Asta super per Il Ponte: 5.4 milioni di euro e 91% di venduto

Una vista della preview dell'asta del Ponte.
Una vista della preview dell'asta del Ponte.

Giornata perfetta, oggi, per Il Ponte che chiude la sua asta autunnale di arte moderna e contemporanea con un totale eccellente: 5.450.000 €, diritti inclusi, e un tasso di venduto che sfiora il 91% in lotti e il 130% in valore. Senza contare i 6 nuovi record d’asta registrati nelle due tornate e un primato molto particolare: la miglior aggiudicazione mai realizzata da una delle celebri scatolette di Merda d’Artista di Piero Manzoni che oggi, in via del Pontaccio, ha raggiunto i 220.000 euro di hammer price, superando i 202.980 € dell’Italian Sale 2015 di Sotheby’s

LOTTO 278 - Piero Manzoni, Merda d'Artista n.069, 1961.

LOTTO 278 – Piero Manzoni, Merda d’Artista n.069, 1961.

In un momento in cui le aste italiane sembrano un po’ affaticate dopo i buoni risultati degli ultimi due anni, l’asta del Ponte è una bella eccezione. Il dipartimento guidato da Freddy Battino è riuscito a mettere a segno un risultato oltre ogni aspettativa se si pensa che le attese erano di un totale tra i 2.6 e i 3.6 milioni di euro.  Ma fatturati a parte quello che ha stupito è stato il ritmo che questa vendita ha saputo tenere fino all’ultimo lotto e, cosa rara in questo autunno italiano, ha ritoccato i primati per 6 artisti: Guido Biasi, Ideo Pantaleoni, Carla Prina, Gianfranco Pardi, Carlo Battaglia e Silvio Pasotti.

 

Partenza forte fin dalla mattina

 

Già dalla tornata mattutina le offerte sono partite forte e ogni lotto è stato conteso a suon di rilanci. E i numeri parlano chiaro: dei 162 lotto in asta a partire dalle 11.00 ben 105 hanno superato la stima massima e  tutti gli altri hanno ampiamente rispettato le aspettative. Solo 15 quelli che non hanno trovato un acquirente. Tra le aggiudicazioni più significative dalla mattinata quella del lotto 46, un Paesaggio del 1963 a firma di Arturo Vermi che è stato aggiudicato a 13.000 euro superando di oltre 4 volte la stima massima. E già al lotto 67 arriva il primo record: è per Guido Biasi e viene realizzato dalla tela Panoplia erotica del 1958 che sente il martello battere a 7.000 € (stima: 600-1000 €). E performance superiori alle aspettative le fanno registrare le opere di Marcello Lo Giudice (lotti 61 e 62) e Rodolfo Aricò il cui Senza titolo del 1968 (lotto 118), un acrilico su cartone estroflesso in teca di plexiglass su supporto bianco originale valutato 4000-6000 euro, vola a 14.000 €.

LOTTO 144 - Ennio Morlotti, Vegetazione, 1958.

LOTTO 144 – Ennio Morlotti, Vegetazione, 1958.

Ma è Ennio Morlotti che porta a casa l’aggiudicazione più alta della mattina: 50.000 € per la tela Vegetazione del 1958 (lotto 144) che parte da una stima di 8-12.000 euro. A cui seguono le ottime prestazioni di Xavier Bueno – 12.000 euro per Ragazzo con Violino (1971, lotto 160) – di Ottone Rosai e Carlo Carrà: la sua tela Marina del 1954 doppia la stima massima per sentire il martello battere a 36.000 euro. La tornata mattutina si chiude, così, con un totale di 838.800 €, nettamente superiore ai 624.900 euro della massima attesa, e un tasso di venduto del 90%.

 

Un pomeriggio perfetto

 

Un paio d’ore di relax e inizia la sessione pomeridiana: 129 i lotti in catalogo con un’aspettativa tra i 2 e i 3 milioni di euro. Le danze sono aperte da una serie di lotti futuristi e di maestri dell’astrazione italiana oltre che di Mario Sironi. le prime 18 opere volano via come una schioppettata con aggiudicazioni quasi sempre sopra la stima massima, come nel caso del Senza titolo di Atanasio Soldati al lotto 181. Quest’opera, del 1946, partiva da una stima di 7-9.000 € e dopo una bella lotta tra vari contendenti è stata battuta a 32.000 €.

LOTTO 181 - Atanasio Soldati, Senza titolo, 1946.

LOTTO 181 – Atanasio Soldati, Senza titolo, 1946.

Ma è il momento di Ideo Pantaleoni, inserito al lotto 183 con una scultura in acciaio, Senza titolo, del 1955, tratta dal “soffitto luminoso” della X Triennale di Milano e valutata 4.000-6.000 €. Le puntate si susseguono rapide, poi sembra che il lotto stia per “chiudere”, ma ripartono fino a raggiungere i 20.000 € di hammer price, segnano il nuovo record d’asta per l’artista lombardo.

