Aste: Il Ponte incorona Enrico Baj con un nuovo record. Ceramica protagonista

LOTTO 55 - ENRICO BAJ, Grande spettacolo, 1956. Olio e collage di tela di iuta, vetri e pietre su tela cm 100x150. Valutazione 40.000 - 60.000€. Quest'opera è stata aggiudicate per un hammer price di 130.000 euro stabilendo il nuovo record d'asta dell'artista.

Dopo un giugno iniziato in modo non brillantissimo per le aste italiane, salvo alcune aggiudicazioni di pregio come la delicatissima Vergine di Adolfo Wildt aggiudicata per 175.000 euro (diritto inclusi) da Wannenes, il mercato riprende fiato con l’eccezionale vendita del Ponte che chiude la prima sessione di oggi (lotti 1-100) con il 98% delle opere vendute e un nuovo attesissimo record: quello di Enrico Baj che dopo nove anni rinnova il suo primato con la tela Grande Spettacolo del 1954. Grande protagonista della asta, inoltre, la ceramica che fa registrare alcune delle migliori performance della vendita a partire dalla stupenda Ballerina di Lucio Fontana, top lot della giornata.

LOTTO 2 – FORTUNATO DEPERO, New York, 1928 circa. Tecnica mista su carta, cm 43,5×31,5. Valutazione 4.000 – 6.000€

Che la giornata sarebbe stata di quelle ottime per il mercato, lo si era già capito dai primi lotti, con il quartetto di lavori su carta di Depero che viene aggiudicato alla velocità della luce, guidato da New York, matita valutata 4-6.000 euro e aggiudicata per 11.000 euro. Bene anche la tela Dinamismo di Forme di Roberto Marcello Baldessari, battuta a 40.000 euro. Ma a scaldare l’asta sono anche L’uccello di fuoco di Alberto Savinio che parte da una stima di 18-20.000 euro e sente il martello battere a 50.000 euro.

LOTTO 11 - ALBERTO SAVINIO, L'uccello di fuoco, 1949. tempera su carta, cm 46,5x56,5. Valutazione 18.000 - 20.000€

LOTTO 11 – ALBERTO SAVINIO, L’uccello di fuoco, 1949. tempera su carta, cm 46,5×56,5. Valutazione 18.000 – 20.000€

Jeu de la ficelle, lavoro del 1951 di Massimo Campigli al lotto 18 doppia la stima massima raggiungendo un hammer price di 70.000 euro e la tela Collina d’Ulivi (1922) di Ottore Rosai viene battuta a 58.000 euro contro una stima massima di 15.000 euro. Prosegue il momento d’oro di Giorgio Morandi la cui carta al lotto 24, una Natura morta del 1930, viene aggiudicata a 82.000 euro (stima: 25-35.000 euro).

LOTTO 24 - GIORGIO MORANDI, Natura morta, 1930. Matita su carta, cm 23x30.Valutazione 25.000 - 35.000€

LOTTO 24 – GIORGIO MORANDI, Natura morta, 1930. Matita su carta, cm 23×30.Valutazione 25.000 – 35.000€

Tra le altre aggiudicazioni “pesanti” di questo caldo pomeriggio di giugno, Segnali di Jannis Kounellis, che parte da una stima di 25-35.000 euro per essere battuta a 80.000 euro, mentre Dopo le strisce, tela del 1960 di Mario Schifano, raggiunge gli 86.000 euro di hammer price contro una stima massima di 35.000 euro. Si arriva così, al lotto 55 dove si trova Grande Spettacolo, lavoro del 1956 di Enrico Baj che parte con una valutazione in catalogo di 40-60.000 euro e sente battere il martello di Via del Pontaccio alla straordinaria cifra di 130.000 euro, stabilendo il nuovo primato dell’artista scomparso nel 2003. Il precedente record, datato 2010, era stato realizzato in Francia da Sotheby’s e ammontava a 90.000 euro. Peraltro, quello di Baj è l’unico record d’asta stabilito nelle vendite di queste prime due settimane di giugno.

LOTTO 56 – LUCIO FONTANA, Crocifissione, 1950 circa. Ceramica policroma smaltata, cm 52x25x14. Valutazione 180.000 – 250.000€

Subito dopo, ecco Crocifissione, ceramica del 1950 di Lucio Fontana che sente il martello battere a 390.000 euro superando agevolmente la stima massima di 250.000 euro. Un risultato che sintetizza il grande interesse che in questa asta hanno riscosso le opere in ceramica, appunto, a partire da quelle del padre dello Spazialimo, ma passando per quelle di Fausto Melotti, Max Ernst o Pablo Picasso che hanno tutte superato, e non di poco, le massime aspettative.


LOTTO 82 – PAOLO SCHEGGI, Per una situazione, 1962. Acrilico su tele sovrapposte, cm 45x35x4,5. Valutazione 20.000 – 25.000€

Sul finale, ottima performance di Hans Hartung, il cui T1958-7 del 1958, valutato 35-50.000 euro, è stato aggiudicato a 110.000 euro. E lo stesso si può dire per Opus 37D di Gerard Schneider, battuto a 48.000 euro contro una stima massima di appena 18.000 euro, e per il secondo Hartung in catalogo: Senza titolo (1952), aggiudicato per 150.000 euro quando, in catalogo, era stima appena 30-50.000 euro. Ma prove notevoli le hanno fatte registrare anche Hsiao Chin e, sopratutto, Paolo Scheggi il cui acrilico su tele sovrapposte, Per una situazione (1962) parte da una stima in catalogo di 20-25.000 euro e viene battuta a 120.000 euro.

LOTTO 95 – AGUSTÍN CARDENAS, Colonne Printemps, 1971. Marmo di Carrara, cm 253x62x62. Valutazione 25.000 – 35.000€

Passata una serie di lavori di Calderara, tutti aggiudicati molto bene, l’asta arriva in dirittura finale con gli ultimi lotti importanti: GIZEH-K di Victor Vasarely (lotto 96) e Ballerina di Lucio Fontana (lotto 100), aggiudicati, rispettivamente, per 240.000 euro e 400.000 euro. Nel mezzo, l’ottima prova, tra le altre, di Colonne Printemps, scultura del 1972 a firma di Agustín Cárdenas battuta all’incredibile somma di 255.000 euro contro una stima di 25-35.000 euro. In assoluto la performance migliore della giornata.

NOTA PER IL LETTORE: salvo dove indicato in modo specifico, i prezzi indicati nel presente articolo non comprendono i diritti d’asta.

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