My Art Invest: comprare arte a pezzi

Non avete grandi budget a disposizione, ma sognate di appendere alle pareti di casa vostra un capolavoro di arte contemporanea? My Art Invest potrebbe essere il posto adatto per voi. Nata tre anni fa dall’idea del giovane collezionista Tom David Bastock, 25 anni, M.A.I. è la prima piattaforma al mondo che vi permette di acquistare opere d’arte in co-proprietà con altri collezionisti o appassionati d’arte.

L’acquisto di opere in multi-proprietà, in realtà, non è una novità assoluta nel mondo del collezionismo: nel 2006, ad esempio, il grande collezionista americano Leon Black (quello che acquistò l’Urlo di Munch per 119 milioni di dollari) comprò un’opera di Ernst Ludwig Kirchner per 38 milioni dollari in coppia con il “collega” Ronald Lauder. E questo è solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare.

Tom David Bastock, fondatore di My Art Invest

Tom David Bastock, fondatore di My Art Invest

La novità introdotta da My Art Invest è, semmai, quella di rendere più democratico e accessibile questo processo anche a chi, magari, non ha amici con la stessa passione per l’arte. Ma vediamo come funziona.

Il catalogo di M.A.I. è composto da opere di artisti contemporanei e street artist: sia grandi nomi che talenti emergenti in rapida crescita. Una selezione di lavori basata su tre criteri fondamentali: trend di mercato, record d’asta e visibilità sui media. Ciascuna opera è suddivisa da 100 a 1000 parti, per un valore che va da un minimo di 5 sterline ad un massimo di 10mila. Ogni pezzetto ha un suo certificato di autenticità che vi viene consegnato al momento dell’acquisto. E se riuscite a comprare almeno un quarto dell’opera, potrete appenderla in casa per tre mesi. Il catalogo è consultabile solo una volta registrati: operazione che richiede solo qualche secondo e non espone a rischi (non sono richiesi numeri di carte di credito o dati particolarmente sensibili).

La Home di My Art Invest

La Home di My Art Invest

Tra gli artisti più noti messi in vendita: Andy Warhol, Banksy, Jeff Koons, Takashi Murakami, Damien Hirst, Jean-Michel Basquiat e Roy Lichtenstein.

Un esempio: una litografia di Keith Haring del valore 12.540 euro è stata suddivisa in 100 parti da 125.4 sterline l’una. Per conquistare un quarto e poterla appendere in casa per tre mesi vi bastano poco più di 3000 euro.

Tutte le operazioni, ovviamente, possono essere condotte online, ma M.A.I. è una galleria vera e propria situata nel cuore di Londra. All’ingresso vi viene consegnato un comodo Ipad con il quale comprare i vostri “pezzi” d’arte in tempo reale.

3 Commenti

  • Lois Loris ha detto:

    Ne avevo già letto. L'idea è molto interessante e può aiutare chiunque a diventare collezionista anche con poco (ma poi chi acquista quote diventa azionista e ne ricava crediti o benefit? questo non mi è tanto chiaro). Però da piccolissimo collezionista ed amante dell'arte (purtroppo non a livelli à la page) non amerei condividere un'opera …

  • Nicola Maggi ha detto:

    In effetti l'idea di possedere solo un pezzetto di un oggetto che si desidera, non è il massimo. Temo che i benefici si ottengano solo rivendendo le proprie quote. Al di là del collezionismo privato, però, potrebbe essere un meccanismo di acquisto interessante per le piccole istituzioni pubbliche che potrebbero inserire nelle proprie collezioni opere di pregio da esporre poi a rotazione nelle loro sedi a seconda della % di opera posseduta. In ogni caso, è bene che ogni collezionista si misuri anche con i propri mezzi e acquisti opere che rientrano nel proprio budget. Avere pochi soldi da dedicare all'arte non sempre è uno svantaggio, anzi…

    • lois ha detto:

      Anzi… infatti, con modesti buget, lontani anni luce dalle mode, consnete di poter scopire ed acquisire piccole opere, dal valore storico immenso, per la soddisfazione degli occhi e per la passione di raccontarne e condividere con gli altri!

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