Racconti di un collezionista

Eravamo agli inizi dell’autunno 1977, avevo già incassato il mio primo stipendio, quello vero dopo alcuni anni di precariato. Da qualche tempo frequentavo lo studio di Angelino Balistreri, un pittore locale allora seguito da autorevoli personaggi del sistema dell’arte a livello nazionale. Tra i numerosi quadri che coprivano le pareti di quelle stanze vi era un’opera che mi aveva sempre colpito, addirittura pubblicata in un importante settimanale italiano. Una sera, di ritorno dal lavoro, animato fortemente dal desiderio di avere quell’opera, andai nello studio e, dopo una breve trattativa, tra la sua incredulità e la mia determinazione, riuscii a comperarlo. La cifra per quel tempo era per me importante, ma la gioia di possedere quell’opera era di gran lunga superiore e, poi, potevo vederla ogni giorno a casa mia.

Daniele Tadde

Daniele Taddei

Ecco, questa è la prima opera che acquistai e che, ancora oggi, conservo come una sorta di faro che illumina tutta la mia raccolta e mi guida nelle scelte. Purtroppo l’autore non ha avuto quel percorso che tutti noi, suoi collezionisti, auspicavamo: rimase in provincia, in quel territorio paludoso dove l’arte stenta a muoversi.

Da quel giorno la curiosità verso il mondo dell’arte entrò a far parte della mia vita, non c’erano inaugurazioni di mostre che non mi vedevano presente; iniziavo a conoscere nuovi artisti, nuovi intermediari e ad allacciare rapporti con i collezionisti già maturi che operavano sul mercato da molti anni.

La provincia non offriva la possibilità di incontri e confronti; di gallerie, in un raggio di 100 chilometri, ne esistevano poche e, spesso, offrivano opere dei soliti artisti, se non modaiole.

 

I primi passi…

 

Come succede di solito, gli inizi sono sempre favoriti da conoscenze legate alla sfera personale, ed anche io ho avuto l’opportunità di frequentare un collezionista che comprava arte già dagli anni ’60. Vivendo da vicino questa esperienza, venivo in contatto con le gallerie con cui questo aveva dei rapporti e va di seguito che, dietro i suoi consigli, iniziai a comperare altri lavori con la consapevolezza che le mie entrate provenivano da uno stipendio e che potevo adempiere al pagamento solo in più rate. Certamente queste facilitazioni mi venivano concesse per l’amicizia che mi legava a questa persona.

Ricordo a tal proposito un acquisto davvero sudato presso una galleria di rango, dove, dopo ore di trattativa, riuscii a portare a casa un piccolissimo lavoro di Mario Sironi, un assoluto protagonista del novecento storico che, ancora oggi, gelosamente conservo. All’uscita della galleria ebbi i complimenti del mio amico per la tenacia e la forza con cui avevo condotto la trattativa.

Le opere acquistate privilegiavano la figurazione, un linguaggio forse inizialmente più facile, vista anche l’unicità dell’offerta di quelle gallerie che maggiormente si frequentava.

 

La svolta degli anni Ottanta

 

Con i primi anni ’80, frequentando alcune case d’asta e le fiere d’arte, incominciai ad indagare con più attenzione i vari linguaggi e, come per magia, venni attratto da nuove forme espressive come l’astrazione e l’informale del nostro dopoguerra. All’improvviso, quella ricerca sulla figurazione veniva accantonata lasciando spazio ad altri interessi.

Un'opera di Wladimiro Tulli

Wladimiro Tulli, Senza Titolo, 1964. Olio su tela, 30 x 40 cm.

Con il passare degli anni nascevano nuove amicizie e si intensificavano i rapporti con altri interlocutori; oramai la provincia non aveva più nulla da dare, si visitavano mostre in tutto il territorio nazionale, la presenza nelle case d’aste era continua, venivi sempre più preso dal nuovo: più il campo ti si apriva e maggiori erano gli sforzi per conoscere gli artisti e la loro storia.

Mi viene in mente la mia prima aggiudicazione di un lavoro in asta: un’opera di un maestro del secondo novecento, Orfeo Tamburi. Aveva una base d’asta molto appetibile e le note a corredo erano esaustive per l’autenticità e la provenienza. Quando arrivò il momento del “mio” lotto, venni preso da una forte emozione. Tutto durò poco: dopo due rilanci il banditore mi aggiudicò l’opera, una grande contentezza!

