New York: asta record per Phillips

Il totale più alto della sua storia – 139.165.950 $ e tre nuovi record d’asta per Raymond Pettibon, Shara Hughes e Ewa Juszkiewicz. La 20th Century & Contemporary Art Evening Sale di ieri da Phillips a New York segna un capitolo importante nella crescita della casa d’aste nata del 1796 e oggi proprietà del Mercury Group. Ma soprattutto ci dà il polso di un mercato dove una nuova generazione di artisti inizia ad imporsi prepotentemente. 

Nella sereata di ieri, infatti, sono stati i più “giovani” in catalogo a far registrare le performance migliori a partire da Shara Hughes che, presente al primo lotto con Inside Outside del 2015, ha realizzato il suo nuovo record personale: 1.482.000 $, contro una stima in catalogo di 250-350.000 $. Anche se le stime non includono di diritti d’asta, il risultato è evidentemente oltre le aspettative.

LOTTO 1 – Shara Hughes, Inside Outside, 2018. Oil and acrylic on canvas, 198 x 167.5 cm. Courtesy: Phillips

Allo stesso modo anche Ewa Juszkiewicz con Girl in Blue del 2013 realizza il suo nuovo primato con una aggiudicazione per 730.800 $ che la porta ben oltre la valutazione di 80-120.000 $. E non da meno è stato il ventottenne Jadé Fadojutimi il cui My Umbrella Has A Nourishing Disguise del 2018 è volato a 877.000 $ mentre in catalogo era stato presentato con una stima conservativa di 150-200.000 $.

Discorsi simili si potrebbero poi fare per Kwesi Botchway o Titus Kaphar, tutti autori di aggiudicazioni ben superiori alle aspettative. Mentre alcuni grandi nomi dell’arte hanno avuto risultati decisamente più in sordina. Uno su tutti Francis Bacon il cui Pope with Owls del 1958 ha cambiato proprietario per 33.000.000 $ rimandendo al di sotto della stima minima fissata a 35 milioni. 

LOTTO 7 – Raymond Pettibon, No Title (Let him come…), 2011. Pen, ink, gouache and acrylic on paper, 131.4 x 246.4 cm. Courtesy: Phillips

Ma difficoltà, tra i nomi “storici”, sono state registrate per Willem de Kooning la cui composizione del 1958 al lotto 12 è rimasta invenduta. Mentre Brown Bolero (1957) di Milton AveryFTA (1968) di Barkley L. Hendricks  sono stati ritirati prima della vendita. Qualche problemino di troppo anche per Luc Tuymans, presente in catalogo con la tela Wallpaper del 2014, passata di mano per 1.250.001 $, quando la stima minima era di 1.5 milioni.

Si è difeso, e decisamente bene, invece, Raymond Pettibon che con No Title (Let him come…) ha stabilito il proprio nuovo record d’asta: 3.418.000 $.

Tra gli altri risultati da segnalare, l’ottima aggiudicazione dell’Unititled di Cecily Brown al lotto 11, venduto per oltre 6 milioni di dollari, mentre European Ego Ideal di Avery Singer ha superato i 4 milioni di aggiudicazione al termine di una serratissima battaglia tra bidder. Poco dopo Garden di Mark Tensey ha cambiato proprietorio per 2.934.000 $ contro una stima massima in catalogo di un milione.

LOTTO 21 – Avery Singer, European Ego Ideal, 2014. Acrylic on canvas, 254 x 304.8 cm

Al lotto 28 è, invece, la quarantaduenne Emily Mae Smith ha farsi notare per una performance di tutto rispetto che vede la sua tela Feast and Famine partire da una stima di 200-300.000 $ ed essere venduta per 1.362.000 $. Ottima prova anche per David Hammons e, in particolare, per Nicolas Party con Houses, venduto per 1.724.000 $ contro una stima in catalogo di 400-600.000 $. Il tutto mentre la vori di Max Ernst, Cy Towmbly, Frank Stella o Andy Warhol non hanno, invece, brillato particolarmente.

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