Nicéphore Niépce: la prima fotografia (1825)

Nicéphore Niépce (1765-1833) nel 1825. (Bibliothèque nationale de France)
La più antica fotografia conosciuta, realizzata da Nicéphore Niépce (1765-1833) nel 1825. (Bibliothèque nationale de France)

Questa “fotografia” è stata scoperta solo nel 2002 ed è ritenuta la prima mai realizzata da Nicéphore Niépce. Si tratta della riproduzione di un’incisione fiamminga del XVII secolo, che mostra un uomo che conduce un cavallo ed è stata realizzata nel 1825 con una tecnica nota come Heliogravure (incisione eliografica) inventata dallo stesso Niépce e nella quale una lastra di rame, rivestita di argento, è resa fotosensibile stendendoci sopra con il pennello una soluzione di bitume di Giudea disciolto in essenza di lavanda. Una volta fatta asciugare, la lastra viene esposta per qualche ora sul fondo di una camera oscura e, successivamente, immersa in un bagno di lavanda per dissolvere i frammenti che non hanno ricevuto la luce. In questo modo si ottiene un’immagine in negativo. A questo punto la lastra viene incisa con l’acido, che agisce soltanto sulle parti metalliche non protette dal bitume che poi viene tolto con un successivo e più deciso lavaggio in essenza di lavanda. La lastra veniva quindi spalmata di inchiostro ed era pronta per essere stampata al torchio. L’unico problema è che il risultato di questo procedimento non era fissato e quindi si anneriva progressivamente al contatto con la luce.

La camera oscura

La camera oscura

Subito acquistata dalla Bibliothèque nationale de France  per 450.000 euro nel 2002, questa lastra è ritenuta un “tesoro nazionale” e precede di un anno esatto quella che, da sempre, è stata ritenuta la prima fotografia, ossia la celebre Vista dalla finestra a Le Gras (1826) che rimane, comunque, la prima immagine permanente mai realizzata nella storia.

Nicéphore Niépce, Vista dalla finestra a Le Gras, 1826 (circa)

Nicéphore Niépce, Vista dalla finestra a Le Gras, 1826 (circa)

Anche in questo caso si tratta di un’immagine realizzata con la tecnica dell’eliografia: Niépce ha catturato la foto con una camera oscura su un foglio di 20 × 25 cm trattato con bitume di Giudea dopo un’esposizione di 8 ore. La lunghezza del procedimento ci consegna, così, un risultato molto particolare con la luce che illumina gli edifici su entrambi i lati.

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