Non solo Biennale: 6 mostre da non perdere

Federico Patellani, Matera, 1953. Una delle opere esposte a Milano nella mostra Italia Inside Out
Federico Patellani, Matera, 1953. Una delle opere esposte a Milano nella mostra Italia Inside Out

Oltre la Biennale c’è di più. Con la bella stagione sono centinaia le inaugurazioni in tutta Italia. Ottime occasioni per gite nel fine settimana e per scoprire i nuovi nomi dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Ne abbiamo selezionate 6 tra quelle che hanno aperto i battenti nelle ultime settimane nelle gallerie e negli spazi pubblici del nostro Paese.

 

Darren Harvey-Regan – The Erratics

 

In geologia il termine Erratics (erratiche) indica quelle rocce trasportate a fondovalle da un ghiacciaio. Una volta che il ghiaccio si è ritirato, queste grandi formazioni rocciose, lontane dal loro luogo di origine, si trovano a occupare un’insolita posizione in mezzo alla pianura. E The Erratics è il titolo della personale che Darren Harvey-Regan ha concepito per la Galleria Passaggi di Pisa. In mostra, fino al 27 giugno prossimo, un nucleo di opere fotografiche inedite: The Erratics (exposure), che hanno come oggetto formazioni rocciose del deserto erose dal vento e dalla sabbia, e The Erratics (wrest), fotografie che ritraggono una serie di sculture realizzate dall’artista stesso, utilizzando massi di gesso raccolti lungo la costa meridionale dell’Inghilterra.

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Sfumando i confini tra fotografia e scultura, il lavoro di Harvey-Regan indaga la relazione tra l’oggetto e la sua rappresentazione. Al centro della sua ricerca, continui slittamenti di significato e di definizione tra “soggetto”, un’entità nel mondo, “immagine” la sua rappresentazione fotografica, e “oggetto fotografico”, la fotografia stessa nella sua materialità. «E’ un modo di trasportare materia in altra materia, aggiungendo nuovi significati e pensieri nel corso di questo processo», sostiene l’artista. «Penso che fotografare i materiali sia un modo per prendere in considerazione le modalità di creazione di significato, è un processo tattile nel quale mi sento coinvolto. Toccare, spostare, creare è il mio impegno con il mondo e con la mia arte».

Italia Inside Out

 

Fino al 27 settembre 2015 il Palazzo della Ragione Fotografia di Milano ospita Italia Inside Out, la più grande mostra di fotografia mai realizzata, interamente dedicata all’Italia. L’esposizione, curata da Giovanna Calvenzi, è concepita per essere un’unica iniziativa scandita in due momenti, racconta l’Italia dei fotografi e consegna al pubblico l’immagine del paese più rappresentato al mondo, attraverso 600 opere dei più importanti autori italiani e internazionali.

Silva Camporesi, Terza Venezia, 2011

Silva Camporesi, Terza Venezia, 2011

La prima parte – INSIDE – accoglie fino al 21 giugno 2015 una selezione di oltre 250 immagini di oltre quaranta fotografi, da Gianni Berengo Gardin a Massimo Vitali, da Gabriele Basilico a Mario Giacomelli, da Luigi Ghirri a Mimmo Jodice, da Letizia Battaglia a Silvia Camporesi, con opere che testimoniano l’evoluzione del linguaggio fotografico italiano contemporaneo e, al tempo stesso, sono un atto d’amore nei confronti del proprio Paese, dei suoi paesaggi, delle sue città, dei suoi abitanti. Con la seconda parte – OUT -, dal 1° luglio al 27 settembre 2015, le fotografie degli autori italiani lasceranno il posto a quelle di grandi maestri internazionali, quali Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Alexei Titarenko, Bernard Plossu, Isabel Muñoz, John Davies e altri.

 

Meravigliosamente

 

SITE MILL – Mulino San Nicolò (Scicli – Rg) si trasforma per un mese (11-28 maggio) in un atelier aperto, in cui tre pittori connessi alla visione di un critico si confrontano, scrivono e dipingono con la sincerità delle passioni e la naturalità delle immagini, per imprimere con grazia memorabile l’esperienza che maturano giorno dopo giorno, in contatto con le memorie e le conoscenze della collettività sciclitana. L’antico mulino di Scicli, per sua natura simbolo di comunità, di trasfigurazione e metamorfosi, accoglie una nuova esperienza promossa dal Collettivo SITE SPECIFIC: il progetto MERAVIGLIOSAMENTE, viaggio inaspettato per le vie e le piazze della piccola cittadina iblea, alla scoperta di un territorio denso di emozioni in cui vivere nuove possibilità di creazione e interpretazione di immagini.

