Phillips de Pury: una normale serata all’asta

Nessun brivido e nessun risultato sopra le righe da Phillips de Pury. E la cosa non meraviglia. Almeno per quanto riguarda gli artisti storicizzati. Ma qualcosa di più ci si poteva attendere dagli emergenti, vera specialità per la casa d’aste al 450 di Park Evenue. Invece, l’ultima delle tre evening sale newyorchesi si è conclusa con un totale al di sotto delle aspettative: 43.6  milioni di dollari (buyer’s premium escluso). Pochissimi i lotti milionari e pochi quelli che riportano un risultato degno di nota.  E neanche i Top Lot di Rothko e De Kooning scaldano la sala.

 

Un inizio buono e poi nulla…

 

Nella sale room al 450 di Park Avenue collezionisti, galleristi e giornalisti si accalcano piano piano anche se era girata voce di qualche possibile defezione a causa di condizioni meteo non proprio ottimali. Alla fine, invece, la sala è piena e si riconoscono anche personaggi di primo piano nello Star System dell’arte. In primis il gallerista Tony Shafrazi e il collezionista Don Rubell fondatore nel 1984, assieme alla moglie Mera, della The Rubell Family Collection (RFC) una delle collezioni private più ampie del mondo. Il banditore invita a sedersi, la vendita ha inizio. I lotti in catalogo hanno stime ragionevoli e “normali” se si confrontano con quelle delle due serate precedenti. I primi tre lotti se ne vanno bene, tutti aggiudicati sopra la stima massima anche se di poco. Poi arrivano il Coca Cola Vase di Ai Wei Wei, che centra le aspettative, e l’Untitled (Flat) di Alex Israel che invece le manca clamorosamente. La stima in catalogo è di 300-500 mila, il martello batte a 280 mila dollari. E’ il primo delle nuove star del mercato a presentarsi in sala e le cose non cominciano benissimo. Anche il primo Untitled di Rudolf Stingel non va al massimo: 650 mila dollari contro un’attesa minima di 700 mila.

 

Rudolf Stingel, Untitled, 2007. Estimate $700,000 - 1,000,000. Venduto a 650.000 (b.p. escluso).

Rudolf Stingel, Untitled, 2007. Est. $700,000 – 1,000,000. Venduto a 650.000 (b.p. escluso).

Ma ecco la carica dei giovani, siamo da Phillips, è una evening sale, e saremmo autorizzati ad attenderci in un po’ di brividi e invece… nulla. Auerbach, Guyton, Mehretu passano senza lasciare il segno. Tutte aggiudicazioni nelle aspettative. Come dire: bravi le avete azzeccate, ma non un centesimo di più. Anche il secondo Stingel, un bel Untitled del 2013 (Lotto 12) che rappresenta un secondo e più radicale stadio dei quei Carpet Paint che lo hanno portato al successo. Un lavoro in cui Rudolf  Stingel mette in discussione la natura stessa dell’essere oggi un pittore. Il martello batte a 880 mila dollari. Poi una serie di aggiudicazioni sotto misura.

Rudolf Stingel,  Untitled, 2013

Rudolf Stingel, Untitled, 2013.

 

Solo Stella e Sturtevant esaltano la sala

 

L’asta scorre un po’ noiosa dal lotto13 al 48, che chiude la vendita, 8 restano invenduti e 10 vengono aggiudicati al di sotto della stima minima. Tra questi Hour di Robert Rymann uno dei lotti di punta e anche Untitled XVIII,  opera del 1984 De Kooning rischia di fare la stessa fine e solo in extremis supera la stima minima raggiungendo quota 4.2 milioni di dollari.  Discorso analogo per l’Untitled di Rothko che si ferma a 3.4 milioni contro una stima in catalogo di 3-5 milioni. E anche quando si supera la stima massima è solo di poco. Alla fine sono solo due i lotti che sembrano suscitare un reale interesse tra il pubblico. Il primo è Concentric Square di Frank Stella, un lavoro del 1966 in catalogo con una stima che va da 1.2 a 1.8 milioni. Si tratta di un lavoro che incarna a pieno il minimalismo e l’astrattismo post pittorico che l’artista sta sperimentando in quegli anni. In Concentric Square l’approccio radicale alla composizione viene eseguito con sorprendente precisione. L’opera proviene da una collezione privata di Boston e per tutta la durata dell’asta campeggia in bella evidenza dietro le spalle del banditore e quando è il suo momento i collezionisti si scatenano. Le puntate si susseguono velocissime fino quasi a doppiare la stima massima. Il martello batte, infatti, a 3.4 milioni di dollari.

Frank Stella, Concentric Square, 1966.

Frank Stella, Concentric Square, 1966.

20 lotti dopo tocca a Stella Tomlinson Court Park (First Version) (Study), lavoro del 1990 Elaine Sturtevant che, come visto la sera prima da Christie’s sta vivendo un momento di mercato decisamente felice (per quanto inspiegabile). Offerta con una stima tra i 100 e i 150 mila dollari, quest’opera viene aggiudicata alla bellezza di 460 mila dollari dopo una bella lotta tra bidder. Il resto, come si dice è noia. Arriva un altro manipolo di giovani che fallisce completamente l’obiettivo. Invenduta la Smith, sotto la stima minima Murillo e giusto nelle attese Ostrowski.  E proprio l’andamento di questi emergenti mi sembra il dato più significativo della serata perché sembra confermare un almeno parziale cambio di rotta tra il collezionismo di fascia alta che, probabilmente, inizia a stancarsi di tutte queste young bubbles.