Report – L’Italia, la fotografia e il suo mercato

Luigi Ghirri, Cartolina, 1975
Luigi Ghirri, Cartolina, 1975

MIA Fair, Photofestival, sono eventi di grande richiamo per appassionati e addetti ai lavori, ma quel che conta per capire realmente l’andamento del mercato sono le aste: un termometro sulla situazione non solo italiana ma globale delle compravendite nel settore fotografico. Nel nostro paese tutto questo si è trasformato in un appuntamento irrinunciabile dato che l’attenzione a questo medium non è mai stata così alta. A dettare legge ovviamente in questo campo sono le grandi Major, nella fattispecie Christie’s, Sotheby’s e Phillips de Pury; si tratta di colossi internazionali accanto ai quali troviamo anche le nostre case d’asta tutte Made in Italy. La dimensione più ristretta non ne sminuisce affatto il valore delle opere battute anzi la ricerca risulta essere talvolta più dettagliata proprio per accattivare anche compratori stranieri, con opere di qualità. I pilastri di questo settore sono sicuramente Bolaffi, Boetto e Minerva. Ogni anno in Autunno e in Primavera imbandiscono un’asta fotografica; in attesa dei risultati ufficiali delle aste primaverili, vediamo cosa è successo nella sessione autunnale.

 

La fotografia nelle aste italiane

 

C’è sempre una prima volta e così Bolaffi lo scorso ottobre ha messa in scena la sua prima asta di fotografia, segnando anche un importante cambio di rotta per la casa torinese che ha sempre fatto della filiatela e numismatica  il suo cavallo di battaglia. A dirigerne la scelta artistica un personaggi eminenti del settore come Silvia Berselli. Proposti all’incanto 278 lotti con grandi firme sia nazionali che internazionali che hanno suscitato il fervido interesse della sala milanese di Palazzo Boffi, gremita per l’occasione. I due top lot sono stati entrambi acquistati per una cifra di 17.500 euro (i prezzi sono comprensivi di commissione d’acquisto e iva) e si tratta del raro insieme di scatti ottocenteschi di soggetto cinese di Lai Afong e della serie firmata da Ugo Mulas mentre ritraeva Lucio Fontana nello svolgimento delle sue tele con taglio. Ghirri e Fontana tra gli autori nazionali tra i più apprezzati.

Ugo Mulas, Lucio Fontana, 1964

Ugo Mulas, Lucio Fontana, 1964

Curioso segnalare come un lavoro di Ansel Adams intitolato Moon and Half Dome, Yosemite National Park presentato in asta sia stata aggiudicata per 13.750 euro a fronte dei 60 mila euro battuti da Sotheby’s ad aprile 2015 per la stessa immagine. Un vero affare per l’acquirente  che si è portato a casa un’opera di fama internazionale. Sei mila euro, ovvero dodici volte tanto la sua base d’asta ( € 500), per il ritratto di Anna Magnani in una trattoria mentre legge la notizia dell’assassinio di Kennedy (John Phillips). La scelta di portare per lo più stampe vintage ha sicuramente giovato alla buona riuscita dell’appuntamento, rendendo così ogni pezzo un buon investimento permettendo a Bolaffi di raggiungere il 70%di venduto.

Ansel Adams, Moon and Half Dome, Yosemite National Park, 1960

Ansel Adams, Moon and Half Dome, Yosemite National Park, 1960

La selezione di Minerva Auctions, casa d’asta romana, è stata effettuata dalla responsabile di dipartimento Marica Rossetti con l’aiuto del nuovo consulente della sezione Denis Curti. La proposta ha dato largo spazio a nomi celebri della fotografia italiana, scelti in un lasso di tempo che va dall’Ottocento ai giorni nostri. Interessante la scelta di portare la mostra pre asta a Milano presso la galleria Still; un modo intelligente di convogliare l’interesse dei potenziali partecipanti su due poli strategici per l’arte come Milano e Roma. Primo, secondo e terzo posto della classifica se lo aggiudica Luigi Ghirri, autore che negli ultimi anni ha conosciuto una grande rivalutazione della sua posizione anche in campo internazionale. La sua Modenastampa vintage del 1974, è stata aggiudicata per la cifra di 5.250  euro (compresivo del 25% iva) seguita da Brest per 5.000 mila euro e infine con Marina di Ravenna per 3000 euro.

Luigi Ghirri, Modena, 1974

Luigi Ghirri, Modena, 1974

Il primo autore straniero a fare capolino nella top ten è Paul Strand: la sua Window è stata acquistata per 3.250 euro. Una versione per così dire inedita di Noboyushi Araki e dei suoi bondage ha valso l’attenzione degli astanti in sala. Due versioni di Skyscapes, fotogrammi bianco e nero, vintage, colorati a mano con acquerelli sono stati battuti entrambi per la cifra di 2.500 euro. Molti i nomi interessanti presenti all’asta, da Giacomelli a Secchiaroli, dal futurista Bragaglia  al sudafricano David Goldblatt, eppure Minerva ha ottenuto solo il 25% di venduto sul totale dei 284 lotti.

