Patrizia Emma Scialpi

Patrizia Emma Scialpi

Patrizia Emma Scialpi

Data di Nascita: 1984

Luogo di Nascita: Taranto

Vive a: Milano

Lavora a: Milano

Formazione: Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

Sito Web: patriziaemmascialpi.blogspot.it

Gallerie: Villa Contemporanea (Monza)

In Breve

La ricerca di Patrizia Emma Scialpi si concentra sulla natura e sulla diversità dei legami e delle relazioni che intercorrono tra gli individui, in rapporto ai differenti contesti ambientali e storici, nel tentativo di instaurare un dialogo chiarificatore con il presente. Lo fa adoperando registri espressivi e media diversi, arricchendo nel contempo la sua indagine di stratificazioni e ancoraggi segnici ricorrenti; attraverso video, installazioni, performance, pittura e interventi site specific. Prende forma così una ricerca trasversale e multiforme, ma coerentemente legata ad un tentativo di ricostruzione di una memoria personale e metastorica, attraverso la ridefinizione del concetto di nostalgia, non intesa come legame emotivo al passato, quanto commiato da una parte del Sé necessario per riconciliarsi con il presente. Il suo percorso è puntellato da una specifica riflessione sul linguaggio visivo attuata trascendendo l’aspetto puramente tecnico per privilegiare quello suggestivo ed emotivo, con una metodica operativa accurata di riappropriazione e riuso di immagini preesistenti. Patrizia Emma Scialpi ha esposto in numerose collettive tra le quali sono da ricordare: Perspectives#1, Bella Center, Center Boulevard, 5, Copenhagen (2013); Perspectives#2, Galerie WAGRAM 47, Parigi (2014); C’è una piccola radice che, se la masticate, vi spuntano le ali immediatamente a cura di Cecilia Guida, MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Lissone in collaborazione con Viafarini DOCVA (2014) e Frammenti d’Italia#3, a cura di Francesca Guerisoli, Palazzo Ducale, Sala Dogana, Genova (2014). La sua prima personale è del 2012: Erdenrest, personale a cura di Alessandro Trabucco, Milano

Opere

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Patrizia Emma Scialpi si prende cura di far riemergere dal caos una serie di immagini alle quali infondere nuova linfa vitale attraverso il proprio gesto pittorico, che non è di annullamento bensì di accentuazione di quegli elementi già impressi in un tempo precedente e rianimati con interventi che richiamano forme vegetali, in una metamorfosi esteriore che nasconde una più profonda riflessione esistenziale, riferita al legame tra la Natura e l’Uomo, tra il passato ormai trascorso e l’azione del presente in corso.

Alessandro Trabucco – critico e curatore