Prepariamoci ad ArteFiera 2019 & CO.

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Simone Mussat Sartor, Legs (particolare), 2008-18, digital photography,cm 26,5x26,5_courtesy Alberto Peola Gallery

Non vi nascondo una certa curiosità per la prossima edizione di ArteFiera, che aprirà a Bologna il 1° febbraio. Dopo due edizioni decisamente brutte, questa dovrebbe essere quella dell’effettivo rilancio. Missione ardua messa in mano, come ormai sapete, a Simone Menegoi il quale, mi pare, l’abbia affrontata decisamente di petto. Senza nascondersi dietro a vaghe promesse di qualità e selezione, ma lanciando una sfida aperta agli stessi partecipanti, introducendo un criterio inedito di partecipazione: le gallerie sono state invitate, infatti, a presentare una scelta ristretta di artisti e sono stati anche incentivate a creare uno stand monografico.

Una scelta forte, quella di Menegoi, che, se presa seriamente, potrebbe davvero rilanciare la fiera bolognese, rafforzandone l’identità e facendola tornare a quel ruolo di primo piano che storicamente le spetterebbe. Non dobbiamo dimenticare, poi, che oggi le fiere sono uno dei principali canali di informazione per i collezionisti. E avere davanti agli occhi stand più selettivi e monografici mi pare decisamente più utile che non una vasta e disarmante quadreria di scarsa qualità. Adesso non ci resta che attendere questa settimana che ci separa dall’inaugurazione per vedere se la ricetta ha funzionato o meno. Nell’attesa, preparariamoci alla visita bolognese dando uno sguardo, oltre che ad ArteFiera 2019, anche a quello che succederà in città già a partire da domani, venerdì 25 gennaio.

 

ArteFiera riparte da approfondimento e specializzazione

 

Non più di tre artisti per gli stand piccoli e medi, fino a 64 mq. E un massimo di sei per gli stand più grandi. Quelli, per intendersi, che partono da 72mq di superficie. Il tutto con l’intento di privilegiare l’approfondimento e la specializzazione, incoraggiando i galleristi a presentare progetti ambiziosi e dal taglio curatoriale.

Il disegno di Simone Menegoi è limpido e non lascia spazio a grandi interpretazioni. E questo ci fa ben sperare anche perché, da quanto dicono, la risposta degli espositori è stata pienamente positiva, a cominciare dal fatto che circa un terzo delle gallerie partecipanti – una cinquantina – presenteranno degli stand monografici, che spaziano dal Moderno agli artisti emergenti.

TULIO PINTO, CUMPLICIDADE #16, BLOWN GLASS AND STEEL BEAMS, 2018, ATCHUGARRY

TULIO PINTO, CUMPLICIDADE #16, BLOWN GLASS AND STEEL BEAMS, 2018, ATCHUGARRY

Due le sezioni in cui si articolerà ArteFiera 2019Main Section e Fotografia e Immagini in movimento. La prima spazia dal Moderno e dall’arte postbellica, fino al contemporaneo di ricerca. Mentre la sezione di fotografia, aperta al video e completamente rinnovata nei contenuti, è affidata alla direzione artistica di Fantom, piattaforma curatoriale nata tra Milano e New York nel 2009, rappresentata da Selva Barni, Ilaria Speri, Massimo Torrigiani e Francesco Zanot.

Filo conduttore di questa seconda sezione è lo sguardo trasversale con cui sono esplorati i principali mezzi di riproduzione della realtà: le pratiche fotografiche e video sono presentate senza limiti di genere, tecnica e contenuto, privilegiando il loro dialogo con altre discipline artistiche. Un progetto curatoriale, quello messo a punto da Fantom, che nasce con l’ambizione di offrire una panoramica delle migliori proposte delle gallerie italiane, con particolare attenzione alle produzioni di artisti emergenti, sia che considerino la fotografia e il video come medium, sia che la prendano come soggetto da approfondire e investigare.

