Pamela Rosenkranz rappresenterà la Svizzera alla Biennale

Pamela Rosenkranz, Photo by Anon Amphorn
Pamela Rosenkranz, Photo by Anon Amphorn

Palazzo Trevisan, Venezia. Qui dal 2012 ha sede il Padiglione della Svizzera che da maggio ospiterà la mostra di Pamela Rosenkranz, l’artista selezionata dall’Arts Council svizzero Pro Helvetia per rappresentare il Paese alla Biennale di Venezia 2015. Al suo fianco la curatrice tedesca Susanne Pfeffer, con cui l’artista ha già collaborato in passato in occasione della mostra «Speculations on Anonymous Materials» (2013) presso il Fridericianum di Kassel che la Pfeffer dirige dal 2013. «Sono interessata a come Pamela, nel suo lavoro, riflette sui cambiamenti tecnologici e sulle relative trasformazioni che intervengono nella filosofia contemporanea, nella scienza, nell’economia globale e nell comportamento dei consumatori – ha commentato la Pfeffer – Rosenkranz si confronta con materiali e concetti che, attraverso la loro ubiquità, sono diventati determinanti nel nostro tempo, pur rimanendo difficili da percepire». Durante la Biennale, inoltre la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia propone un programma di manifestazioni dedicate al tema «S.O.S. DADA».

 

Il progetto della Rosenkranz

 

Pamela Rosenkranz prende di mira i centri privi della storia, della politica e della cultura contemporanea nel loro complesso. Essa affronta i mutevoli significati filosofici e scientifici del naturale e dell’umano durante l’Antropocene (l’epoca geologica segnata dall’impatto delle attività umane sull’ecosistema). La Rosenkranz distribuisce una gamma di marchi registarti – bottiglie d’acqua in polietilene, bibite, la vernice di lattice Ralph Lauren, JPEG dell’International Klein Blue, carta fotografica Ilford e sneakers della ASICS – accentuate dal silicone color carne e dalla vernice acrilica. La sua insistenza sulla ‘naturalezza’ di questi materiali apparentemente innaturali si fonda sul fatto che sono stati tutti prodotti dalle attività umane.

Pamela Rosenkranz, Stay True, from the series Firm Being, 2009

Pamela Rosenkranz, Stay True, dalla serie Firm Being, 2009

L’addomesticamento e la mercificazione di questi prodotti di origine naturale da parte  del  capitalismo contemporaneo è evocato attraverso slogan aziendali: “Untouched by man” di Fiji; “The most important body of water is yours” di Evian e anima sana in corpore sano di ASICS . Rosenkranz vede le bottiglie d’acqua come dei piccoli corpi della natura, commercializzati come prodotti di salute e bellezza che purificano il corpo umano dall’interno verso l’esterno. L’eterna giovinezza e la conservazione della purezza sono “di marca” e vengono venduti come ideali di bellezza. L’artista cortocircuita questa concezione arrogante riempiendo i vasi dei brand con silicone color carne, un materiale normalmente usato per smussare l’aspetto della pelle sulla macchina fotografica, come se fosse una soluzione omogeneizzata del proprio corpo.

Il colore blu, visto attraverso discorsi storici, scientifici e artistici, è un motivo ricorrente nel suo lavoro. La capacità di percepire blu si è sviluppata in una fase pre-evolutiva, quando le forme di vita esistevano solo sott’acqua e gli esseri umani sono più sensibili ad esso che a qualsiasi altro colore. Inoltre, le iridi azzurre erano una caratteristica fisica sviluppato in origine per attrarre partner sessuali per la riproduzione. «La nostra visione, come gli altri organi di senso, non è astratta, ma è molto influenzata e plasmata dalla lunga storia naturale delle specie che hanno preceduto l’umanità» osserva a tal proposito la Rosenkranz.

Pamela Rosenkranz, Feeding, Fleeing, Fighting, Reproduction, 2012

Pamela Rosenkranz, Feeding, Fleeing, Fighting, Reproduction, 2012

La serie Because they try to bore holes si appropria di riproduzioni non autorizzate di International Klein Blue di Yves Klein (che ha rivendicato la sua capacità di fare in modo che gli spettatori a trascendessero le preoccupazioni materiali e inducendoli ad una sensazione di illimitatezza) alle estremità opposte: le bolle in primo piano che popolano le stampe inkjet motante a mano dalla Rosenkranz comunicano immanenza e costrizione materiale. In contrasto con Klein, viene minata la pretesa che l’arte possa trascendere la sua realtà immediata; qui, il significato della gestualità apparente è ridotto alle sue condizioni evolutive e di produzione capitalistica. L’universo della Rosenkranz è quello in cui l’artista deve essere ridotto alle interazioni fisiche dei processi neurochimici. La soggettività stessa diventa mero materiale.

 

«S.O.S. DADA – The World Is A Mess»

 

Juri Steiner e Stefan Zweifel, specialisti del movimento Dada, sono i curatori del programma della quarta edizione del «Salon Suisse», intitolato «S.O.S. DADA — The World Is A Mess». Su invito di Steiner e Zweifel, ospiti provenienti da tutto il mondo si incontreranno a Palazzo Trevisan degli Ulivi per discutere sulla forza e l’attualità del dadaismo, un movimento capace di attraversare varie epoche. Nel corso della Biennale, che si svolgerà dal 9 maggio al 22 novembre 2015, durante cinque fine settimana saranno proposti eventi e tavole rotonde incentrate sul passato, il presente e il futuro di questa corrente artistica. ll «Salon», promosso da Pro Helvetia per la prima volta nel 2012, sfrutta le luci della ribalta della Biennale per consolidare le relazioni internazionali della scena artistica svizzera e riunire, in un’atmosfera informale, artisti, specialisti, studenti e appassionati di cultura di tutto il mondo.