New York: al via le evening sale di novembre

Ancora poche ore e le principali saleroom newyorkesi tornerano protagoniste del mercato dell’arte contemporanea con tre aste serali che si preannunciano infuocate. Dopo il buon risultato di Londra, infatti, già stasera il testimone passa all’altra sponda dell’oceano dove da Sotheby’s (11/11), Christie’s (12/11) e Phillips de Pury (13/11) andranno all’incanto tre cataloghi eccellenti che puntano, nel loro complesso, a superare il miliardo di dollari . Ma vediamo nel dettaglio quali sono i lotti principali che saranno battuti a New York.

 

La Collezione Schlumberger fa gli onori di casa da Sotheby’s

 

Durante la loro vita Pierre & São Schlumberger hanno messo insieme una delle più  importanti collezioni di arte moderna e contemporanea del mondo. Adesso, questo tesoro sarà messo all’asta nei due appuntamenti da Sotheby’s: l’evening sale dell’11 novembre e la day sale del 12. Si tratta di 90 opere che, da sole, si presentano al mercato con una stima totale di 85 milioni di dollari. Tra i pezzi principali che saranno venduti nell’asta di stasera, il capolavoro di Mark Rothko, No. 21 (Red, Brown, Black and Orange), 1951, conservato nella collezione da oltre 40 anni e che potrebbe superare i 50 milioni di dollari.

Mark Rothko, No. 21 (Red, Brown, Black and Orange), 1951

Mark Rothko, No. 21 (Red, Brown, Black and Orange), 1951

Si tratta di uno dei lavori più importanti di Rothko. «Una tela di grande impatto drammatico –  come scrive  David Anfam, sul Catalogo Ragionato Mark Rothko: The Works on Canvas – Uno dei dipinti più importanti – tutt’ora in mani private – realizzati dall’artista all’apice della sua carriera. La composizione della tela ha in sé delle innovazioni sullo stile classico che sigla l’opera dell’artista. Questi fattori insieme fanno di No. 21 un esemplare unico nella produzione di Rothko». Al fianco di questo capolavoro, l’opera Liz #3 [Early Colored Liz] di Andy Warhol in catalogo con una stima che si aggira sui 30 milioni di dollari. Realizzato nel 1963 questo lavoro nasce da un vero e proprio incontro al vertice: da una parte Liz Taylor, all’apice della sua carriera, dall’altra un trentacinquenne Wharol che stava cambiando radicalmente la cultura visuale americana. Liz #3 è uno dei rari esemplari di ritratti di Elizabeth Taylor realizzati dal maestro della Pop Art su sfondo colorato.

Andy Warhol's Liz #3 (Early Colored Liz), (1963). Photo: Courtesy Sotheby's.

Andy Warhol’s, Liz #3 (Early Colored Liz), (1963). Photo: Courtesy Sotheby’s.

Completano il quadro delle opere principali che guidano l’evening sale di stasera, che punta al traguardo dei 400 milioni di dollari: un Abstraktes Bild di Gerhard Richter – datato 1991 e inserito in catalogo con una stima tra i 15 e i 20 milioni di dollari – e Flag, opera del 1983 che rappresenta indiscutibilmente la realizzazione più matura e profondamente personale di questo soggetto iconico da parte di Jasper Johns. Come per il precedente lavoro di Richter, anche Flag è in catalogo con una stima di 15-20 milioni. 

 

Elvis e Brando guidano l’evening sale di Christie’s

 

24 ore dopo l’asta di Sotheby’s sarà la volta di Christie’s che mette sul piatto una serie di pezzi da novanta per quella che è l’aspettativa più alta mai avuta in un’asta di Post-War and Contemporary Art: 600 milioni di dollari. Guidano la vendita due capolavori di Andy WarholTriple Elvis [Ferus Type] del 1963  e Four Marlons del 1966 – entrambi in catalogo con una stima tra i 65 e i 70 milioni di dollari. Ce la faranno? Possibile, almeno stando a due opere simili passate in asta non troppo tempo fa, anche se paragoni del genere – si sa – sono sempre un po’ arditi: un  Double Elvis (Ferus Type) del 1963 è stato venduto nel maggio del 2012 da Sotheby’s  New York per 37 milioni di dollari, mentre un Double Marlon del 1966 fu battuto da Christie’s – sempre a New York –  nel maggio 2008 per 32.5 milioni. Comunque sia, sarà molto difficile che queste due opere riescano a battere il record d’asta dell’artista, realizzato lo scorso novembre da Sotheby’s quando Silver Car Crash (Double Disaster) del 1963 superò i 105.4 milioni di dollari.