LJUBODRAG ANDRIC, STAMPA SU CARTA FOTOGRAFICA, 2015, SCOGNAMIGLIO

LJUBODRAG ANDRIC, PALM SPRINGS 1, STAMPA SU CARTA FOTOGRAFICA, 2015, SCOGNAMIGLIO

Arricchiscono il quadro di ArteFiera 2019, oltre ai vari premi in programma, 5 grandi progetti voluti espressamente da Simone Menegoi. Il primo, nel padiglione 26, mette in mostra le gemme artistiche del territorio: la mostra Solo figura e sfondo, a cura di Davide Ferri, riunisce per la prima volta opere dalle collezioni istituzionali, pubbliche e private, di Bologna e della Regione Emilia-Romagna. Si tratta del primo episodio di un ciclo che prenderà il titolo complessivo di Courtesy Emilia-Romagna.

Il secondo, Oplà. Performing activities a cura di Silvia Fanti, è un programma di azioni che si svolgono in fiera, ai suoi margini e nella città, e comprende lavori di artisti italiani dal profilo internazionale: Alex Cecchetti, Cristian Chironi, Cesare Pietroiusti e Nico Vascellari. Il terzo progetto è dedicato al ruolo formativo dell’arte per i ragazzi: per la prima volta saranno allestiti ad Arte Fiera i laboratori didattici micro//macro legati al tema “Arte e Scienza” della Fondazione Golinelli.

NAZZARENA POLI MARAMOTTI, DOPO LA TEMPESTA, TECNICA MISTA SU TELA, 2017, A+B

NAZZARENA POLI MARAMOTTI, DOPO LA TEMPESTA, TECNICA MISTA SU TELA, 2017, A+B

Il quarto progetto è un programma di talk affidato alla rivista Flash Art. Le conversazioni si concentreranno sull’arte in Italia oggi, sui suoi legami con il passato, sulle sue prospettive per il futuro. Il quinto progetto, infine, è il primo ad accogliere i visitatori. L’area di ingresso, il Centro Servizi, ospiterà Hic et Nunc, una lounge creata dall’artista Flavio Favelli e dedicata a tutto il pubblico di Arte Fiera.

 

L’arte invade la città con ArtCity 2019

 

Uno special project e 17 main project curatoriali e site specific che consentono di esplorare alcune delle ricerche artistiche più interessanti in ambito nazionale e internazionale. Oltre a 100 proposte di tutte le più importanti istituzioni e realtà attive in città. Sono questi i numeri della settima edizione di ART CITY Bologna, vero e proprio festival del contemporaneo con un programma unico in cui, a partire dal 25 gennaio, si susseguono senza interruzioni eventi, inaugurazioni, performance, incontri e iniziative speciali. Anche se le date ufficiali di ART CITY sarebbero dal 1 al 3 febbraio 2019 con l’ormai tradizionale ART CITY White Night, con aperture straordinarie fino a mezzanotte, fissata per sabato 2 febbraio.

Goran Trbuljak. Before and After Retrospective, Photo credit: Adam Reich

Goran Trbuljak. Before and After Retrospective, Photo credit: Adam Reich

Il programma completo di quest’anno lo trovate, come sempre, sul sito www.artcity.bologna.it. Impossibile vedere tutto, ovvimanete, ma ci sono alcuni eventi che, a nostro avviso, non dovreste proprio perdere.  Iniziamo dai main project 2019: Goran Trbuljak. Before and After Retrospective, in programma dal 26 genanio negli spazi di Villa delle Rose. Trbuljak, artista croato, attivo dalla fine degli anni Sessanta nell’ambito dell’arte concettuale e della cosiddetta New Art Practice, si è dedicato fin dall’inizio alla ricerca di mezzi alternativi di produzione e rappresentazione dell’opera d’arte, interrogando e mettendo radicalmente in discussione il sistema dell’arte, le pratiche museali e le dinamiche del mercato. La mostra, che arriva dal Centre d’Art Contemporain Genève in una versione fortemente rivista per gli spazi di Villa delle Rose, propone opere degli ultimi 50 anni, comprendenti dipinti, frottage, monocromi, fotografie, film, libri e documentazioni delle azioni performative di Trbuljak.

