On tour: l’Italia dell’arte sul palcoscenico internazionale

Una nuova stagione espositiva è ormai alle porte e in attesa dell’inaugurazione della prima mostra in America dedicata alle opere su carta dell’Arte Povera, che aprirà il 28 agosto prossimo al Samuel Dorsky Museum of Art di New York e organizzata da Magazzino Italian Art Foundation che espone, per l’occasione, 11 rare opere di Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari e Jannis Kounellis, diamo uno sguardo ai palinsesti artistici internazionali per vedere quali saranno gli artisti italiani che animano e animeranno la scena internazionale.

Alighiero Boetti, Twinings (studio), 1976. Hard-carved rubber stamps and ink on Kraft paper

Punto di partenza di questo nostro tour mondiale: Londra, che ancora una volta si conferma come epicentro della promozione internazionale dell’arte italiana moderna e contemporanea. Qui, rimanendo nell’ambito delle opere su carta, la Repetto Gallery ospita, fino al 10 settembre, la mostra Giulio Paolini: Works on paper from “Sale d’attesa” series, che presenta 25 pezzi unici dell’artista torinese. E’ una vera primizia per il mercato inglese, invece, la mostra The Shock of Objectivity che Mazzoleni ospita fino al 18 settembre nella sua sede inglese. Curata da Kenneth Baker, infatti, la mostra è il primo solo show di Nunzio a Londra e presenta una serie di imponenti sculture che vanno dalla fine degli anni Ottanta agli anni più recenti, rivelando il suo approccio alla forma, ispirato e creativo.

Una vista della personale di Nunzio, The Shock of Objectivity, in corso da Mazzoleni a Londra.

Si tratta ancora di un debutto, anche quello di Omar Galliani, in mostra fino al 21 settembre da Tornabuoni Art London con la personale Chiaroscuro: a Symphony in Graphite che presenta 20 opere realizzata negli ulimi anni e che mettono in evidenza l’abilità dell’artista, esponente di spicco del movimento artistico “magico primario” teorizzato da Flavio Caroli nel 1982, nell’esprimere la luce interiore dei suoi soggetti.

Una panoramica della mostra Omar Galliani: A Symphony in Graphite in corso da Tornabuoni Art London.

Sempre a Londra, segnaliamo la collettiva multi-generazionale Quid est veritas?, visitabile fino al 21 settembre nei locali della Annka Kultys Gallery e che esplora il concetto filosofico di “verità”, esaminando i meccanismi mentali che lo generano attraverso il lavoro di artisti come Eva e Franco Mattes, duo italiano di base a New York che esplora la mitologia di Internet, la logistica informativa e la formazione delle credenze nella coscienza di massa dell’umanità.

Eva e Franco Mattes, What Has Been Seen, 2017.

Dura fino al 12 settembre, invece, Animalia, collettiva in corso alla Omer Tiroche Gallery che esplora ed esamina come artisti di spicco del XX e XXI secolo abbiamo rappresentato e interpretato gli animali nei loro disegni. E tra le opere dei sedici importanti artisti moderni e contemporanei in mostra troviamo anche lavori di Domenico Gnoli e Marino Marini.

Alice Cattaneo, Untitled, 2017. Combining Materials

Arte italiana ben presente anche in Materia, collettiva in corso fino al 28 settembre da Rosenfeld Porcini. Mostra che mette insieme il lavoro di 17 artisti internazionali – tra i quali, appunto, i nostri Roberto Magno e Alice Cattaneo – con l’intento di riflettere sull’idea della gerarchia dei materiali, storicamente una pietra miliare ancora oggi, ma resa obsoleta dalla radicale “democratizzazione” dei media che ha avuto luogo nel secolo scorso. Nel tentativo di dare uno sguardo alla linea sempre più sfocata di demarcazione tra arte e design, la mostra alla Rosenfeld Porcini sovrappone, così, pratiche basate sull’uso di materiali tradizionali con opere che solo di recente hanno raggiunto lo status di arte contemporanea.

Giorgio Andreotta Calò, Annunciazione, 2019

Sempre nella capitale inglese troviamo anche Giorgio Andreotta Calò che da Sprovieri presenta, fino al 23 settembre, Annunciazione, seconda personale dell’artista veneziano a Londra. Rimanendo nel Regno Unito, ma spostandoci a Bruton, e più precisametne da Hauser & Wirth Somerset, troviamo Carol Rama in compagnia di altre 64 artiste per la particolare mostra Unconscious Landscape. Works from the Ursula Hauser Collection dedicata alla produzione artistica femminile e visitabile fino al prossimo 8 settembre. Mentre, dando uno sguardo al futuro, dal 2 ottobre Rudolf Stingel farà parte della collettive L’Empreinte, in programma dalla londinese Oliver Malingue.

Marina Apollonio, Spazio Ad Attivazione Cinetica 6B, 1966/2015. Museo del Barrio, NY. Courtesy Photo: Lauren Glazer © Marina Apollonio

Tornando sul continente, i nostri Giovanni Anceschi, Marina Apollonio, Alberto Biasi, Gianni Colombo, Dadamaino, Gabriele De Vecchi, Lucia di Luciano, Giuseppe Galli-Bibiena, Franco Grignani, Edoardo Landi, Enzo Mari, Desiderio Monsù, Parmigianino, Giovanni Battista Piranesi, Guido Reni e Grazia Varisco sono, invece, i protagonisti della mostra Vertigo. Op Art and a History of Deception 1520–1970, in corso a Mumok di Vienna e che presenta un mondo sconcertante di illusione sensoriale, comprendente un ampio spettro di opere tra cui dipinti, rilievi e oggetti, installazioni e spazi esperienziali, oltre che arte generata da film e computer.

Una vista dela personale di Ettore Spalletti da Robilant+Voena a St. Moritz

In Svizzera, a St. Moriz, è invece possibile vistare, fino al 7 settembre, la personale di Ettore Spalletti da Robilant+Voena. Mentre in Francia dal 12 ottobre prossimo la parigina Art Concept ospiterà la nuova personale dell’arista pugliese Giuseppe Gabellone. E ancora nella capitale francese aprirà i battenti, il 7 settembre prossimo alla Galerie Templon, la mostra Valerio Adami: Les années 80. Mentre il 14 settembre chiuderà la mostra Arnaldo Pomodoro 1955-65, attualmente in corso da Tornabuoni Art. Infine, spostandoci verso Oriente, Maurizio Cattelan è tra gli artisti esposto al Pushkin State Museum of Fine Art fino al 29 settembre in occasione della mostra Collection of Fondation Louis Vuitton: Selected Works