Christie’s: venduta per oltre 69 milioni di $ l’opera digitale di Beeple

L'artista digitale Beeple. Still da video. Courtes: Christie's

L’11 marzo 2021, Christie’s Si è conclusa con l’eccezionale risultato di 69.346.250 la sua vendita single-lot online di Everydays: The First 5000 Days dell’artista digitale Beeple, fissando il terzo prezzo più alto mai realizzato in asta da un artista vivente.

Beeple (b. 1981), EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS
21,069 x 21,069 pixels (319,168,313 bytes)
Minted on 16 February 2021. This work is unique.

Come avevamo scritto quelche tempo fa, infatti, Everydays: The First 5000 Days è la prima opera d’arte basata su NFT puramente digitale messa in vendita da una grande casa d’aste. Un monumentale collage digitale realizzato appositamente per Christie’s e che è riuscito a sbaragliare una serie notevole di primati.

L’opera di Mike Winkelmann, (aka Beeple) ha realizzato, infatti, il nuovo record mondiale per un’opera d’arte digitale, il prezzo più alto mai realizzato da un qualsiasi lotto in qualsiasi asta solo online e il totale più alto registrato in un’asta solo online.

Milke Winkelmann (aka Beeple)

Ma questa vendita segna anche un importante svolta nella storia dell’arte digitale, medium artistico che esiste dall’avvento dei personal computer e affermatosi da tempo. Tuttavia, prima dell’introduzione degli NFT e della tecnologia Blockchain era impossibile, anche per gli artisti digitali più celebrati, rivendicare il proprio posto nel mercato dell’arte. 

Nel nuove tecnologie hanno sbloccato questa situazione di stallo, aprendo la strada al futuro di questa forma d’arte e Christie’s, che si è detta orgogliosa di essere stata in prima linea in questo movimento fondamentale, già annuncia importanti sviluppi futuri anche se i dettagli di questi piani legati alla vendita di NFT non sono ancora stati svelati.

All’asta hanno assistito 22 milioni di persone provenienti da 11 paesi e il lotto è stato conteso tra 33 offerenti attivi quasi tutti nuovi per Christie’s (91%). Il 55% proveniva dalle americhe, mentre un altro 27% dall’Europa e il restante 18% dall’Asia. Interessante, infine, la ripartizione per età: 6% Gen Z (1997-2012); 58% Millennial (1981-1996); 33% Gen X (1965-1980) e 3% Baby Boomer (1946-1964).