nei tempi nebulosi in cui stiamo vivendo attraverso una critica alle innumerevoli norme che modellano il corpo nella società contemporanea, Arrangements & Haze cambia il punto di vista. Spostando la riflessione sul corpo in un futuro lontano, il collettivo anticipa pensieri poetici che si snodano tra il viscerale e il digitale, tra il piacere e l’abuso e, soprattutto, tra l’impossibile e ciò che potrebbe essere plausibile solo attraverso una radicale immaginazione.

Apparatus 22 - Arrangements and Haze Rite 001

Apparatus 22 – Arrangements and Haze Rite 001

In Toscana, il 29  settembre scorso, con l’inaugurazione della collettiva LET’S TWIST AGAIN ha aperto i battenti a Pistoia il nuovo spazio della Galleria Vannucci che festeggia proponendo al pubblico le opere di  alcuni degli artisti che rappresentano il lavoro e il percorso che la galleria ha svolto finora: Luca Caccioni, Vittorio Corsini, Fabrizio Corneli, Franco Guerzoni, Pino Spagnulo, Michelangelo Pistoletto, Giovanni Termini, Giuliano Tomaino, Sandra Tomboloni.

2Termini _circoscritta_ site specific galleria Vannucci 2017, cipresso, legno, ferro zincato e cemento: Courtesy: Vannucci Arte Contemporanea

Da Pistoia a Firenze, dove la Galleria Poggiali presenta la mostra Making Time a cura di Lorenzo Bruni con opere di Slater BradleyPark Chan-kyong  e Grazia Toderi.  Il nuovo progetto, suddiviso in tre mostre autonome, si sviluppa nei tre differenti ambienti della galleria fiorentina. Ciascuna delle mostre è costituita da media eterogenei con fotografie, video, collage, video installazioni, disegni e interventi pittorici di cicli differenti usualmente non fruibili nei musei italiani che si mescolano alle nuove produzioni esposte ora in anteprima assoluta al pubblico europeo.

Grazia Toderi, Scala nera, 2006 Stampa Lambda su plexiglass | Lambda print on plexiglass, cm 70,5x125. Courtesy: Galleria Poggiali

Grazia Toderi, Scala nera, 2006 Stampa Lambda su plexiglass | Lambda print on plexiglass, cm 70,5×125. Courtesy: Galleria Poggiali

A Roma,  3 ottobre scorso ha inaugurato presso AlbumArte, spazio indipendente no profit per l’arte contemporanea di Roma, l’inaugurazione di About Books, doppia mostra personale degli artisti Shubigi Rao (Mumbai, India, 1975) e Jaro Varga (Trebišov, Repubblica Slovacca, 1982), a cura di Lýdia Pribišová. Entrambi gli artisti – pur provenendo da differenti contesti culturali, sociali e politici – condividono una ricerca artistica affine dove il concetto di biblioteca viene considerato costrutto sociale prodotto da un determinato momento storico, spazio di conoscenza e archiviazione ma anche di esclusione, censura e strumentalizzazione politica.

Shubigi Rao, veduta della mostra Written in the Margins, parte del progetto Pulp: A Short Biography of the Banished Book, Künstlerhaus Bethanien, Berlino, 2017

Shubigi Rao, veduta della mostra Written in the Margins, parte del progetto Pulp: A Short Biography of the Banished Book, Künstlerhaus Bethanien, Berlino, 2017

Sempre nella capitale, da martedì prossimo la Galleria Anna Marra Arte Contemporanea presenterà Rigenerazioni, mostra personale di Aron Demetz che inaugura la nuova stagione espositiva. La mostra presenta le caratteristiche sculture realizzate in bronzo, in legno carbonizzato e in gesso, dalle superfici “ferite” mediante lacerazioni. Aron Demetz parte dalle tecniche di lavorazione tradizionali, tra cui la modellazione, la fusione e la combustione, per dare vita a figure umane “rigenerate”, purificate dal fuoco e dal calore, testimoni e custodi fuori dal tempo di una coscienza umana da mantenere viva.

Aron Demetz, Endgültigkeit, 2010, bronzo, edizione di 6, 55x23x22 cm

Aron Demetz, Endgültigkeit, 2010, bronzo, edizione di 6, 55x23x22 cm

La galleria capitolina Matèria presentare, invece, in questi giorni La molla, prima personale di Marta Mancini. La mostra si compone di un corpus di dipinti di rilevanti dimensioni, tutti realizzati tra il 2017 e il 2018, in cui si condensano gli esiti della ricerca recente dell’artista romana. Le opere in mostra, ad alto contenuto metalinguistico, interrogano l’atto pittorico e il suo essere nello spazio a partire dalla semplice presenza della pennellata. In essi il gestuale viene costantemente ridefinito e viene messa in discussione la logica che vede contrapposte le categorie oppositive dell’astratto e dell’immanente, del mobile e dell’icastico, del premeditato e dell’intuitivo.

Marta Mancini – Untitled, 2017

Marta Mancini – Untitled, 2017

L’ 11 Ottobre 2018 alle ore 18.30 s’inaugura, alla Galleria Emmeotto, a Palazzo Taverna di Roma, la prima mostra personale di Verdiana Patacchini a Roma dal titolo The bright side of the womb a cura di Martina Cavallarin. Il suo lavoro si compone di eterogenei elementi di analisi e ricerca e di una sperimentazione nell’utilizzo di molteplici materiali e i lavori in mostra rappresentano a pieno la pluralità di linguaggi sospesi tra Storia e Contemporaneità, la ricerca materica e il modus operandi dell’artista così da creare un’armonia tra spazio espositivo e forme: grandi tele di lino dipinte con segni primitivisti ed emblematici, lasciate libere e fluttuanti nelle stanze, sculture in ceramica, un volto a luce bianca al neon.

Verdiana Patacchini. Ph. Robert Banat Photography

Verdiana Patacchini. Ph. Robert Banat Photography

Infine, lasciata la Capitale, facciamo un salto in Sicilia, a Palermo, dove ieri, nell’ambito della programmazione del Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, negli spazi espositivi della Cappella dell’Incoronata, è stata aperta al pubblico inaugurata al pubblico la mostra Mediterraneo rosso e oro dell’artista Paolo Bini, curata da Valentino Catricalà, in collaborazione con la Galleria Nicola Pedana. Vincitore della XVII Edizione del Premio Cairo, dopo la sua personale “Left Behind”, curata da Luca Beatrice, presso le Retrostanze del Settecento della Reggia di Caserta (18 Dicembre 2016 – 7 Febbraio 2017), torna ad esporre in una Istituzione pubblica italiana, e lo fa con un progetto monografico finalizzato a mettere in scena più lavori site-specific.  Bini mette a confronto il suo lavoro con l’esterno, ispirandosi, per questa mostra, all’orizzonte ed in particolare proprio a quello che si guarda dalla Sicilia. Il tema della mostra tratta il Mediterraneo ed il Naufragio e in questo progetto il paesaggio naturale si presta a specchiare il paesaggio contemporaneo; a tal proposito una delle immagini mnemoniche che più hanno ispirato lo sguardo e il pensiero di Bini, è il celebre dipinto di Thèodore Gèricault La zattera della Medusa del 1819.

© 2018, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.