Il Covid-19 non rallenta l’asta del Ponte che totalizza 5.2 milioni di euro

«Quella a cui abbiamo assistito è stata un’asta davvero sbalorditiva e che,  considerato il periodo,  è andata di gran lunga oltre qualsiasi aspettativa». Con queste parole Freddy Battino, Capo Dipartimento Arte Moderna e Contemporanea della Casa d’Aste il Ponte, ha commentato lo straordinario risultato registrato dall’asta invernale di Arte Moderna e Contemporanea tenutasi in questi giorni a Palazzo Crivelli e che si è conclusa con un totale di 5.2 milioni di euro e un tasso di venduto del  95% in lotti

Oltre 1.000 i bidders connessi da da più di 50 nazioni, oltre agli stati europei, tra cui: Taiwan, Hong Kong, Russia, Canada, Brasile, Cina, Israele e Corea del Sud, con il 70% di nuovi utenti e il 240% di rivalutazione dei prezzi base

Tra le aggiudicazioni di rilievo da citare quella di Enrico Castellani con Superficie bianca n. 1 del 1967 (€ 387.500), seguita da quella di Karel Appel con Angoisse del 1960 (€ 287.500), un’opera quest’ultima che, insieme al  Senza titolo (Yellow splashes) di Sam Francis  datato 1956 (€ 212.500) e il Senza titolo di Cy Twombly (€ 137.500), evidenzia la portata internazionale delle opere in catalogo.  

Ottime performance anche per Passaggio pedonale di Renato Guttuso del 1957 (€ 225.000), per l’opera Aerei di Alighiero Boetti del 1983 (€ 212.500) e molte delle opere a firma dei grandi nomi del Novecento italiano tra cui: Natura morta con orcio del 1927 di Carlo Carrà (€ 60.000), Forze pessimiste e ottimiste di Giacomo Balla del 1922 (€ 93.750) e Figure di Massimo Campigli del 1959 (€ 92.500). 

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