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La visione critica del progetto è di Andrea Bruciati che accompagnerà gli artisti durante tutte le fasi sperimentali della residenza, secondo una percezione attenta alle stratificazioni del Barocco proprie dell’area della Val di Noto. Gli artisti invitati sono tre autori accomunati da una modalità di approccio eterodosso alla pratica pittorica, che risulta funzionale in un ambiente concepito al dialogo e al confronto serrato: Paola Angelini (San Benedetto del Tronto, 1983), Alessandro Fogo (Thiene, 1992) e Anna Gramaccia (Perugia, 1980). La mostra finale sarà inaugurata il 30 maggio prossimo.

Anche le sculture Muoiono

 

Gli spazi del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze ospiteranno fino al 26 luglio prossimo la mostra collettiva Anche le sculture muoiono, a cura di Lorenzo Benedetti, che presenta una riflessione sul significato, le possibilità e le nuove sperimentazioni della scultura contemporanea, attraverso le opere e nuove produzioni di tredici artisti italiani e internazionali come: Francesco Arena (Italia), Nina Beier (Danimarca), Katinka Bock (Germania), Giorgio Andreotta Calò (Italia), Dario D’Aronco (Italia), N.Dash (USA), Michael Dean (Regno Unito), Oliver Laric (Austria), Mark Manders (Olanda), Michael E. Smith (USA), Fernando Sánchez Castillo (Spagna), Francisco Tropa (Portogallo), Oscar Tuazon (USA). 

CCCStrozzina - Anche le sculture muoiono

Gli artisti contemporanei utilizzano nuove forme e materiali investendo su una condizione temporale più ampia, in un dialogo tra passato e futuro. Allo stesso tempo, tuttavia, la mostra riflette su come gli artisti di oggi riscoprano materiali quali il bronzo, la pietra o la ceramica, che sembravano essere relegati alla pura accademia. Questi materiali sono ripresi e utilizzati in forma concettuale per riflettere su temi come quello del monumento, del frammento, del consumo della materia o sul recupero del recente passato modernista.

La Bellezza fa 40

 

Chi sono i migliori giovani artisti italiani su cui puntare e su cui investire? La Bellezza fa 40 risponde con una mostra unica nel panorama artistico italiano, in una location straordinaria: IL Castello Carlo V di Lecce. Il percorso proposto dalla mostra “La Bellezza fa 40”, che rimarrà aperta fino al 7 luglio prossimo, vuole mettere in fila i nomi degli artisti e delle artiste che negli ultimi anni stanno facendo maggiormente parlare di sé. Sempre più corteggiati dalle gallerie e dalle istituzioni più importanti (in Italia e, soprattutto, nel Mondo) i 40 artisti selezionati hanno tutti un proprio solido percorso di credibilità, originalità e ricerca.

Carlo Alberto Rastelli, DOES IT EVEN MATTER?, 2013

Carlo Alberto Rastelli, DOES IT EVEN MATTER?, 2013

La mostra è così una fotografia di gruppo di quaranta artisti presi in quell’attimo di passaggio tra l’essere un outsider e un artista riconosciuto: 108, 2501, Alessandro Baronciani, Alessandro Ripane, Alice Pasquini, Andreco, Anna Deflorian, Basik, Bomboland, Br1, Carlo Alberto Rastelli, Cheko’s Art, CT, Dario Molinaro, Dem, Ericailcane, Ester Grossi, Gio Pistone, Giuliano Sale, Luca Barcellona, Luca Font, Luca Zamoc, Magda Guidi, Marco Mazzoni, Marino Neri, Marta Sesana, Martina Merlini, Moneyless, MP5, Mr. Wany, Nicolò Pellizzon, Nocurves, Olimpia Zagnoli, Ozmo, Roberta Maddalena, Silvia Argiolas, Stencil Noire, Thomas Raimondi, Virginia Mori, Vitomanoloroma.

João Freitas,  TO BE TITLED

 

La Galleria FuoriCampo di Siena propone, fino al 25 giugno, la mostra “To be titled”, prima personale di João Freitas (Coimbra, 1989) in Italia. L’esposizione propone le ultime produzioni dell’artista, che vive e lavora a Bruxelles, realizzate con tecniche e materiali poveri sui quali conduce una ricerca sul limite fra la realtà fisica e spirituale. Curiosità, pratica ed esperienza, quasi un esercizio di meditazione, un’ascesi che conduce però alla corporalità della fattura e alla realtà effettuale dell’elemento, alla composta scomposizione dei costituenti, dalla piega al brandello, dallo strappo all’assemblaggio, dalla figura all’immagine.

João Freitas, Untitled (1991), 2014

João Freitas, Untitled (1991), 2014

Nell’opera di Freitas il fatto, l’oggetto, diventa mutamento e trasfigurazione, tensione obbligata; il suo completamento in opera d’arte è la decisione di un termine – limite, luogo e verbo – che appaga. Oltre alle opere realizzate appositamente per la mostra di Siena, frutto di una residenza condotta nella città lo scorso autunno e nelle quali è possibile rinvenire alcuni tòpoi della cultura figurativa senese, saranno esposti i lavori che sintetizzano la metodologia propria e la tensione espressiva dell’artista.