Il Brasile si fa in tre per la Biennale di Venezia

Berna Reale (nella foto), André Komatsu e Antonio Manuel rappresenteranno il Brasile alla Biennale di Venezia.
Berna Reale (nella foto), André Komatsu e Antonio Manuel rappresenteranno il Brasile alla Biennale di Venezia.

Tris d’artisti per il Padiglione del Brasile alla Biennale di Venezia. Il paese sudamericano sarà rappresentato da André Komatsu, Antonio Manuel e Berna Reale. Svelati i nomi, però, non si hanno ancora dettagli sul progetto dell’esposizione curata da Luiz Camillo Osorio, professore di estetica alla PUC-RJ e curatore capo al Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro (MAM-Rio). Possiamo presentarvi, però, i tre artisti selezionati per rappresentare il Brasile.

André Komatsu tratta temi di rigenerazione, concentrandosi in particolare sulla riqualificazione fisica dello spazio urbano come metafora più ampia per “… l’uomo, la natura o l’architettura in un continuo processo di cambiamento”. Le sue prime opere e le performance tendevano verso un’interpretazione piuttosto letterale di questi interessi con, ad esempio, il riproporre “… i materiali di costruzione e decostruzione” in piattaforme per il disegno, la pittura e l’assemblaggio. La sua produzione attuale, tuttavia, è più complessa sia spazialmente che concettualmente.

Antonio Manuel, invece, ha iniziato il suo lavoro di artista nel corso del 1960, quando conobbe alcune delle figure chiave della scena artistica brasiliana, come il critico Mário Pedrosa, e gli artisti Lygia Clark, Hélio Oiticica, Lygia Pape e Ivan Serpa. Come molti dei suoi contemporanei, – Cildo Meireles, Artur Barrio, Ana Maria Maiolino –  ha sviluppato un atteggiamento che ha ampliato i limiti della pratica artistica, sempre più incentrata sul corpo come veicolo per le sue proposizioni. Segretamente di natura politica, il lavoro di Antonio Manuel nasce spesso dalle restrizioni imposte dal governo militare e dalla censura nel 1960 e ’70 e costituiscono una negazione di tale restrizione. In parte come conseguenza del contesto socio-politico, in parte come strategia creativa. Titoli dei giornali scandalistici, la censura, lo spostamento delle popolazioni emarginate, la criminalità e la brutalità della polizia hanno caratterizzato l’opera di Antonio Manuel, tracciando la storia degli sconvolgimenti del Brasile negli ultimi quaranta anni.

Berna Reale, infine, ha  studiato arte presso l’Università Federale del Pará e ha partecipato a numerose mostre, personali e collettive, in Brasile e in Europa, come Cerveira Biennale (Portogallo, 2005), Liege International Biennale of Photography (Belgio, 2006), e alla mostra Amazônia – Ciclos da Modernidade [Amazon – Modernity Cycles] al Centro Cultural Banco do Brasil (Rio de Janeiro, 2012). Ha ricevuto il Grand Prize del Salon Art Pará in Belém (Brasile, 2009), ed è stato selezionato per Rumos Visuais – Itaú Cultural (2012-2013) e PIPA (2012-2013), vincendo il PIPA Online 2012 e entrando tra i finalista del PIPA 2013. Ha partecipato, inoltre, alla mostra  From the Margin to the Edge” (Somerset House, Londra, 2012). Reale crea performance e installazioni incentrate, negli ultimi anni, sul tema della violenza. E’ diventato un esperto penale del Centro di competenze scientifiche dello stato di Pará (Brasile) e vive, nella regione amazzonica, vicino alle più diverse questioni di criminalità e di conflitto sociale. Le sue performance sono pensati in modo da creare un rumore di riflessione provocatoria.