Present, Future… Artissima (part. 2)

Proseguiamo il nostro viaggio attraverso i 20 talenti emergenti che, dal 7 novembre prossimo, saranno protagonisti dell’area Present Future di Artissima 2014. Tra di loro, lo ricordiamo, sarà individuato il vincitore del 14° Premio Illy Present Future, assegnato annualmente all’artista considerato più interessante da una giuria di prestigiosi curatori iternazionali che quest’anno è composta da: Lorenzo Benedetti, Gianni Jetzer e Beatrice Merz. Al vincitore verrà data la possibilità, in occasione della prossima edizione di Artissima, di una mostra personale al Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli.

 

APPARATUS 22 > KILOBASE BUCHAREST (Bucharest)

 

Apparatus 22 è un collettivo multidisciplinare di arte & design nato nell’inverno del 2011 dai suoi attuali membri: Erika Olea (n. 1982), Maria Farcas (n. 1977), Dragos Olea (n. 1979) e da Ioana Nemes (1979-2011). Presentato ad Artissima 2014 da Kilobase Bucharest – galleria fittizia “sognata” da Dragos Olea e da Nemes – Apparatus 22 lavora con le idee e le azioni che “incendieranno” il potenziale critico dell’abbigliamento e della moda, mondo da cui i componenti del collettivo provengono e di cui forzano i confini, spostando il loro punto di vista e lavorando, appunto, nel campo dell’arte con progetti in cui realtà e finzione si mescolano e in cui adottano un approccio narrativo critico che nasce da un mix di progettazione, sociologia, letteratura e economia. Nello stand di Artissima, il collettivo rumeno porterà varie opere installazione al neon, dipinti, installazioni sonore e un “servizio di lavoro a sorpresa” –  che rappresentano delle concettualizzazioni multidimensionali sulle relazioni intricate tra la moda loro principale tema di ricerca e di riflessione l’economia, la politica, la religione, la guerra, ecc . Filtrando entrambe le realtà, critiche e poetiche, le opere di Apparatus 22 superano i confini netti tra la realtà finzione, visibile invisibile etc. Ad esempio, l’opera AS GOOD AS GOLD (triptych)  fa parte di una serie di lavori che creano una tensione giocando sulla ambivalenza delle parole utilizzate sia in ambito sacro e sia consumistico.
AS GOOD AS GOLD (triptych) è anche parte di una grande installazione che guarda, da diversi punti di vista, l’arbitrarietà della decisione di prendere l’oro come misura per un’economia delle identità e delle differenze all’interno della quale circolano il potere e il desiderio. Può la perfezione intrinseca dell’oro e la sua infinita capacità di rappresentazione essere imitata da qualcosa di meno (o di più) dell’oro? In un gesto di distruzione positiva, Apparatus 22 si chiede se, quando diverremo improvvisamente consapevoli dell’aribitrarietà dei valori percepiti, avremo la capacità di mantenerli sullo stesso piano.

 

Apparatus 22, AS GOOD AS GOLD (triptych ), 2014. Painting installation: hemp fabric, iron wire, leather strings, fluorescent paint, acrylic paint, glitter, UV lamps. 250cm X 185 cm. Courtesy the artists, KILOBASE BUCHAREST.

Apparatus 22, AS GOOD AS GOLD (triptych ), 2014. Painting installation: hemp fabric, iron wire, leather strings, fluorescent paint, acrylic paint, glitter, UV lamps. 250cm X 185 cm. Courtesy the artists, KILOBASE BUCHAREST.

 

ROBIN CAMERON > ROOM EAST (New York)

 

Cresciuta come autrice di libri d’artista, ispirata dall’opera di Sol LeWitt, Lawrence Weiner e Ed Ruscha, la canadese Robin Cameron (n. 1982) è la proposta per Artissima 2014 della galleria newyorkese Room East. Alcuni suoi lavori fanno già parte della collezione della Biblioteca del MoMa. Recentemente ha ampliato la gamma dei medium artistici utilizzati per realizzare le sue opere, che si legano alla nozione di romanticismo concettuale,  nel senso che, secondo la Cameron,  l’arte concettuale, come ogni oggetto, può essere portatrice di emozioni. Un’impostazione che nasce dalla convinzione della Cameron che le opere possano combinare bellezza e idee anche se, tradizionalmente, l’arte concettuale trascura l’aspetto estetico a favore delle seconde. I suoi lavori traggono ispirazione da fonti molteplici: dai racconti di Lydia Davis, dall’alfabeto, dai film di Jean Pierre Leaud, dal design di una libreria come da Jaques Lacan.