I due Top Lot della evening sale di Christie's:  il Triple Elvis [Ferus Type] (1963) e il Four Marlons (1966) di Andy Warhol. Entrambe le opere sono in catalogo con una stima sui 65-60 milioni di dollari. Photo: Courtesy Christie's Images Ltd.

I due Top Lot della evening sale di Christie’s: il Triple Elvis [Ferus Type] (1963) e il Four Marlons (1966) di Andy Warhol. Entrambe le opere sono in catalogo con una stima sui 65-60 milioni di dollari. Photo: Courtesy Christie’s Images Ltd.

Grandi attese anche per due lavori di Roy Lichtenstein (Reflections on the Prom del 1990 e Keds del 1961) – entrambi stimati sui 20 milioni di dollari – e per Pine House (Rooms for Rent), dipinto del 1994 di Peter Doig. Tra i tanti capolavori in asta da Christie’s sono da segnalare anche i 21 esemplari seminali delle serie di Untitled Film Stills di Cindy Sherman, tutti in catalogo con una stima pre-asta tra i 6 e i 9 milioni di dollari e provenienti dalla collezione del rinomato curatore Ydessa Hendeles.

Cindy Sherman (B. 1954), Untitled Film Stills, twenty one gelatin silver prints each: 10 x 8 in. (25.4 x 20.3 cm.) Executed in 1977– 1980. Each work is from an edition of ten. Estimate: 6,000,000- 9,000,000

Cindy Sherman (B. 1954), Untitled Film Stills, 1977– 1980. Estimate: 6-9 milioni di dollari

 

Un Guyton super milionario guida la carica dei giovani da Phillips

 

Chiude il round delle evening sale newyorkesi Phillips de Pury che il 13 novembre presenta ai suoi collezionisti un catalogo di 48 opere che comprende alcuni dei più importanti artisti del nostro tempo – come Dan Flavin, Yayoi Kusama, Richard Prince, Robert Ryman e Rudolf Stingel – e alcuni degli astri nascenti del mercato, tra i quali:  Tauba Auerbach, Wade Guyton e Julie Mehretu. Tra i lotti di punta, alcune opere iconiche di Robert Indiana e Jean-Michel Basquiat. Obiettivo di Phillips: un totale tra i 46.1 e i 68.2 milioni di dollari. Nomi a parte, il catalogo di Phillips de Pury non sembra avere le carte per sorprenderci più di tanto, almeno sul fronte dei nomi storici – nessun lotto ha stime paragonabili a quelle delle rivali -, ma i colpi di scena potrebbero arrivare dagli emergenti. In primo luogo da Wade Guyton (n. 1972) il cui Untitled del 2006 è in catalogo con una stima di 4-6 milioni di dollari; e dalla giovane Tauba Auerbach (n. 1981), in catalogo con Untitled (Fold) del 2010 che parte da una stima, decisamente ragguardevole, di 1.5-2 milioni di dollari.

Tauba Auerbach  Untitled (Fold), 2010

Tauba Auerbach, Untitled (Fold), 2010. In catalogo nella evening sale di Phillips de Pury con una stima di 1.5-2 milioni di dollari

Sullo stesso livello della anche l’artista etiope Julie Mehretu (n. 1970) che va all’asta con Stadia Excerpt (a small resurgence) del2004 (stima 1-1.5 milioni di dollari). Ma in catalogo da Phillips ci sono anche i nomi di Alex Israel, David Ostrowski e Oscar Murillo. Quindi occhio ai giovani e, tanto per non perdere di vista i colori nazionali, anche a Rudolf Stingel il cui Untitled del 2007  è offerto in asta con una stima tra i 700 mila e il milione di dollari.

