Il Ponte: è super record per Bruno Munari

Bruno Munari

Giustizia è fatta. Scusate l’entusiasmo, ma da grande appassionato di Bruno Munari non posso che esultare nel registrare, durante l’asta di arte moderna e contemporanea che si è tenuta oggi a Il Ponte, il suo nuovo record d’asta: 152.000 euro per una Macchina Inutile del 1945. Un record che arriva al termine di un vendita perfetta che ha totalizzato circa 4.7 milioni di euro (diritti esclusi) con un tasso di venduto del 92.7% (317 su 343 lotti in catalogo) oltre ad altri 5 primati d’artista a firma di: Gino Morandis, Arturo Vermi, Marfa Futurista, Aldo Galli e Carlo Battaglia. E come se non bastasse praticamente tutte le aggiudicazioni hanno superato, talvolta anche di molto, la stima massima.

Bruno Munari "Macchina inutile" 1945.Courtesy: Il Ponte. L'opera è stata aggiudicata per 152.000 euro segnando il nuovo record d'asta per l'artista.

Bruno Munari “Macchina inutile” 1945.Courtesy: Il Ponte. L’opera è stata aggiudicata per 152.000 euro segnando il nuovo record d’asta per l’artista.

Tra i risultati più significativi da citare anche quello di un’altra opera di Munari: Negati-Positivo (1951) aggiudicata a 42.000 euro, partendo da una stima di 8-12.000 euro. Un risultato, anche questo, superiore al precedente record dell’arista, stabilito il 2 giugno scorso da Dorotheum: 32.000 euro. Ma che l’asta del Ponte fosse destinata ad un risultato storico lo si era intuito già dalla sessione della mattina (lotti 1-193). Il primo acuto si è avuto al lotto 37: Cantiere, tela degli anni Cinquanta di Gino Morandis che, proposta in catalogo a 1.400-1.600 euro è stata battuta alla bellezza di 12.000 euro stabilendo il nuovo record dell’artista. Una performance incredibile come quella di Petit nu No. 3 (lotto 59) di Peter Klasen che, partendo da una stima di 1100-1300 euro ha raggiunto gli 11.500 euro. Quindici lotti dopo è la volta di Torre a spirale, studio IV di Arnaldo Pomodoro (lotto 74, stima 3.500-4.000 euro) aggiudicata a 11.000 e, al lotto 80, di Forme picturale, olio del 1967 di Paul Mansuroff che ha doppiato la stima massima raggiungendo i 12.500 euro. Si arriva così al lotto 86: Com’era bella la terra. Un colloquio (luna sole terra) che con un’aggiudicazione di 18.000 euro segna il nuovo record di Arturo Vermi esponente di spicco di quello che fu il Gruppo del Cenobio. Sodalizio che proprio Il Ponte ha contribuito in modo sostanziale, nel 2015, a togliere dal cono d’ombra in cui il tempo l’aveva relegato. Recentemente la galleria Ca’ di Fra’ ha dedicato proprio a Vermi una bella retrospettiva con prezzi che andavano dai 3.000 ai 20.000 euro.

Arturo Vermi, Com'era bella la terra. Un colloquio (luna sole terra), 1976. Aggiudicata per 18.000 euro ha stabilito il suo nuovo record d'asta.

Arturo Vermi, Com’era bella la terra. Un colloquio (luna sole terra), 1976. Aggiudicata per 18.000 euro ha stabilito il suo nuovo record d’asta.

Per la Pittura Analitica, bene il Grande Rosso (lotto 90, stima 5.500-7.500 euro) di Claudio Olivieri aggiudicato a 13.000 euro. Ma il vero protagonista, tra gli “analitici” presenti è Carlo Battaglia, in catalogo nella session pomeridiana (lotti 194-341) con un’opera di qualità museale: Visionario (1968) che partendo da una stima di 7.000-9.000 euro è stata aggiudicata a 23.000 euro, stabilendo il nuovo record per l’artista scomparso nel 2005.

Carlo Battaglia, Visionario, 1968. L'opera è stata aggiudicata a 23.000 euro, stabilendo il nuovo record per l’artista scomparso nel 2005.

Carlo Battaglia, Visionario, 1968. L’opera è stata aggiudicata a 23.000 euro, stabilendo il nuovo record per l’artista scomparso nel 2005.

Ma tra i tantissimi risultati degni di nota, sono certamente quelli legati ai nomi di artisti del nostro Futurismo ha spiccare in modo particolare. Da Giulio D’Anna a Prampolini, per arrivare a Marfa Futurista che al Ponte realizza il suo nuovo primato: 11.000 euro per Paesaggio Futurista Decoroso (1928-29). Presentato in catalogo al lotto 130 aveva una stima di 2.500-3.500 euro. Ancor più eclatante è l’aggiudicazione di Linee di velocità + sbandieramento (1915), matita su carta di Giacomo Balla battuta a 19.500 euro (lotto 198, stima 3.600-3.800 euro). E sempre di Balla è da segnalare i 130.000 euro raggiunti da Futurpesci, tempera su carta intelata del 1924 che partiva da una stima di 20-30.000 euro.

Giacomo Balla, Futurpesci,1924. Partendo da una stima di 20-30.000 euro l'opera è stata aggiudicata a 220.000 euro.

Giacomo Balla, Futurpesci,1924. Partendo da una stima di 20-30.000 euro l’opera è stata aggiudicata a 130.000 euro.

Al lotto 214 arriva il record per Aldo Galli la cui tela Senza titolo del 1941 (stima: 9.000-13.000 euro) ha raggiunto i 44.000 euro a conferma del grande interesse che l’arte astratta italiana continua a mantenere sul nostro mercato. Interesse ribadito anche dalle ottime aggiudicazioni di Rho e Radice. Per la Pop Art italiana, al di là degli ottimi risultati di Festa, Schifano e Angeli che quasi non fanno più notizia, ci piace citare la bella aggiudicazione di un gruppo di 20 opere a firma di Giangiacomo Spadari che hanno raggiunto i 26.000 euro, cifra record per l’artista ma vista la composizione del lotto temo sia difficile parlare di un vero e proprio record d’asta anche se, probabilmente, agli annali passerà così. Il risultato di oggi in Via del Pontaccio sembra così confermare la ritrovata salute del mercato italiano delle aste e la vivacità di una Milano capace di attirare sempre più collezionisti attenti e preparati, nonostante un calendario di vendite che sembra farsi, di anno in anno, sempre più intenso.

Nota: tutte le aggiudicazioni sono da intendersi senza diritti.