LOTTO 183 - Ideo Pantaleoni, Senza titolo, 1955.

LOTTO 183 – Ideo Pantaleoni, Senza titolo, 1955.

E cinque lotti dopo è il turno di Carla Prina, artista vicina al gruppo degli astrattisti comaschi di cui, peraltro, sposò il teorico: l’architetto razionalista Alberto Sartoris, conosciuto nell’atelier del pittore Manlio Rho. Con tre opere il suo mercato prende una dimensione inedita, se si pensa che la sua aggiudicazione più alta, fino a questo momento non superava i 2000 euro e che oggi i tre lotti a suo nome sono andati tutti oltre i 7.000 euro, marcando un nuovo record di 8.500 € con Omaggio a Cumella, un olio su tela del 1955 (lotto 188).

LOTTO 197 - Bruno Munari, Scultura pieghevole rossa, 1951. Stima: € 60.000 - 80.000. Courtesy: Il Ponte.

LOTTO 197 – Bruno Munari, Scultura pieghevole rossa, 1951. Courtesy: Il Ponte.

Ottima la performance delle 8 opere di Bruno Munari che conferma l’ottimo andamento che sta caratterizzando il suo mercato da almeno un anno. Tra le varie aggiudicazioni spiccano quelle della Macchina Inutile del 1956, battuta a 32.000 euro (stima: 10-15.000 euro), e della Scultura pieghevole rossa del 1951: valutata 60-80.000 euro è stata aggiudicata per 85.000 euro, secondo miglior risultato di sempre per l’artista milanese il cui record è di 152.000 €, realizzato a giugno sempre nella sale room del Ponte con una Macchina Inutile del 1946.

LOTTO 237 - Gianfranco Pardi, Architettura, 1975. Courtesy: Il Ponte.

LOTTO 237 – Gianfranco Pardi, Architettura, 1975. Courtesy: Il Ponte.

Ritocca il suo primato d’asta anche Gianfranco Pardi con Architettura, opera del 1975 valutata 10-15.000 € che raggiunge i 32.000 €. Il precedente record era stato stabilito nel 2015 da Farsetti: 21.000 €. Ed è record anche per Carlo Battaglia, artista appartenente alla cosiddetta Pittura Analitica e oggetto, nell’ultimo anno, di una nuova attenzione sia da parte della critica che del collezionismo. Era, infatti, il 16 dicembre 2015 quando il mercato di Battaglia ha iniziato a riprendere quota grazie ad un primo record di 15.000 euro, stabilito proprio in via del Pontaccio dove è stato “rinnovato” ancora una volta questo giugno (23.000 €), mentre oggi è salito a 32.000 euro con la storica tela Visionario (sette) del 1969 che partiva da una valutazione di 10-15.000 euro.

LOTTO 244 - Carlo Battaglia, Visionario (sette), 1969. Stima: € 10.000 - 15.000. Courtesy: Il Ponte.

LOTTO 244 – Carlo Battaglia, Visionario (sette), 1969. Courtesy: Il Ponte.

Ma l’asta del Ponte premia anche la “moderna figurazione” di Silvio Pasotti che con Arsura del 1965 stabilisce il suo nuovo record: 15.000 €, quando fino ad oggi le sue aggiudicazioni raramente superavano i 2.000 euro. Tra le altre opere che hanno fatto registrare performance importanti nell’asta di oggi, oltre alla già citata Merda d’Artista di Manzoni, ci piace ricordare la Natura Morta del 1963 di Giorgio Morandi che, valutata 40-60.000 euro, è stata battuta a 100.000 € o la bellissima Antiscultura (1972) di Fausto Melotti: aggiudicata a 155.000 € dopo una successione infinita di offerte.

LOTTO 283 - Lucio Fontana, Madonna con bambino,1950/1953. Courtesy: Il Ponte

LOTTO 283 – Lucio Fontana, Madonna con bambino,1950/1953. Courtesy: Il Ponte

Fino ad arrivare al Concetto Spaziale, Natura del 1967, di Lucio Fontana, che ha raggiunto i 105.000 € contro una stima massima di 70.000; per non parlare della Madonna con bambino, sempre di Fontana: una ceramica del 1950/1953 valutata 50-70.000 euro e battuta alla bellezza di 180.000 €. Tutte aggiudicazioni che fanno capire il clima che si respirava oggi nella sale room del Ponte che ha chiuso la sua tornata pomeridiana con un totale di circa 3.6 milioni portando il fatturato di questa vendita di arte moderna e contemporanea 4.4 milioni diritti esclusi (5.4 con i diritti). Chapeau!

Nota: tutti i prezzi e i totali riportati, salvo dove indicato diversamente, non includono i diritti d’asta.