Mostre: prima londinese per Rä di Martino

Rä di Martino. Foto: Caterina Nelli

Rä di Martino. Foto: Caterina Nelli

Authentic News of Invisible Things. E’ questo il titolo della prima personale di Rä di Martino (n. 1975) nel Regno Unito. Da poco passata nella scuderia della Copperfield Gallery – dove dal 20 novembre scorso è allestita la mostra – Rä presenta a Londra il suo ultimo lavoro, dedicato ai Dummy Tanks: i carri armati posticci utilizzati durante la prima guerra mondiale come falsi bersagli. Un lavoro che, ancora una volta, ci porta su quel confine labile che separa, nel cinema come nella vita quotidiana, la realtà dalla fiction e che ci dà, per dirla con Simone Weil, «sotto forma di finzione, qualcosa di equivalente all’attuale densità del reale, quella densità che la vita ci offre ogni giorno ma che siamo incapaci di afferrare perché ci stiamo divertendo con delle bugie». Tra un viaggio a Parigi e impegni londinesi, Rä di Martino ha trovano un attimo per raccontarci questo progetto che segna un momento importante della sua carriera artistica.

Nicola Maggi:Prima personale nel Regno Unito. Un bel traguardo…

Rä di Martino: «Sono contenta, ovviamente, di questa mostra e dell’inizio di questo rapporto di lavoro con una galleria di Londra. Dopotutto io ho studiato a Londra e ci ho vissuto 10 anni, quindi la sento come la mia seconda città».

N.M.: Alla Copperfield Gallery presenti un nuovo progetto dedicato ai Dummy Tanks che hai prodotto a Bolzano. Ce ne parli?

R.d.M.: «In effetti il progetto parte dai Dummy tanks militari, finti carri armati ideati per ingannare i nemici e per far finta di avere ingenti forze militari. Ho lavorato su una serie di foto storiche, principalmente dell’Imperial War Museum di Londra, ma anche di altri archivi internazionali. Tutte con soggetto questi carri armati in legno o in tela, dipinti a mano, e relative sia alla Prima che alla Seconda Guerra Mondiale. Poi ho scoperto che a Bolzano c’è un’importante fabbrica di carri armati dell’Iveco, a pochi chilometri dal centro. Mi ha stupito immaginare una fabbrica, tra le maggiori in Europa, in una città così piccola e ho immaginato l’entrata in città di un carro armato vero e proprio. L’elemento sorpresa era importante, per cui abbiamo chiesto tutti i permessi del caso, ma sottolineando la necessità di non avvisare e di non mettere cartelli che segnalassero  questo passaggio. Mi interessavano le reazioni che un intervento del genere poteva far scattare nella gente. L’uso di carri armati finti in scenari di guerra reali è ancora in voga oggi. Durante la guerra del Golfo un signore di Torino si è arricchito vendendo finti carri armati smontabili in vetro resina. È buffo che nel cinema si usino solo mezzi veri, mentre nelle guerre si ricorra spesso a quelli finti. È stato questo loop tra la realtà e la finzione a convincermi a fare il progetto».

Rä di Martino, Authentic #17, 2014.  carbon pigment print on cotton paper, watercolour. 40 x 30 cm including white border & frame. Courtesy: Copperfield Gallery, Londra.

Rä di Martino, Authentic #17, 2014. Carbon pigment print on cotton paper, watercolour. 40 x 30 cm including white border & frame. Courtesy: Copperfield Gallery, Londra.

N.M.: Immagino non sia stato semplice ottenere il carro armato per girare il video…

R.d.M.: «Quando abbiamo chiesto all’Iveco di Bolzano se era possibile usare un loro mezzo per la performance ci hanno risposto che il Ministero dell’Interno non permette loro di far uscire mezzi non autorizzati, ma poi abbiamo chiesto direttamente al Ministero e la questione è stata risolta: di fatto abbiamo affittato il mezzo direttamente dall’Esercito, e ci hanno assegnato un blindo Centauro che veniva da Codroipo, Udine!».

Rä di Martino, Authentic News of Invisible things, 2014. HD Video 7'. Courtesy: Copperfield Gallery, Londra.

Rä di Martino, Authentic News of Invisible things, 2014. HD Video 7′. Courtesy: Copperfield Gallery, Londra.

N.M.: Nella tua ricerca artistica il cinema ha un ruolo importante. Negli anni ne hai analizzato il linguaggio, i clichè… da dove nasce questo interesse?

R.d.M.: «Dalla necessità di osservare e analizzare tutto ciò che, inevitabilmente, guardiamo costantemente tramite l’infinità di media che ci circondano, partendo dal cinema come emblema. Le immagini, le storie…  Mi è sempre interessato il modo in cui quello che guardiamo diventa parte di noi,  molto più di quanto non ci si renda conto».

N.M.: Come nascono i tuoi progetti? Ci parli un del tuo processo creativo?

R.d.M.: «È difficile dare una definizione per tutti casi. Comunque, di solito comincio a pensare ad uno spunto, ne parlo con persone che potrebbero aver qualcosa da dire sull’argomento, o anche amici; butto giù tutto ciò che mi interessa e faccio passare un po’ di tempo. Se dopo questa pausa l’argomento mi interessa ancora, comincio a pensare a come affrontarlo formalmente e scrivo delle idee più pratiche di possibili lavori. Ma di nuovo passa tempo e, tra l’idea iniziale e il risultato finale, a volte è difficile trovare una chiara connessione, capita che diventi solo un punto di partenza per poi trasformarsi in qualcos’altro».

Rä di Martino, Authentic #7, 2014. Carbon pigment print on cotton paper, walnut inserts and walnut frame. 70 x 50 cm including white border & frame. Courtesy: Copperfield Gallery, Londra.

Rä di Martino, Authentic #7, 2014. Carbon pigment print on cotton paper, walnut inserts and walnut frame. 70 x 50 cm including white border & frame. Courtesy: Copperfield Gallery, Londra.

N.M.: Guardando al futuro. Cosa verrà dopo i Dummy Tanks?

R.d.M.: «C’è un progetto grande in Marocco, che è anche un film e poi si strutturerà su vari piani ma è presto per parlarne. Ho appena finito il progetto di cui abbiamo parlato e lo sto cominciando ad esporre anche in declinazioni diverse, al Museion, alla Copperfield di Londra e anche, ad esempio, alla NCTM di Milano: sono tutte mostre sullo stesso progetto, ma ogni volta diverse. Vedremo per il futuro».