THOMAS STRUTH, HIGH HARMONIC GENERATION SPECTROMETER INKJET PRINT, 2009, MONICA DE CARDENAS

THOMAS STRUTH, HIGH HARMONIC GENERATION SPECTROMETER INKJET PRINT, 2009, MONICA DE CARDENAS

E dal 2 febbraio, alla Fondazione MAST sarà visitabile la mostra Thomas Struth: Nature & Politics, dedicata ad uno dei più grandi fotografi del mondo, celebre per le sue fotografie di vedute urbane, i ritratti individuali e di famiglia, le immagini di grande formato scattate nei musei e le fotografie della serie Paradise. Negli ultimi anni, invece, ha affrontato e illustrato un tema nuovo: la scienza e la tecnologia. E proprio a questa produzione più recente è dedicata la mostra bolognese.

Florian Hecker

Florian Hecker

Sempre per quanto riguarda i main project si segnala poi l’esecuzione in prima assoluta di live electronics per 9 canali dell’artista tedesco Florian Hecke. SynAsTex Korrektur è la composizione più recente di Hecker, uno dei massimi esponenti della computational music contemporanea. La Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Bologna ospita la messa in opera di questo nuovo “teatro della percezione” (31 gennaio e 1° febbraio) dando vita al dialogo tra l’architettura severa del razionalismo italiano – che enfatizza l’equilibrio tra slancio verticale e solidità strutturale – e la musica elettronica dell’artista tedesco – che dall’immaterialità numerica riesce a far emergere delle vere e proprie presenze oggettuali.

Matteo Fato, Il Piano del Cavaliere, ossia, Stare a Cavaliere nella Notte, 2018 olio su lino, 40 x 30 + 25 x 30 cm, cassa da trasporto in multistrato. Veduta dell’installazione Straperetana 2018. Foto di Gino Di Paolo. Courtesy l’artista e Galleria Monitor, Roma - Lisbona

Matteo Fato, Il Piano del Cavaliere, ossia, Stare a Cavaliere nella Notte, 2018. Olio su lino, 40 x 30 + 25 x 30 cm, cassa da trasporto in multistrato. Veduta dell’installazione Straperetana 2018. Foto di Gino Di Paolo. Courtesy l’artista e Galleria Monitor, Roma – Lisbona

Tra le mostre che compongono il programma della White Night del 2 febbraio, invece, mi piace segnalarvi: Cosimo Veneziano. Out of the Aeons, presso la Biblioteca Salaborsa in Piazza Nettuno 3; PANORAMA. Approdi e derive del paesaggio in Italia alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in via delle Donzelle 3; Matteo Fato. Stare a Cavaliere durante il giorno e nella notte, negli spazi della Direzione Generale Banca di Bologna in Piazza Galvani 4; Luigi Ghirri. Interno italiano, da Jacobacci & Partners alla Galleria del Leone 2; Da Picasso a Fontana. Mezzo secolo di sguardi d’artista nelle opere della collezione di Sandro Cherchi alla Collezione Lercaro di via Riva di Reno 57.

Completano il tutto, le edizioni 2019 di SetUp Art Fair – rivoluzionaria fiera d’arte contemporanea unica a livello nazionale e internazionale, che torna anche quest’anno con la sua settima edizione a Palazzo Pallavicini -, e di Fruit Exhibition, il market internazionale dell’editoria d’arte indipendente che raccoglie le più interessanti pubblicazioni cartacee e digitali che includono libri d’artista, cataloghi, progetti grafici, riviste, cartotecnica e zine. Quest’anno Fruit, peraltro, si terrà per la prima volta a Palazzo Isolani.