ROBIN CAMERON B was a painter and kept a bunch of objects around the house that she could eventually paint. 2014 photogram on paper 10 x 8 inches

ROBIN CAMERON, B was a painter and kept a bunch of objects around the house that she could eventually paint, 2014. photogram on paper. 10 x 8 inches. (IMMAGINE DI REPERTORIO).

 

JUAN CAPISTRAN > CURRO Y PONCHO (Guadalajara)

 

Nato a Guadalajara nel 1976 e oggi residente a Los Angeles, Juan Capistran è un artista multimediale che considera la sua pratica artistica come una  sorta di “contrabbando” visivo. Ispirato dalla pratica dei Bootleg, la registrazione e distribuzione illecita di musica, Capistran prende opere d’arte canoniche e le trasforma attraverso riferimenti letterari e musicali. Molti dei suoi lavori – come quelli proposti dalla galleria messicana Curro Y Poncho ad Artissima 2014 – traggono ispirazione dall’attivismo nero più radicale e dalla tenace determinazione di figure mitologiche. Nascono in questo modo opere d’arte che operano un parallelo tra le eperienze dei neri e dei latini, elaborate in con un’estetica che rimanda a quella dei lavori di importanti artisti minimalisti e concettuali.

Juan Capistran, Violent Hierarchy... too much money, too much time, 2014. Blood, sweat and tears on canvas 46.35 x 62.2  cm (18.25”x24.5”). Courtesy of: The artist and Curro & Poncho.

Juan Capistran, Violent Hierarchy… too much money, too much time, 2014.
Blood, sweat and tears on canvas. 46.35 x 62.2 cm (18.25”x24.5”). Courtesy of: The artist and Curro & Poncho.

 

ALEX DA CORTE > JOE SHEFTEL (New York)

 

Per la sua partecipazione ad Artissima 2014, sezione Present Future, il gallerista newyorkese Joe Sheftel ha scelto il lavoro di Alex Da Corte (n. 1981). Nel suo lavoro Da Corte utilizza vari media (video, installazione e pittura) e la sua ricerca artistica disturba e diffonde il concetto di paternità mentre, contemporaneamente, ne segue le reti. Le sculture di Da Corte sono realizzate con oggetti trovati – spesso prodotti a basso costo modificati dall’artista – e nascono dall’idea che noi, come cultura, consumiamo e gettiamo via. Gli oggetti di consumo utilizzati da Da Conte sono spesso molto comuni, ma  contengono in sé una “promessa di fuga” legata all’odore, al colore o alla consisentenza.

Alex Da Corte, Untitled (Milk for Honey or Tar), (in collaboration with Charlie Engman), 2014. Anodized metal frames, pigment print Edition of 5 43.5 x 30 inches

Alex Da Corte, Untitled (Milk for Honey or Tar), (in collaboration with Charlie Engman), 2014. Anodized metal frames, pigment print. Edition of 5. 43.5 x 30 inches

 

ROCHELLE GOLDBERG > FEDERICO VAVASSORI (Milano)

 

Mentre i suoi lavori si ispirano a riferimenti di storia della filosofia o dell’arte, la loro forza risiede nella fisicità e nella lavorazione. Si tratta della produzione artistica di Rochelle Goldberg (n. 1984), artista canadese a cui è dedicato il progetto per Present Future del gallerista milanese Federico Vavassori. La Goldberg , per le sue opere, utilizza spesso materiali ricchi di valori simbolici che permettono una giocosità che proviene sia da un coinvolgimento fisico quasi ossessivo che da una riflessione studiata.

