Novembre in galleria: 10 mostre da mettere in agenda

Luigi Ghirri, Reggio Emilia, 1985. Courtesy: Podbielski Contemporary

Inutile negarlo. Mentre scrivo non possono non chiedermi se oggi, 7 novembre 2020, giorno dell’uscita di questa nuova selezione di mostre, la loro visita sarà possibile o se saremo già ripiombati in un apparentemente inevitabile lockdown.

Me lo chiedo, ma adesso non posso che guardare avanti e pensare al meglio. Perché questo è fondamentale. Da sempre l’arte, d’altronde, è il mio rifugio segreto dai mali del mondo e questa lista spero possa essere anche stavolta un buon antidoto.

Iniziamo con una mostra inaugurata ormai qualche tempo fa (15 ottobre), ma che sarà possibile visitare fino al 19 dicembre prossimo. Si tratta di Ore Sospese. Diario italiano: l’omaggio intimo che la Podbielski Contemporary di Milano ha voluto fare all’Italia.

Le opere in mostra costituiscono una summa di lavori incentrati sul paesaggio italiano, inteso come portatore di valori condivisi, vettore di storia e di memoria – una sorta di contraltare rispetto ai non-luoghi di Marc Augé.

Il risultato è un lento approdo a una dimensione metafisica, che oltrepassa la realtà oggettiva e tangibile dei singoli soggetti ritratti, invitandoci ad una riflessione su spazio e tempo quanto mai preziosa in questo momento.

 

Veduta della mostra Giulio Paolini, Qui dove sono, alla Galleria Christian Stein a Milano con le opere: In volo (Icaro e Ganimede), 2019-2020 e La casa brucia, 1987-2004. Courtesy Artista e Galleria Christian Stein, Milano. Foto di Agostino Osio

Sempre a Milano, la Galleria Christian Stein presenta fino al 16 gennaio un’esposizione personale di Giulio Paolini dal titolo Qui dove sono, riferimento a un’opera in mostra e omaggio alla stessa Galleria, dove Paolini espose per la prima volta oltre cinquant’anni fa, nel 1967, presso la sede di Torino e poi, regolarmente, per tutta la sua carriera, fino all’ultima esposizione nel 2016.

La mostra alla Galleria di Corso Monforte si articola in cinque opere di cui tre realizzate espressamente per l’occasione. Scultura e fotografia, opportunamente elaborate secondo il linguaggio paoliniano, svolgono un racconto intorno al mito, alla classicità e alla storia; le immagini in mostra sono avvolte in una dimensione temporale assoluta, distante dai dati della realtà corrente.

 

Mosa, COOLAGE, 2020

Ancora  Milano, il 29 ottobre scorso la Avantgarden Gallery ha inaugurato Acid Bleach, mostra personale e performance (in collaborazione con il collettivo Lobo) dell’artista parigino di origini georgiane Alexandre Bavard in arte Mosa

Bavard, formatosi all’École nationale supérieure des beaux-arts di Lyon, è da considerarsi un drammaturgo e un performer al tempo stesso, poiché tende a creare narrazioni che trascendono ogni mezzo e che si alimentano di ripetizioni,movimenti, flussi, azione.

Le opere esposte si concentrano infatti sulla pittura informale su tela trattata col metodo della scoloritura (Bleach), ma spaziano da sculture in resina e cemento a video e performance.

Nel suo lavoro, inoltre, l’allestimento espositivo diventa una stregua di scenografia teatrale distopica, a volte oscura, e lo spazio si trasforma rivisto dagli occhi di un esploratore del futuro.

Traslando il punto di vista nel tempo, oggetti di uso comune, come abiti, copertoni,taniche, contenitori in plastica di ogni tipo, giocattoli, diventano i simboli dell’antropocene ripensati e rivisitati come i resti per una nuova archeologia di cui l’artista ci rende testimoni a priori.

Una vista della mostra Laguna Durante di Andrew Huston alla Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery di Venezia

Spostandoci a Venezia, Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery ospita fino al 21 dicembre prossimo, la mostra Laguna Durante di Andrew Huston. La mostra, a cura di Danniel Rangel e Beatrice Burati Anderson, presenta una raccolta di dipinti e di fotografie prodotte dall’artista durante il lockdown. 

«Nel silenzio irreale e straniante di una Venezia svuotata – spiegano i curatori -, l’artista trova ragione di essere nel ritmo quotidiano del lavoro in studio, che diventa il suo rifugio, e in cui la calma necessaria alla pratica pittorica è ben diversa dalla quiete irreale in cui la città è avvolta, come in un sortilegio. 

Il tragitto da e verso lo studio è così un’esperienza straniante. L’occhio e l’obiettivo catturano immagini forse irripetibili. 

La serie di 6 tele Laguna Serra prende forma in quei giorni e testimonia la profonda relazione di ascolto tra l’artista e la città, espressa dalla ricerca del ritmo e dall’interazione degli elementi formali, come un’essenza distillata delle sue infinite stratificazioni».

Ella Walker, He seems made of stone, 2020 acrylic on canvas, 100 x 210 cm.
Exhibition view A plus A Gallery

Rimanendo nella città lagunare, qui la Galleria A plus A propone al suo pubblico, fino al 17 dicembre, la mostra Op.cit., realizzata in collaborazione con Edoardo Monti e  che mette insime e i lavori di Paola Angelini, Luca De Angelis, Agnese Guido ed Ella Walker.