Mario Giacomelli, Felicità raggiunta, si cammina, 1986/’92

Mario Giacomelli, Felicità raggiunta, si cammina, 1986/’92

A Genova invece è Aste Boetto a tenere banco. Da sempre la casa d’asta ligure presenta un numero inferiore di lotti rispetto alle sue competitors. Per questa sezione invernale la direttrice di Dipartimento Maura Parodi ha presentato 161 lotti ottenendo il 30% di venduto. Il catalogo ben strutturato e arricchito di notizie mette in evidenze i punti di forza dei vari autori proposti permettendo al partecipante d’asta di farsi un’idea più chiara di ogni artista. All’asta sono state proposte 23 fotografie di Man Ray che coprono quasi totalmente il suo percorso di crescita artisitica. Il primo di questi lotti un’opera datata 1920 dal titolo Ritratto di Lilly Butler è stata aggiudicata per l’importante cifra di € 20.000. I lotti del fotografo visionario hanno fruttato nel complesso € 35.499 in sostanza quasi il 29% sul totale del venduto.

Man Ray, Ritratto di Lily Butler, 1920

Man Ray, Ritratto di Lily Butler, 1920

Mulas durante le aste italiane è stato sinonimo oltre che di qualità anche di garanzia; non è sfuggita agli acquirenti la cartella con le dieci stampe che l’italiano ha dedicato all’artista francese Marcel Duchamp battuta per 8.000 mila euro. Splendida la fotografia di Gabriele Basilico, di cui era presente ampia selezione di immagini, intitolata semplicemente Roma: “ La città è il teatro dove si svolge il ritmo dell’identità urbana” diceva l’artista e in questa immagine se ne coglie tutto il senso; aggiudicata per 850 euro. Mario Schifano altro protagonista insieme al già citato Luigi Ghirri che con Solara, edizione vintage cibachrome, che si è distinta per i 4.000 euro di battuta.

 

Gli Italiani nel mondo 

 

Nel 2015 sono stati battuti all’asta dalle grande major poco più di 2.100 lotti per un ricavo complessivo di 37,7 milioni di euro. Tra questi ovviamente non potevano mancare artisti italiani; nel complesso circa una ventina di lotti sul totale globale. Tina Modotti, Luigi Ghirri, Olivo Barbieri, Massimo Vitali, Mario Testini, Mario Giacomelli, Nino Migliori sono questi i nomi della fotografia italiana riconosciuti all’unanimità all’estero. Tina Modotti, globetrotter dell’inizio del Novecento, rappresenta un’eccezione nel panorama nazionale. Donna di grande spirito ha passato quasi più tempo all’estero che non nella nostra penisola. Nino Migliori è famoso al mondo per il suo scatto Il Tuffatore e ancora una volta si è distinto a Parigi durante l’asta di Christie’s proprio con questa opera, battuta per 7.500 euro. Sicuramente nell’elenco degli autori che si definiscono moderni il più amato del mercato è Massimo Vitali: suoi la maggior parte delle stampe vendute. Ad essere apprezzato è sicuramente il suo stile ad ampie vedute, il gusto per le folle, i colori che sembrano quasi essere liquidi: Deauville B. B. 2, è stata battuta da Phillips ad aprile per € 46,000. Significativo che se di questo autore all’estero sono stati battuti 6 lotti, durante le aste italiane non se ne è vista traccia.

 

I grandi esclusi

 

Il detto “Non è tutto ora quel che luccica” è quanto mai vero anche in questo universo artistico. In questo mercato la selezione naturale detta legge e l’essere rappresentanti storici della fotografi non garantisce la vendita. Durante le aste internazionali ci sono stati anche dei grandi flop. Ad ottobre Phillips poco prima dell’asta presentava orgogliosa il fior all’occhiello di quella occasione: Richard Avedon e i suoi The Beatles valutata tra i 300 e 500 mila dollari; scattata nello stesso anno in cui Fab Four realizzarono Penny Lane e Strawberry Fields le immagini sono state originariamente pubblicate nel 1968 da LOOKmagazine in uno speciale portafoglio estraibile. I ritratti sono iconici e queste stampe specifiche, risalenti al 1988, si ritiene siano tra le prime del gruppo dei Beatles stampate in questo formato. Premesse e credenziali ottime che tuttavia non hanno convinto gli acquirenti. Nel 2015 un altro nome è stato messo in discussione: Diane Arbus. Fotografia tra le più rappresentatrice della donna è da sempre Identical Twins, Cathleen And Colleen (250-350 mila dollari); l’immagine, proposta in due formati diversi, prima da Phillips e poi Sotheby’s, a distanza di sei mesi è rimasta unsold dimostrando che anche le icone a volte falliscono.

Diane Arbus, Identical Twins Cathleen (l) and Colleen, Roselle, N.J., 1966

Diane Arbus, Identical Twins Cathleen (l) and Colleen, Roselle, N.J., 1966

Sempre una figura femminile al centro dell’opera di Paul StrandRebecca (300-500.000); l’artista iniziò il suo studio esteso di Rebecca Salsbury nel 1920, l’ anno in cui si incontrarono, e continuò fino al 1932, l’anno prima della fine del loro matrimonio, producendo oltre 100 negativi. Nonostante la capacità di Strand di catturare un momento di intimità su pellicola rendendolo perfetto in una stampa fotografica, questa icona non ha suscitato l’interesse di nessun compratore da Sotheby’s in aprile . Ma accade anche che alcune opere possano essere acquistate dopo l’asta, come nel caso della già nominata Diane Arbus; il lotto 17 A family on their lawn one Sunday in Westchester, invenduto durante le contrattazioni ufficiali è stato aggiudicato non appena terminata l’asta alla cifra di 270 mila euro.

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