Il dipinto di Orfeo Tamburi, prima aggiudicazione in asta di Daniele Taddei.

Orfeo Tamburi, Parigi, 1967. Olio su tela 30,5 x 41,5 cm. Esposta alla Biennale di Venezia, è stata la prima aggiudicazione in asta di Daniele Taddei.

Tutto diventava sempre più coinvolgente e, man mano che il tempo passava, avevi l’opportunità di parlare d’arte con molti altri collezionisti anche se, spesso, risultavi indifeso per le capacità di spesa che in arte non sono mai di secondo piano. Ma era bello comunque: tu eri lì a confrontarti sulle opere dei maestri storici, su quelli delle avanguardie europee; un vero protagonista della scena.

Le conoscenze e le frequentazioni erano all’ordine del giorno, ma incominciai a suddividere gli attori in campo, cercando di trovare dei veri punti di riferimento, quanto mai indispensabili per affrontare il lungo viaggio dell’arte.

Questo bisogno diventava sempre più pressante, in quanto sentivi spesso episodi non del tutto chiari in termini di compravendita delle opere e proprio in uno di questi casi il mio amico riuscì, grazie all’intervento di un autorevole gallerista, a risanare una situazione compromessa.

 

Il fascino della Carta

 

Continuai ad acquistare dei lavori però, nel frattempo, mi ero orientato su opere cartacee e questo per due ordini di motivi: il primo perché per nostra fortuna (e sfortuna) in Italia le opere su carta costano molto meno che quelle su tela di pari qualità; secondariamente perché la carta mi intrigava come una sorta di primogenitura dell’opera, forse quella vera , pensata ed immediatamente progettata.

Coerentemente con questa mia nuova ricerca, iniziai a modificare la mia raccolta, apportando opere cartacee di buona fattura, illuminato, in questa fase, da un altro autorevole gallerista, sicuramente tra i più riconosciuti sul mercato.

Carla Accardi, "Senza Titolo" pastelli a olio del 1986 misure 28,5 x 38,5

Carla Accardi, Senza Titolo, 1986. Pastelli a olio su carta, 28,5 x 38,5 cm

La carta è un materiale magico e più di ogni altro supporto abbisogna di conoscenza e studio e questo per non cadere in situazioni spiacevoli: ricordo sempre il consiglio che il quadro per prima cosa si deve vedere dal retro e, se questo è chiuso, arrivare sino a togliere la carta perché non è escluso che vi siano delle sorprese!

 

La fase matura

 

Con l’aumentare dell’esperienza, supportata da uno studio attento e approfondito sugli autori di maggior interesse, ti accorgi che la collezione che stai creando necessita di una ulteriore svolta, perché più restringi il raggio d’azione e più il valore aumenta.

Mi spiego meglio. Acquistare dipinti di autori appartenenti al medesimo gruppo o movimento potrebbe essere un valido obiettivo, ma se oltre agli autori viene presa in considerazione la datazione delle opere il discorso cambia, la collezione diventa più pregiata ed esclusiva.

Renzo Vespignani, "Giornali" olio del 1962 misure 69 x 100

Renzo Vespignani, Giornali, 1962. Olio su tela, 69 x 100 cm

Non v’è dubbio che questi processi prevedono un’applicazione di studio non indifferente e più la materia diventa complessa maggiore è la dedizione e l’approfondimento. Proprio in questa direzione, oramai siamo arrivati alla fine degli anni ’90, entra in gioco non più la figura del gallerista, ma quella dell’editore, di uno straordinario personaggio che, dopo anni e anni di duro lavoro, porta a termine una enciclopedia che non solo parla d’arte e di artisti a 360°, ma che suddivide il lavoro per generazioni d’età, un nuovo elemento che attirerà la mia curiosità.

Come stiamo osservando, non è più il linguaggio, il movimento, la datazione, ma addirittura la generazione che ha eseguito i lavori a costituire un altro tassello importante per la costituzione di una collezione sempre più mirata e unica!