Il titolo della mostra è un acronimo che si usa nei testi per aprire delle finestre di approfondimento, citazioni che creano riferimenti con opere preesistenti e che contribuiscono a meglio contestualizzare un lavoro.

In modo analogo ai testi scritti, anche in pittura frequentemente è possibile rilevare segni, atmosfere e scelte a tratti espressamente citazionistiche. Un aspetto che accomuna gli artisti selezionati i quali fanno un uso della figurazione pittorica come un mezzo per narrare e in cui l’opera risulta essere un racconto scandito dalla pittura stessa.

Citare antichi miti, tempi lontani, tradizioni, storie e racconti non significa farli semplicemente rivivere. Nel concetto di citazione è, infatti, implicito che l’oggetto storico venga sradicato, se vogliamo distrutto dal suo contesto, per riproporlo oggi in una forma originariamente nuova.

Giulia Marchi, La natura dello spazio logico, 2020

A Bologna, è visitabile fino al 19 dicembre negli spazi di LABS Contemporary Art, la mostra personale di Giulia Marchi dal titolo La natura dello spazio logico a cura di Angela Madesani.

Il titolo La natura dello spazio logico riprende quello di una delle serie di lavori proposti in mostra e fa riferimento al filosofo e architetto austriaco Ludwig Wittgenstein; suo l’assunto che segue e che chiarisce gli intenti della ricerca dell’artista: «Luogo spaziale e luogo logico concordano nell’essere ambedue la possibilità di un’esistenza».

Per Wittgenstein il lavoro filosofico, come spesso quello progettuale in senso architettonico, è un lavoro su se stessi e sul proprio punto di vista; concetto che interessa profondamente Giulia Marchi ed è da lei indagato in questa serie, costituita da un corpus di fotografie e lavori scultorei in marmo. 

Nanni Valentini, Angelo Dioniso, 1984-85, cm 46x35x90

Rimanendo nel capoluogo emiliano, fino al 12 dicembre è visitabile la mostra Ferro e Fuoco alla Galleria Spazia. Una mostra collettiva di scultura che presenta al pubblico una selezione di opere che tracciano i punti cardine di questa arte nella contemporaneita italiana, da Fausto Melotti ed Edgardo Mannucci a fino a Nanni Valentini, Eliseo Mattiacci, Luigi Mainolfi, Mauro Staccioli e Giacinto Cerone.

Luca Rubegni, La fine dello spettacolo a mezzogiorno, 2020

A due anni da Le parole che non ti ho detto, Luca Rubegni torna negli spazi della Galleria La Linea di Montalcino con una nuova personale: In fabula. La mostra, che apre oggi 7 novembre, presenta una serie di lavori inediti, caratterizzati da campiture ampie e piatte, patinate come se fossero smalti preziosi, scelta ossessiva di tonalità “pop”, che si stagliano potenti sulla tela, senza compromessi. Un nuovo ciclo di dipinti simbolici, metafisici, lirici e surreali che marca una profonda svolta rispetto ai lavori che Rubegni aveva esposto qui nel 2018.

Antonello Viola, Oro bianco su helio green, magenta e viola di cadmio, 2016-2020, olio, matita e foglia d’oro bianco su carta giapponese, 47 x 37 cm

Da — a Roma, dove, fino al 9 gennaio 2021 la Galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea ospita la mostra Anche Bach mi ha salvato, personale di Antonello Viola curata da Davide Ferri. La mostra raccoglie una selezione di dieci opere inedite su carta giapponese, insieme a una grande installazione ambientale in vetro ideata appositamente per la sala centrale.

Oltre alle carte, in mostra anche un altro lavoro (Ricordi Isola di Palmarola, 2015-2010): un grande dipinto su vetro – un altro dei supporti usati dall’artista da circa dieci anni a questa parte – composto da quattro lastre dipinte a olio su entrambi i lati, applicate su una mensola a parete e disposte una accanto all’altra con i bordi sovrapposti.

David Shrobe, amoor, 2020, detail

Ancora nella capitale, l’11 novembre prossimo la Galleria Anna Marra inaugurerà PARALLELS AND PERIPHERIES: Fractals and Fragments a cura di Larry Ossei-Mensah. La mostra è il quarto appuntamento di una serie – il primo al di fuori degli Stati Uniti – che indaga pratiche artistiche indotte da idee, narrazioni, miti e materiali, e presenta le opere di sei artisti afroamericani che vivono e lavorano negli Stati Uniti: le sculture di Kim Dacres e Kennedy Yanko, i dipinti, le opere su carta e i collage fotografici di David Shrobe, Kenturah Davis, Nate Lewis e Basil Kincaid.

Gli artisti esposti esplorano temi quali empatia, cultura, ambiente e comprensione di sé e degli altri nel mondo. Intento di questa mostra è mettere in primo piano l’esperienza umana condivisa, in un clima che è sempre più oppresso dall’ascesa a livello globale di ideologie nazionaliste, razziste, xenofobe. In un momento in cui l’Italia sta lottando per rispondere a questioni globali come la crisi dei rifugiati, i danni collaterali associati al COVID-19 e la migrazione, per citarne alcuni, Fractals and Fragments spinge il pubblico a connettersi con il senso di umanità l’uno nell’altro e in se stessi.

 

2 Commenti

  • Pierre André podbielski ha detto:

    Grazie Nicola sono sempre onorato di essere evidenziato da te . Da quando ho aperto a Milano ho puntato su numerosi artisti italiani che meritano e vanno sostenuti . Ti aggiornerò su una prossima collaborazione prestigiosa . A presto ,grazie Pierre André

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