4 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Ogni tanto andrebbe ricordato che Mark Rothko a 70 anni si é suicidato. Era affermato, non aveva problemi economici, una famiglia meravigliosa era a New York e si é tolto di mezzo; il medico lo aveva pregato di lavorare sul piccolo formato, ha continuato in grande, ed é finito nel vortice stesso della sua pittura, come un mulinello in un lago Rothko é rimasto impigliato alla sua psiche, alla fine, l'unica via d'uscita era il suicidio. Ed ora questi suo Capolavori vengono trattati con disinvoltura a milioni, a decine di milioni di euro. Non si dovrebbe dimenticare il ruolo dell'artista senza il quale oggi non ci sarebbe questo mercato. Se continuate con questi report dovreste cambiare il sotto titolo alla testata in : Come collezionare arte contemporanea e vivere da miliardari. SA Pompei, martedì 11 novembre 2014 http://armellin.blogspot.com

  • Nicola Maggi ha detto:

    Il mercato, che piaccia o no, è il motore del sistema dell'arte. E un blog che i occupa di collezionismo non può non parlare anche del mercato. Gli artisti che presentiamo noi, poi, sono tutti giovani e con costi molto accessibili. Nessuno qui dimentica il ruolo dell'artista. Anzi, in tanti post ci siamo preoccupati proprio della loro condizione e per questo diamo spazio ai giovani che in Italia sono sempre un po' bistrattati dalla stampa di settore e non. I

    • armellin ha detto:

      Non metto in discussione questa vostra eccellenza, il mio era un focus su un pezzo specifico di un argomento che giustamente va trattato. Si tratta di capire fino a che punto l’Arte possa essere considerata un fenomeno di massa come il calcio, con artisti di serie A.B.C.D.E.F…e un numero imprecisato di delusi dopo l’acquisizione di diplomi del Liceo Artistico, Laurea Accademica, Master, Mostre qui e là, Critici pagati, Articoli pagati, buffet pagati…si parla ovviamente più volentieri dei successi, ma c’è un numero maggiore di fallimenti e di falsi, ripeto falsi Capolavori considerati e venduti per veri. SA http://armellin.blogspot.com

      • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

        Il problema che solleva è reale e, a mio avviso, nasce da una grande stortura che caratterizza il mondo dell’arte contemporanea: l’equivalenza tra valare economico e valore artistico. Talvota questa equazione può avere un senso, ma quando si vedono giovanissimi che raggiungono cifre neanche immaginabili per un comune mortale ecco… lì credo che si debba riflettere profondamente. Sinceramente vedo tanti nostri giovani artisti da 800-1000 euro molto migliori, dal punto di vista artistico, dei loro coetanei tedeschi e cinesi. Quello che manca, in Italia, è un sistema dell’arte in grado di sostenere le nostre eccellenze. Poi, ovviamente, il mondo dell’arte sarà sempre per molti ma non per tutti, ma oggi è una vera vergogna che l’Italia non abbia quasi voce in capitolo. Le cito giusto un aneddoto. Un gallerista mio amico, di ritorno da una sua mostra fatta a Basilea durante ArtBasel, mi dice: “la mostra è stata un successo, sono venuti anche nomi illustri del mondo dell’arte (curatori, critici ecc.) e quando hanno visto i lavori dei nostri giovani hanno commentato: ma in Italia fate questo? NOn ne sapevamo niente.” Ecco. Il problema di fondo è questo: in Italia si fanno le cose ma nessuno ne parla. Preferiamo passare il tempo a dire come sono schizzinosi e bamboccioni i nostri ragazzi; a cancellare periodi di storia dell’arte (il Futurismo l’abbiamo recuperato con un ritardo pazzesco e così tante belle opere oggi sono negli USA); a dimenticarci la storia dell’arte nazionale (fatta anche di piccoli nomi, ma fondamentale per compredere i grandi) ecc. ecc. Che sia l’ora di cambiare? Io dico di sì.

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