Schifano e Festa trainano l’asta di Finarte. Record per Gastini

Un momento dell'asta di arte moderna e contemporanea di Finarte. Sono in corso le offerte per Camera Rossa, opera di Tano Festa del 1963. Offerto a 10-15.000 euro il lotto è stato aggiudicato a 72.000 euro.
Un momento dell'asta di arte moderna e contemporanea di Finarte. Sono in corso le offerte per Camera Rossa, opera di Tano Festa del 1963. Offerto a 10-15.000 euro il lotto è stato aggiudicato a 72.000 euro.

Ore 21.18. L’asta primaverile di arte moderna e contemporanea di Finarte si è appena conclusa e la sala della Permanente di Milano inizia a svuotarsi. Come c’era da aspettarsi i protagonisti assoluti della serata sono stati gli esponenti della Pop Art italiana che, in questo 2016, stanno vivendo una seconda giovinezza sul mercato non solo nostrano. Ottime le performance di tutti i lotti provenienti dalla Collezione di Furio Colombo a partire dal n. 57: Cielo Terra, uno smalto e grafite su carta a firma di Mario Schifano che partendo da una stima di 6-8.000 euro è volato a 19.000 di hammer price. Scena analoga per le altre tre opere dell’artista romano che seguono subito dopo: Sogno per quatto stagioni del 1966 battuto a 35.000 euro (stima: 16-18.000 euro); Water Lilies del 1982 aggiudicato per 42.000 euro (stima: 10-15.000 euro) e Acerbi, uno smalto e acrilico su carta intelata che partendo da una stima di 4-6.000 euro vede il martello battere a 12.000.

Mario Schifano, Water Lilies, 1982. In catalogo con una stima di €10,000 - €15,000, il dipinto è stato battuto per 42.000 euro. Courtesy: Finarte.

Mario Schifano, Water Lilies, 1982. In catalogo con una stima di €10,000 – €15,000, il dipinto è stato battuto per 42.000 euro. Courtesy: Finarte.

Eccezionale anche la tripletta messa a segno dalle opere di Tano Festa con Camera Rossa, proposta in catalogo con una stima di 10-15.000 euro, che viene aggiudicata per 72.000 euro. Ma ancor più sorprendente, in termini di performance, è probabilmente il risultato ottenuto dai due lotti successivi: un Senza titolo del 1965 che partendo da 6-7.000 ha raggiunto i 35.000 euro di martello e Michelangelo according to Tano Festa (1967) che da 4-6.000 euro è volato a 70.000 euro.

Tano Festa, Michelangelo according to Tano Festa, 1967. Prposta in asta con una stima di € 4.000 – 6.000, l'opera è stata aggiudicata per 70.000 euro. Courtesy: Finarte

Tano Festa, Michelangelo according to Tano Festa, 1967. Prposta in asta con una stima di € 4.000 – 6.000, l’opera è stata aggiudicata per 70.000 euro. Courtesy: Finarte

Bene anche Le cortigiane da Carpaccio, opera di Giosetta Fioroni datata 1966 e battuta a 41.000 euro contro una stima iniziale di 15-20.000. Per la Fioroni si tratta della seconda miglior aggiudicazione di sempre: il suo record risale al novembre scorso ed è stato realizzato con l’opera Bambino (1965) battuta a Milano da Sotheby’s per 42.000 euro.

Giosetta Fioroni, Le cortigiane da Carpaccio, 1966. Offerta a 15.000 – 20.000 € di stima, la tela è stata aggiudicata a 41.000 euro. Courtesy: Finarte

Giosetta Fioroni, Le cortigiane da Carpaccio, 1966. Offerta a 15.000 – 20.000 € di stima, la tela è stata aggiudicata a 41.000 euro. Courtesy: Finarte

Bissa il record dello scorso anno Carlo Nangeroni il cui Elementi a luce variabile del 1975 è stato aggiudicato per 9.000 euro, la stessa cifra di Piani Scorrevoli del 1972 che, a novembre 2015, ha segnato il suo record d’asta da Fabiani Arte. Stessa cosa per Rodolfo Aricò: i 27.000 euro di aggiudicazione di Area B (1973) corrispondono perfettamente al suo record d’asta stabilito, nel 2014, da Ob’jectus (1966) nell’asta di CambiE’ record d’asta, invece, per Marco Gastini presente al lotto 124 con l’opera Acrilico n. 12 del 1972/73 aggiudicata per 39.000 euro (stima: 20-25.000 euro). Il suo precedente primato ammontava a 22.000 euro ed era stato realizzato da Sotheby’s Milano nel 2009.

Marco Gastini, Acrilico n.12, 1973 / 1974. Aggiudicata per 39.000 euro l'opera ha stabilito il nuovo record d'asta per l'artista.

Marco Gastini, Acrilico n.12, 1973 / 1974. Aggiudicata per 39.000 euro l’opera ha stabilito il nuovo record d’asta per l’artista.

Tra gli altri risultati degni di nota i 42.000 euro di aggiudicazione per L’amour absolu (1959) di Achille Perilli, opera per la quale c’era molta attenzione e che non ha tradito le aspettative. E benissimo è andata per Composition Abstrait (1967) di Serge Poliakoff con il martelletto che ha battuto a 50.000 euro, ben oltre la stima massima di 30.000. Risultato analogo per Max Bill (lotto 29) il cui Vier Uberlagerte Helligkeiten (1966) è stato aggiudicato a 48.000 euro.

Serge Poliakoff, Composition Abstrait, 1967. Presentata con una stima di 20-30.000 euro è stata aggiudicata per 50.000 euro.

Serge Poliakoff, Composition Abstrait, 1967. Presentata con una stima di 20-30.000 euro è stata aggiudicata per 50.000 euro.

Non è serata, invece, per Alighiero Boetti che nella serie di quattro lotti di fila solo Un filo di voce, un filo di luce (lotto 94) viene aggiudicato per 23.000 euro. Serata no anche per Agostino Bonalumi di cui rimangono invenduti 3 lotti su 4, tra i quali anche il Top Lot della serata: Rosso del 1971 (stima: 100-150.000 euro) . E a deludere è anche il Senza titolo di Sam Francis, opera del 1973 offerta con una stima di 50-60.000 euro e rimasta invenduta. Poche note dolenti che però non incrinano il risultato finale di quest’asta che si chiude con un lotto ritirato e 34 opere invendute su 142 in catalogo. Dopo la lenta partenza dello scorso novembre, Finarte inaugura il 2016 con soddisfazione raggiungendo un totale di vendita che supera i 1.2 milioni di euro (buyer’s premium escluso). Un risultato importante che conferma, peraltro, l’ottimo andamento del mercato italiano delle aste in questo primo semestre 2016.

Nota per il lettore: tutti i prezzi di aggiudicazione sono da intendersi senza Buyer’s premium.

(L’articolo è stato scritto in collaborazione con Cecilia Durisotto)