 

Dall’Art Breakfast alla Torre dell’Arte: le occasioni che non ti aspetti

 

Infine, tra gli eventi che animeranno la scena bolognese la prossima settimana ci piace, poi, segnalarvi due iniziative molto originali. La prima è messa in piedi dalle gallerie del Distretto Manifattura delle Arti di via Azzo Gardino che, nel  week-end di Arte Fiera (1-2 febbraio), saranno aperte dalle 9 alle 12 per uno sfizioso ART BREAKFAST: una colazione in galleria, con visita esclusiva alle mostre: CAR DRDE, che ospita Nirvana, la nuova personale di David Casini;  P420, che ospita la collettiva di Adrian Buschmann, George Rouy, Peter Shear, Sofia Silva e Tamina Amadya; e GALLLERIAPIU’ che presenta Stressed, blessed and coffee obsessed, primo solo show italiano dell’artista messicana Débora Delmar.

Una delle nuove sculture di David Casini, in mostra da CAR DRDE con Nirvana

Una delle nuove sculture di David Casini, in mostra da CAR DRDE con Nirvana

La seconda invece è a cura della MLB Gallery di Ferrara: La torre dell’arte. Sette artisti, uno per ogni piano, della Torre Prendiparte, una delle venti torri che rimangono dal periodo di massimo splendore della città, la seconda più alta di Bologna. Le opere degli artisti saranno allestite ad hoc armonizzandosi con gli spazi della torre, compreso l’accogliente salotto arredato in stile classico, la camera da letto soppalcata, la cucina, l’ex carcere in cui è ancora possibile vedere i graffiti lasciati dai prigionieri sugli antichi muri. Il titolo dell’esposizione è “de-sidera”, dal latino “sete di le stelle”.

Jacopo Valentini, Vismontium parmigiano, 2017

Jacopo Valentini, Vismontium parmigiano, 2017

I primi piani saranno dedicati alla fotografia d’arte con opere inedite e intimistiche di Anna Di Prospero, Silvia Camporesi e Jacopo Valentini, poi salendo si incontreranno i lavori concettuali di Maurizio Camerani, le installazioni dei giovanissimi Francesco Pozzato e Fabio Ranzolin, per arrivare infine a un’urna sospesa a un filo che sarà possibile contemplare per una meditazione solitaria: un’opera intensamente metafisica di Ketty Tagliatti.

 

5 Commenti

  • Sabrina Veronese ha detto:

    Buongiorno, leggendo l’articolo mi è sorta spontanea una considerazione e/o domanda, e cioè, se “scremando” in questo modo vengano comunque “privilegiati” ad esporre gli artisti che riescono ad investire di più in termini economici, considerato il costo di uno spazio più ampio.

  • Roberto Brunelli Roberto Brunelli ha detto:

    Aggiungo gli appuntamenti di ABABO Art City 2019. L’Accademia propone un ricco programma di eventi sotto il segno della fotografia e dei diritti umani. Il primo appuntamento avrà luogo oggi in Aula Magna alle H 17.30 con Incontri I Presentazione del volume “So near, so far” di Paolo Simonazzi, per proseguire poi, mercoledì 30 gennaio con Incontri I Ascesa, discesa, riscoperta, appuntamento dedicato alle dinamiche che influenzano il percorso di un artista. Venerdì 1 febbraio, in Aula Magna si svolgerà un’intera giornata di studi dedicata al restauro delle immagini fotografiche con il convegno Il restauro della fotografia dagli anni ’50 al contemporaneo, mentre a Porta San Donato verrà realizzato il progetto Performance I Made in train di Victor Fotso Nyie, vincitore di Plutôt la vie…plutôt la ville – Premio Roberto Daolio per l’arte pubblica per l’anno 2017. La giornata di sabato 2 febbraio ci porterà in centro città e in periferia grazie all’installazione diffusa nata dalla Mostra | Segni di Resistenza. Sarà poi l’inaugurazione di Mostre | Do ut do, la Biennale itinerante dell’arte dedicata quest’anno ai maestri della fotografia, l’ultimo incontro in Aula Magna prima dell’ ABABO WHITE NIGHT in cui le porte dell’Accademia saranno aperte dalle ore 21 a notte fonda con performance, installazioni e mostre dei lavori degli studenti.

  • marco meneguzzo ha detto:

    quets’anno passo………..attenderò la sua recensione

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