Fotografia: la nascita di Magnum in 110 immagini

22 maggio del 1947.  Dopo alcune riunioni presso il ristorante del Museum of Modern Art di New York, viene iscritta al registro delle attività americane la “Magnum Photos Inc”, nome che prendeva spunto dalla celebre bottiglia di champagne. A firmare erano Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandivert. Nasceva così una realtà che era concretizzazione di una lunga riflessione avviata da Robert Capa durante la guerra civile spagnola e che, negli anni, era stata estesa anche ai fotografi che frequentava.  Sessantasette anni dopo quella storica data, una mostra al Museo del Violino di Cremona ripercorre quegli incredibili esordi attraverso un racconto espositivo che mette insieme ben centodieci fotografie: LA NASCITA DI MAGNUM. Robert Capa Henri Cartier-Bresson George Rodger David Seymour.

 

Seminaristi di colore giocano a pallavolo. Vaticano, Italia, 1949. © David Seymour / Magnum Photos

Seminaristi di colore giocano a pallavolo. Vaticano, Italia, 1949. © David Seymour / Magnum Photos

 

Una mostra eccezionale, quella che aprirà a Cremona il 31 ottobre prossimo, se si pensa che per la prima volta i primi reportage dei fondatori di Magnum vengono raccolti assieme, permettendo di costruire uno straordinario spaccato sull’avvio di questa Agenzia che ha rappresentato, nella storia del fotogiornalismo, il primo esemprio di progetto che si fondava sulla tutela del lavoro del fotografo e sul rispetto degli associati diritti fotografici. Attraverso la formula della cooperativa, i fotografi diventavano proprietari del loro lavoro, prendevano decisioni collettivamente, proponevano autonomamente alle testate i propri lavori per non rimanere assoggettati alle esigenze editoriali delle riviste, e rimanevano proprietari dei negativi, garantendo così un pieno controllo sulla diffusione delle immagini. Un controllo che si estendeva anche ad un minuzioso controllo dei testi delle didascalie associate alle foto e al perentorio divieto di manipolare le immagini. Con questi presupposti, e con la qualità del lavoro dei suoi soci, Magnum diventa ben presto un riferimento nel mondo del fotogiornalismo. La mostra cremonese rappresenta, quindi, anche un’occasione per avviare una riflessione sul ruolo del fotogiornalismo e sulle trasformazione che Magnum innescò in questo settore.

Magnum rappresentava, infatti, una diretta conseguenza del grande sviluppo nella stampa illustrata e delle agenzie fotogiornalistiche che era avvenuto durante i due conflitti mondiali.  Fin dai suoi esordi viene prevista, per ogni fotografo, una suddivisione geografica dove operare: Henri Cartier-Bresson in Oriente, David Seymour l’Europa, William Vandivert l’America, George Rodger il Medio Oriente e l’Africa e Robert Capa piena libertà d’azione nel mondo.

Ex membro della Barcelona Philharmonic al campo di concentramento per rifugiati spagnoli. Bram, France. Marzo1939. © Robert Capa / International Center of Photography / Magnum Photos

Ex membro della Barcelona Philharmonic al campo di concentramento per rifugiati spagnoli. Bram, France. Marzo1939. © Robert Capa / International Center of Photography / Magnum Photos

Ad introdurre il percorso espositivo è una sezione dedicata a Robert Capa “prima di Magnum, con celebri immagini della guerra civile spagnola, di quella del conflitto fra Cina e Giappone e della seconda guerra mondiale. A seguire, quattro selezioni legate ai primi reportage realizzati di Rodger, Cartier-Bresson, Seymour e dallo stesso Capa per Magnum. Si tratta del reportage di Capa dedicato alla nascita dello stato di Israele con una particolare attenzione ai campi di rifugiati, il reportage di George Rodger dedicato alla tribù dei Nubas in Sudan, il lavoro di Henri Cartier-Bresson dedicato all’India con le ultime fotografie scattate a Gandhi prima che fosse assassinato nel gennaio del 1948 ed infine le fotografie di David Seymour incentrato sulle conseguenze del secondo conflitto mondiale in Europa, con una particolare attenzione al dramma degli orfani di guerra.

Il catalogo, firmato Silvana Editoriale, raccoglierà infine una serie di interviste ad importanti figure del mondo della fotografia a livello internazionale incentrate sul ruolo del fotogiornalista. Come afferma il curatore Marco Minuz: «Questo progetto reso possibile grazie ad una forte partnership con Magnum, permetterà al visitatore di comprendere un passaggio fondamentale della storia del fotogiornalismo che è rappresentato dalla nascita di Magnum. Per la prima volta questi reportage vengono confrontanti assieme permettendo di cogliere le straordinarie personalità di questi fotografi, ma al contempo riflettere sul ruolo del fotogiornalismo nel mondo dell’informazione».