Rochelle Goldberg, Dead-end, Infinite, 2011. Paper, house paint, steel, concrete, plywood, latex, aluminum foil 109 x 30 x 30 inches unique work  (IMMAGINE DI REPERTORIO)

Rochelle Goldberg, Dead-end, Infinite, 2011. Paper, house paint, steel, concrete, plywood, latex, aluminum foil. 109 x 30 x 30 inches. unique work (IMMAGINE DI REPERTORIO)

 

HE AN > TANG CONTEMPORARY (Bangkok; Beijing)

 

He An (n. 1971) è il talento emergente che la galleria Tang Contemporary porterà all’Oval del Lingotto. Originario di Wuhan, nella provincia di Hubei, He An fa parte di una generazione emergente di artisti, tutti nati dopo la Rivoluzione culturale cinese, che sta lavorando nel bel mezzo di un’enorme espansione industriale. Il suo lavoro si occupa, in gran parte, dell’atmosfera fisica e psicologica delle città cinesi in espansione focalizzando la sua attnzione, in particolare, sulle insegne, le luci e il linguaggio che popolano l’ambiente edificato. Nel 2000 ha iniziato a incorporare nella sua arte dei personaggi raelizzati con neon light-box e ripresi dalla segnaletica onnipresente in città in rapida crescita come Shenzhen e Wuhan.

He An, I Am Curious Yellow, I Am Curious Blu, 2011. Installation, dimension variable

He An, I Am Curious Yellow, I Am Curious Blu, 2011. Installation, dimension variable (IMMAGINE DI REPERTORIO)

 

DAWN KASPER > DAVID LEWIS (New York)

 

Senza uno studio permanente dal 2008, Dawn Kasper (n. 1977) ha sviluppato quello che lei chiama il suo Nomadic Studio Practice Experiment: quando viene invitata a partecipare ad una mostra, usa la galleria o lo spazio come studio. Presentata ad Artissima dal gallerista americano David Lewis (New York), la Kasper nel suo lavoro performativo – rifacendosi alla tradizione di artisti come da Chris Burden, Paul McCarthy, Mike Kelley, Gina Pane, Marina Abramovic o Jason Rhoades – ricorda al pubblico che l’arte, per essere veramente trasformativa, deve esporre a rischi reali. Nelle sue performace la Kasper afferma la propria presenza fisica con un’urgenza che smentisce la sua preoccupazione di fondo per l’assenza, la morte e l’incertezza. E proprio la possibilità produttiva della mancanza e della perdita è al centro della serie On the Exposure of Process: A Nomadic Studio Practice Experiment, che ha avuto inizio nel 2008, quando la perdita del posto di lavoro l’ha costretta a rinunciare al suo studio, e tutt’ora in corso.

Dawn Kasper, & sun & or THE SHAPE OF TIME, 2014. Installation View.

Dawn Kasper, & sun & or THE SHAPE OF TIME, 2014. Installation View. (IMMAGINE DI REPERTORIO)

 

LIU SHIYUAN > ANDERSEN’S (Copenhagen)

 

La galleria Danese Andersen’s presenta, a Present Future, il lavoro della giovanissima artista cinese Liu Shiyuan (n. 1985). Artista multimediale, lavora oggi principalmente con la fotografia e il video. La sua ricerca artistica, recentemente, si è focalizzata sulla bellezza e i valori dei sentimenti. E’ incuriosita da come gli spettatori possono interpretare la sua opera e dalle connessioni concettuali e psicologiche che ciascuno di noi crea basandosi sulla propria esperienza. Negli anni la sua pratica artista si è evoluta, dal porre tecnicamente dei confini ad esprimere il concetto di confine in modo simbolico, attraverso la sua immaginazione e una serie di associazioni e connessioni. In una prospettiva più ampia, le opere di Liu Shiyuan ci parlano anche del rapporto comico, e spesso frainteso, tra la tecnologia e i fenomeni della vita reale. Ad Artissima saranno esposte alcune delle sue ultime stampe: nature morte realizzate con collage di immagini trovate sul web e una selezione di pagine di diario.

Shiyuan Liu, as yet untitled, 2014. Archival inkjet pigment print print size : 50 x 33 cm sheet : 55 x 45 cm Edition of 5; 1AP ed. 1/5 (ACG 02388.1)

Shiyuan Liu, as yet untitled, 2014. Archival inkjet pigment print. Print size : 50 x 33 cm. Sheet : 55 x 45 cm Edition of 5; 1AP, ed. 1/5. (ACG 02388.1)

 

RACHEL ROSE > HIGHT ART (Paris)

 

