Paolo Cotani: un’artista, quattro città

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A dieci anni dalla sua scomparsa, il pittore analitico Paolo Cotani (1940-2011) viene omaggiato con una grande mostra personale, dislocata su più gallerie italiane ed europee.

L’esposizione, intitolata Voleva capovolgere il cielo, sarà visitabile dal 7 al 25 Settembre. Le gallerie che hanno aderito a questo grande omaggio e che ospitano la mostra sono la galleria Primo Marella a Lugano, la galleria Mazzoleni a Torino e la galleria Rolando Anselmi a Berlino e nella nuova sede romana.

L’evento è stato curato da Daniela Ferreira, che collega le quattro città grazie al filo delle grandi opere di Pittura Analitica di Cotani. 

 

L’immagine guida della mostra Voleva capovolgere il cielo

Paolo Cotani è stato uno dei protagonisti degli anni ‘70 italiani, quando il fervore artistico della Pittura Analitica ha marchiato l’intero decennio. Il suo mercato in asta riflette esattamente quello dell’intera Pittura Analitica e degli altri artisti come Griffa, Aricò e Pinelli, con un calo che dal 2017 ancora non si è ripreso.

(Leggi anche -> Pittura Analitica: bilancio di una riscoperta)

Conferma, inoltre, l’interesse tutto italiano delle sue opere: il suo fatturato in asta viene realizzato per l’89% in Italia, con l’11% distribuito tra Francia, Belgio e Danimarca. Il prezzo medio di aggiudicazione in asta è passato dai 9.000 $ del 2017 ai 2.000 del 2020.

Il 2017 rappresenta, infatti, l’anno del suo ultimo record d’asta e del fatturato più alto della sua intera carriera: con 211.736$ di fatturato in asta, il suo Bende Elastiche + colore (1975) viene aggiudicato a 64 mila dollari da Studio D’Arte Martini (BS).

(Leggi anche -> Mercato Arte Italiana (p.2): tra Pop Art, Cinetica e Analitica)

Paolo Cotani, Bende elastiche+colore, 1975

La produzione artistica più apprezzata dal mercato è ovviamente la pittura, che rappresenta l’80% del suo fatturato. Nello specifico, la serie di Bende è quella che ha raggiunto i risultati più alti in asta, andando a rappresentare circa il 37% del fatturato totale.

(Leggi anche -> Asta Martini: record per Simonetti, Zappettini, Cotani, Stein e Scirpa)

Le opere sono caratterizzate da una fasciatura di bende che avvolge il telaio, lo stringe, costruendo così la superficie dell’opera. 

(Leggi anche -> Cotani e Colombo accendono l’asta Pandolfini)

Molto apprezzate è anche le serie di Fili battuti, dove la presenza del filo che ha segnato la superficie viene richiamato dalla traccia che ha lasciato, realizzando una superficie ferita ma di grande precisione analitica.

 

Paolo Cotani, Omaggio a Giacometti, 1975-6.

Omaggio a Giacometti (1975-6) è l’opera della serie che ha raggiunto l’aggiudicazione più alta: venne venduta da Studio d’Arte Martini (BS), sempre nel 2017, a 17 mila dollari.

In generale, i fili battuti rappresentato il 19% circa del fatturato totale in asta di Cotani. Il 5%, invece, viene figurato dalla serie Passaggi, opere più essenziali, dove il protagonista assoluto è il colore.

Voleva capovolgere il cielo è l’esposizione che potrebbe risollevare il mercato di Paolo Cotani, ma sicuramente si pone come l’omaggio a un grande artista e il punto di partenza nella riscoperta della Pittura Analitica.

Deborah D'Agostino
Deborah D'Agostino
Nata a Milano nel 1995. Laureata in Scienze dei Beni Culturali e studentessa di Arte, Valorizzazione e Mercato a Milano. Da sempre, l’arte è il suo più grande amore e istinto naturale. Appassionata di mercato dell’arte e di aste, negli ultimi anni si dedica ad analisi di mercato di artisti e correnti artistiche diverse. Partecipa attivamente a diversi progetti di collaborazione con artisti emergenti e si dedica a svariate attività culturali.

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