Settembre: gli appuntamenti con l’arte da non perdere (p. 1)

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Dopo le anticipazioni di qualche settimana fa, i palinsesti autunnali delle nostre gallerie (e non solo) iniziano a comporsi. Torniamo, così, a parlare di mostre, proponendovi una nuova selezione di 6 appuntamenti che, in qeusto mese di settembre, vi porteranno lungo tutto lo stivale.

Iniziamo da Amalfi dove il 2 settembre scorso, in occasione della riapertura dei suggestivi spazi dell’Arsenale freschi di restauro, è stata inaugurata More Sweetly Play the Dance, la grande installazione video e sonora di William Kentridge, voluta dal Comune di Amalfi, dalla Regione Campania e curata dalla Galleria Lia Rumma.

600600William Kentridge, More Sweetly Play the Dance, 2015 | © William Kentridge | Courtesy Lia Rumma Gallery, Milano / Napoli e Goodman Gallery, Johannesburg

La mostra di Kentridge segna così la riapertura dell’Arsenale di Amalfi, collegandosi idealmente alle tre rassegne che qui Marcello Rumma promosse e organizzò, fra il 1966 e il 1968, tra le quali la leggendaria manifestazione Arte Povera più Azioni Povere. La mostra sarà visitabile fino al 2 dicembre 2020.

Dalla Campania al Molise dove la Galleria SpazioArte Petrecca di Isernia presenta AB OVO, la nuova fatica espositiva di Carlo Sciff: e lo fa nel momento perfetto, a conclusione di un periodo difficile che ha, nelle sue corde, la volontà di una rinascita assoluta. 

La Madre – Spes ultima Dea, 2017, smalto ad acqua su compensato multistrato, 100×100 cm

Nelle opere in mostra Sciff si interroga sul significato del termine uovo con il consueto e ficcante sarcasmo, individuando proprio nella sua natura multipla (guscio, albume e tuorlo) un compagno ideale per il suo fare artistico composto da un impianto visivo netto e definito, un messaggio letterale dalla presa immediata e un significato più profondo consegnato alla locuzione latina che declina ciascuna opera con stratagemmi ogni volta sorprendenti.

Risalendo lungo la penisola, a Roma prosegue fino al 31 ottobre Combinazioni Provvisorie, prima personale di Mario Cresci negli spazi di Màteria. Accompagnata da un testo critico di Mauro Zanchi, la mostra presenta al pubblico due pietre miliari della produzione del fotografo ligure:Analogie e Memoria (1980) eCronistorie (1970).

6Installation view Mario Cresci – Combinazioni provvisorie, 2020 (©Roberto Apa)

Molto interessante la proposta della milanese Podbielski Contemporary che dal 2 settembre presenta nei suoi spazi Pleasure Garden, un progetto espositivo che propone un nuovo approccio fotografico sul nudo artistico.  Il percorso espositivo sarà aperto da tre importanti protagonisti della fotografia del ‘900: René Groebli, Ferdiando Scianna e Enzo Obiso che saranno affiancati dai lavori di altri importanti fotografi.

Il filo conduttore da cui trae spunto il progetto espositivo è la parola latina Voluptas: Divinità nata dall’unione di Amore e Psiche, la cui storia è narrata nelle Metamorfosi di Apuleio, Voluttà indica quel godimento dei sensi inestricabilmente congiunto alla soddisfazione dell’anima, una dolce emozione del corpo che è al tempo stesso letizia spirituale.

Renè Groebli, #502 (nachtline Szene) from the serie Eye of Love, 1952

Sempre a Milano, il 19 settembre  Laura Giardino è protagonista negli spazi della galleria Area\B con la personale Laura Giardino. La luce oltre, a cura di Elena Pontiggia. In questa sua nuova personale l’artista si concentra sulla città di Milano, non mostrandone il volto più noto, ma rivelandone gli scorci “privati”.

Una Milano intima, solitaria, che fino a pochi mesi fa poteva sembrare inusuale, ma che ora appare familiare ai nostri occhi. Pensato e prodotto diversi mesi prima dell’emergenza Covid, il nuovo nucleo di opere della Giardino appare ora quasi profetico.

Laura Giardino, EST 09, 2019. Tecnica mista su tela(60x50cm)

Ancora nella città di Sant’Ambrogio, vi consigliamo una visita alla Galleria Luca Tommasi che dal 16 settembre ospiterà Natura naturans, doppia personale di Sue Arrowsmith e Matteo Montani. L’esposizione mette a confronto le più recenti evoluzioni della pittura dei due autori, che si muovono entrambi, in modi diversi, sul crinale tra figura e astrazione.

Da punti di partenza molto diversi, entrambi gli artisti indagano il momento in cui la manifestazione della figura è ancora una potenzialità. Il tema della natura, vista come fenomeno mediato, è per entrambi uno spunto che lascia campo libero alla pittura, alla sua ricerca di una forma autonoma che però corrisponda al panorama visivo contemporaneo.

Sue Arrowsmith, Underwater silence, 2020 acrylic and 12 carat gold leaf on aluminium panel cm 125×125.jpg

Infine a Padova, la Libreria Minerva, ospita fino al 27 settembre la mostra Senza pietre non c’è arco del giovane artista cinese Jingge Dong, da anni residente a Venezia. Dong presenta un ciclo inedito di lavori su carta che ha nel suo essere suggestioni, assonanze ideali, con “Le città invisibili” di Calvino da cui è tratto anche il titolo di questa personale, organizzata in collaborazione con la Galleria L’Ariete di Bologna. 

Jingge Dong, Dreamland#12, 2020, tecnica mista su carta, 50 × 70 cm

Per il momento è tutto, ma nelle prossime settimane torneremo a parlare di mostre così da segnalarvi gli eventi che ci sembrano più interessanti tra quelli proposti sul panorama nazionale. Buone visite e, mi raccomando, prudenza!