Nata a New York nel 1986 Rachel Rose è il talento emergente proposto dalla galleria High Art di Parigi. Il lavoro di questa giovane artista americana usa la connessione del linguaggio e della tecnologia per creare narrazioni avvincenti e dense che esplorano il rapporto instabile tra informazione e immagini. Per il  video Sitting, Feeding, Sleeping (2013) – una delle opere che saranno presenti ad Artissima 2014 -, ad esempio, la Rose ha fatto vari viaggi di ricerca per avvicinarsi a soggetti che erano quasi umani, o quasi morti, come i supertecnologici robot controllati da intelligenza artificiale, cadaveri congelati criogenicamente e gli animali dello zoo. Il risultato è un video-saggio in cui le parole pronunciate, le immagini e la scrittura si fondono e convergono, attraverso tempi diversi, per formare un mondo ibrido.

Rachel Rose, Sitting, Feeding, Sleeping, 2013.  HD Video. Variable dimensions Courtesy of High Art.

Rachel Rose, Sitting, Feeding, Sleeping, 2013. HD Video. Variable dimensions
Courtesy of High Art.

 

JORGE SATORRE > LABOR (Mexico City)

 

La pratica artistica di Jorge Satorre (n. 1979) – artista proposto dalla galleria messicana Labor – è spesso determinata dalle richieste di un contesto specifico. Metodologicamente e concettualmente, Satorre focalizza l’attenzione sull’idea di un’inversione di scala che trae origine dal suo costante interesse nella microstoria italiana e nel suo impegno nella produzione di soggettività che scaturisce dalle relazioni sviluppate anziché da una conoscenza specifica. I suoi lavori sono solitamente esercizi di antropologia amatoriale, riflessiva, in cui l’esperienza personale media il processo di ricerca e formalizzazione, richiedendo un preciso lavoro manuale o un altro tipo di azione ripetitiva e a volte apparentemente gratuita. Le opere esposte a Present Future esemplificano questa metodologia e incorporano la sua critica alla figura dell’artista come antropologo. E’ il caso, ad esempio, di Emic Etic? (bones) del 2013, realizzato poco prima la sua residenza in Nuova Zelanda. Si tratta di una lavoro incentrato sul cambiamento di scala in cui le ossa riproducono il progressivo rimpicciolimento – attraverso la contrazione naturale dell’argilla cotta in forno – dell’aquila di Haas, una specie della Nuova Zelanda che si è estinta dopo la scomparsa delle sue prede.

Jorge Satorre Emic Etic? (bones) 2013 64 pieces of clay Variable dimensions

Jorge Satorre, Emic Etic? (bones), 2013. 64 pieces of clay. Variable dimensions

 

XINGUANG YANG > BOERS-LI (Beijing)

 

Yang Xinguang, nato nella provincia di Hunan nel 1980, si è laureato presso l’accademia di scultura dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. Attraverso la sua partecipazione ad una serie di mostre collettive in tutta la Cina, si è guadagnato una reputazione come uno dei più forti esempi della rinascita del senso scultoreo tra le giovani generazioni di artisti cinesi. Su di lui punta la galleria pechinese Boers-Li dedicandogli il progetto monografico di Present Future. Yang Xinguang occupa un ruolo unico nella dialettica della storia dell’arte contemporanea: fa un passo indietro sia nei confronti del lavoro descrittivo sulla vita quotidiana e che di quello di protesta politica. Al contrario, le sue opere sono introspettive e rimandano sia alla scultura minimalista americana – in termini di rapporto fenomenologico con il corpo dello spettatore – e all’Arte Povera, sul fronte di un’apertura verso il materiale e lo spazio. Le opere di Yang Xinguang spesso hanno il legno, la terra, e la pietra come materie prime. Nonostante la loro natura sia orientata al processo di produzione, l’enfasi rimane comunque sul prodotto finale, finito.

Yang Xinguang, Forest 2, 2011.Plywood Iron Sponge. 85x80x60cm (IMMAGINE DI REPERTORIO)

Yang Xinguang, Forest 2, 2011.Plywood Iron Sponge. 85x80x60cm (IMMAGINE DI REPERTORIO)

 

[box] INFORMAZIONE PER I LETTORI: le immagini indicate nella didascalia come “di repertorio” sono state inserite solo a titolo di esempio e non si riferiscono a lavori che saranno effettivamente in fiera. Tutte le altre, invece, raffigurano opere che troverete nella sezione Present Future di Artissima 2014[/box]