 

Il piacere della condivisione

 

Arrivati a questo punto, il collezionista non può tenersi tutto per sé, sente il desiderio ed il piacere di condividere con altri le proprie scelte e, come nel mio caso, inizia a prestare opere per mostre ed eventi, dove la prerogativa essenziale è quella di fare arte, di promuovere arte, di diffondere arte!

Oggi, con tanti sacrifici ma anche con grandissima soddisfazione, posso dire di avere una piccola collezione di opere su carta, incentrata dal dopoguerra agli anni ’50/’60, realizzate in prevalenza da artisti appartenenti alla generazione anni ’20, ovvero nati dal 1920 al 1929, fondatori o partecipanti di movimenti nati dopo il secondo conflitto mondiale.

Mario Rossello, "Presenza" è un olio del 1964 misure 50 x 60

Mario Rossello, Presenza, 1964. Olio su tela, 50 x 60 cm.

In questa mia breve esperienza ho conosciuto tantissime persone, ma solo con alcune di loro ho condiviso e sto condividendo il mio viaggio nell’arte. Con gli anni 2000 la mia ricerca nel reclutare nuove opere si è incentrata sul sistema delle aste sempre più pronto ad offrire un numero ragguardevole di opere dove spesso si incontra l’autore ed il lavoro che cercavi.

Il mio spirito di collezionista continua tutt’ora anche se i tempi sono difficili, perché nel frattempo sono diventato pensionato e le possibilità sono sempre più ridotte, però, in qualche frangente, mi sento milionario perché, anche con grande sacrificio e rinunce, cerco di non farmi sfuggire il lavoro che desidero da tempo.

Il collezionista, però, non deve cedere alle offerte del mercato che, in questi periodi, sono oltremodo numerose: egli deve definire i limiti della propria collezione perché deve essere conscio che non si può avere l’impossibile.

Mi piace concludere questo mio breve racconto con una frase di un autorevole direttore di una prestigiosa galleria internazionale: «Potendoselo permettere, il modo migliore di occuparsi d’arte è acquistarla, viverla con passione e prendersene cura».

16 Commenti

  • Gianna Bucelli ha detto:

    Grazie Daniele per questa bella testimonianza. E’ fantastico sentire quanto l’amore e la passione per l’arte spinga a fare sacrifici pur di poter vivere insieme all’opera desiderata. Purtroppo questo capita sempre più raramente e come artista sono dispiaciuta nel constatare quanto l’interesse per l’arte contemporanea e non solo sia sempre più di nicchia .

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Gianna ti ringrazio per questo intervento. Sono sempre più convinto che l’ARTE non è di nicchia se per nicchia intendi la capacita finanziaria, la nicchia invece sta dentro di noi, nel nostro amore per il bello e … l’ARTE è bellezza!!!!
    Vedi Gianna collezionare non è quello di poter acquistare i grandi nomi o quelli di tendenza, uno può raccogliere le opere che più lo motivano e lo interessano, per questo non esiste un vero identikit del collezionista.
    Sono d’accordo con te che occorre fare di più per avvicinare il collezionista all’artista, ma credo che più parliamo di ARTE e facciamo ARTE come in questa rubrica e maggiori risultano essere le possibilità che i due protagonisti possano incontrarsi.
    Mi piacerebbe vedere i tuoi lavori, ancora grazie Daniele

  • Emanuela Duranti ha detto:

    Ho letto con piacere il tuo racconto, bella la tua passione.

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Emanuela grazie per le belle parole, non solo sono gratificanti ma di buon auspicio affinché la passione rimanga sempre viva. Daniele

  • Susan ha detto:

    Coming from a family of published artists and collectors, even in the
    off kilter translation I received on the internet I appreciate what you
    have said about loving and living with art and “knowing” the artist.
    Thank you to whomever published this interview. I “felt it”…
    susan
    http://www.hanklaventhol.com
    http://www.carllewisdruckman.org
    “Google” STUDIOCLD

  • Gianna Bucelli ha detto:

    Ciao Daniele, x nicchia non intendo la capacità finanziaria ma proprio quello che dici tu, l’amore x il bello. Ho un caro amico che porto spesso ad esempio che anni fa si divise dalla moglie e non potendosi permettere una casa prese in affitto una camera piccola ma al contempo comprò un quadro di cui si era innamorato in una nota galleria e lo pagò a rate mensili x un anno. Ma mi diceva che tutte le volte che si alzava la mattina quel quadro trasmettendogli emozioni gli dava una grande forza per affrontare la giornata. Di questo parlo anch’io……ma purtroppo troppo spesso la bellezza passa inosservata e non solo quella che produce l’arte.
    Questi blog sono molto interessanti, cerchiamo di mantenere vivo l’interesse intorno all’arte e soprattutto ringraziamo Nicola che con la sua professionalità ce ne dà la possibilità.
    Se vuoi vedere qls di me il mio sito è http://www.giannabucelli.it
    A presto
    Gianna

  • gianluca squadroni ha detto:

    Conosco Daniele da diversi anni e ho sempre appezzato la sua competenza e capacita’ di giudizio nel mondo dell’arte, spinto sempre da una grande passione e una costante ricerca di nuove soluzioni artistiche..complimenti per il cammino svolto in questi anni…anche io mi interesso di arte ormai da venti anni ,cominciando come quasi tutti a collezionare opere grafiche, passando poi ad opere uniche,quando e’ possibile,di determinati movimenti artistici cercando sempre discoprire nuove soluzioni pittoriche, perche’ come diceva Socrate :so di non sapere e voglio sempre migliorarmi, o come ricordava Pascal: l’ultimo passo della ragione sta nel riconoscere che vi e’ un’ infinita di cose che la sorpassano..quindi niente presunzioni e tendiamo sempre alla conoscenza soprattutto nell’arte…Gianluca

    • Claudio Malatini ha detto:

      Complimenti per la tua passione e per l’opportunità di farci conoscere le strade dell’arte.

  • Mariani bruno ha detto:

    La passione,la tentata competenza, la professionalità, l’amore per il territorio, fa del Professore Daniele Taddei, uno dei personaggi più competenti del “bello” e non solo, tramite gli autori della pittura attuale. Complimenti vivissimi, caro Daniele, per come riesci a far vivere l’arte, a tutti, anche a chi l’arte purtroppo non riesce a dare il valore che merita.

  • Pallotto Adriano ha detto:

    Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni – Eleanor Roosevelt
    Sicuramento avrei un grande futuro.
    A presto
    Adriano Pallotto

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Grazie Gianluca sono davvero contento di aver condiviso e condividere anche con te questo straordinario percorso.

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Ti ringrazio Claudio, uno sprono per continuare con sempre più energia.

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Bruno sei davvero squisito. Sono io a ringraziarti per la condivisione di questo amore per l’arte.

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Carissimo Adriano ti sono grato di questo tuo intervento. Auspico che in questa mia ricerca ci sia il posto di condividere con i mie amici fraterni tutta la felicità possibile.

  • Paola Biadetti ha detto:

    Incontrare Daniele nel mio percorso di artista è stato un onore, un collezionista esperto di arte nonché un critico attento e sensibile all'animo dell'artista.La sua critica al mio modo di fare arte è stata graffiante e allo stesso tempo uno stimolo, e unitamente al maestro Silvio Craia mi ha ispirato diverse opere tra le quali una Serie che ho intitolato 7 …..Con che è il titolo di una mostra curata dallo stesso, che mi ha vista timoniere di Sette grandi marchigiani. Dicevo, uno stimolo insieme a Craia nella ricerca e nella sperimentazione e voglio ringraziarli perché non mi hanno fatto "sconti".uno degli ultimi eventi Generazione artisti anni trenta e quaranta di Daniele è una lezione di storia dell'arte.L'arte ha bisogno di uomini così. Paola B.

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Grazie Paola per la tua testimonianza.
    Due cose volevo sottolineare. E’ vero l’arte non fa “sconti” né prevede “scorciatoie”; il percorso è severo e lungo e spesso sono i fattori esterni ad incidere positivamente o negativamente sul lavoro e sull’artista.
    Non ascoltare poi le lusinghe di circostanza e le piaggerie, sono mere illusioni, peggio ancora diffidare di coloro che dicono è un “opera interessante”!!!!!!!!!!!
    Secondariamente come ho più volte asserito, non sono un critico e non ho l’ arte della critica, però mi reputo un osservatore attento delle opere e rispettoso nei confronti dell’artista, e questo a tutti i livelli.
    Un caro saluto. Daniele

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