Il ritorno di Cattelan: tra merda, morte e mafia

Gli ingredienti sembrano quelli dei B-Movie un po’ pulp degli anni Novanta: merda, morte, mafia. E invece sono le tre key words attorno a cui si sta costruendo il ritorno – ovviamente da protagonista – di Maurizio Cattelan.

La notizia dell’indebolimento del suo mercato a seguito della decisione di andare in pensione non ha fatto in tempo a girare che, guarda caso, il grande provocatore torna sotto i riflettori del fantastico circo dell’arte contemporanea con due eventi che lo riguardano molto da vicino: la mostra Shit and Die – che altro non è se non l’edizione 2014 di One Torino, il progetto espositivo prodotto da Artissima e quest’anno a cura dell’artista padovano – e Cosa Nostra, la prima grande selling exhibition delle opere di Cattelan dal 2011, anno della mostra Maurizo Cattelan: All al Guggenheim di New York e del suo “addio alle armi”.

 

Shit and Die: Torino secondo Cattelan & Co.

 

Apre oggi alle 17.30 Shit and Die (06/11 – 11/01), la mostra curata da Maurizio Cattelan assieme a Myriam Ben Salah e Marta Papini. Un nome che, sinceramente, lascia perplessi, anche se ci dicono che trae ispirazione dall’opera di Bruce Nauman One Hundred Live and Die del 1984, in cui brevi slogan scritti al neon sintetizzano gli elementi essenziali che accomunano gli esseri viventi attraverso lo spazio e il tempo, suggerendo una visione generale della condizione umana. Appunto il corpo, il lavoro, i vizi, la morte. Comunque, Cattelan è Cattelan e almeno il titolo ad effetto dobbiamo concederglielo. Al di là di questo, il progetto Shit and Die, almeno sulla carta, è intrigante. Quello che promettono i tre curatori, infatti, non è una semplice mostra, ma un percorso ricco di domande e di storie, stimolate dall’intreccio tra le opere, lo spazio e la città.

I curatori di Shit and Die: Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah, Marta Papini. Photo: Pierpaolo Ferrari

I curatori di Shit and Die: Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah, Marta Papini. Photo: Pierpaolo Ferrari

Dopo mesi di lavoro di speleologia urbana, infatti, i tre curatori hanno riunito le misteriose memorie e i curiosi fantasmi di Torino che, di fatto, diviene la vera protagonista di questo progetto. Allestita in quella che fu la residenza del Conte Cavour (Palazzo Cavour), la mostra si articola in un percorso diviso in sezioni, ognuna delle quali ha come punto di partenza un oggetto specifico, un luogo, una suggestione incontrata nelle collezioni della città: gli oggetti che costellano le stanze di Palazzo Cavour sono presi in prestito dalle collezioni meno convenzionali e dalle istituzioni affermate della città e del territorio, dall’unità residenziale Olivetti a Ivrea al Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” – da cui proviene un’inquietante forca -, dal Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” a Casa Mollino, dal Museo del Risorgimento ai prestiti della Collezione La Gaia, della GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, della Fondazione MUSEION/Collezione Enea Righi, della Fondazione Ettore Fico e della Fondazione Aldo Mondino.

Questi oggetti, nell’idea dei curatori, ci aiuteranno a  riscoprire momenti a volte dimenticati della storia di Torino e a sottolinearne i feticci e i segreti. Una forza narrativa che sarà amplificata dalla loro interazione con le opere contemporanee, in alcuni casi produzioni site-specific, realizzate per la mostra da 50 tra artisti affermati e giovani emergenti della scena artistica iternazionale. Stasera vedremo se l’effetto promesso funzionerà.

 

Cosa Nostra, cioè come ti rilancio un pensionato

 

Da quattro anni i passaggi sul mercato secondario di Maurizio Cattelan fanno registrare risultati decisamente al di sotto delle aspettative. E certo questo non deve aver rallegrato i suoi collezionisti che, dal 2010 – anno del suo record in asta – ad oggi, hanno visto tante sue opere rimanere invendute e un calo medio dei prezzi di aggiudicazione che supera il 50%. La causa: la decisione “prematura” dell’artista padovano di andare in pensione. Ma una notizia come questa – divulgata da ArtPrice – non può certo essere lasciata passare sotto silenzio. Ecco all’ora che a New York il 30 ottobre  scorso, Sotheby’s S|2 – galleria dell’omonima casa d’aste e dedicata esclusivamente alle selling exibition – ha organizzato una mostra commerciale dedicata all’artista italiano e pensata per testare il suo mercato dopo il prensionamento: Cosa Nostra. Un evento che nasce in collaborazione con la galleria Venus Over Manhattan del controverso collezionista, scrittore, imprenditore ed investitore americano Adam Lindemann che già aveva contribuito in larga parte alla retrospettiva Maurizo Cattelan: All del Guggenheim.

Maurizio Cattelan, Turisti, 1997

Maurizio Cattelan, Turisti, 1997

Il titolo scelto per questa mostra – Cosa Nostra – è un chiaro riferimento all’humor nero di Cattelan, ma anche a certi comportamenti un po’ mafiosetti che caratterizzano alcuni settori del collezionsimo di fascia alta, come ha spiegato lo stesso Lindemann – che ha curato direttamente la mostra – nell’intervista rilasciata al magazine di Sotheby’s e che spera, con questa operazione, di ampliare il numero di collezionisti dell’artista italiano.

Lindemann, peraltro, non manca di commentare la scelta di Cattelan di ritirarsi dalla scena artistica: «All’epoca ho trovato la decisione divertente – spiega Adam Lindemann all’intervistatore -. Oggi credo sia stato un errore e, probabilmente, anche lui pensa la stessa cosa. Credo che il racconto tracciato dalla nostra mostra sia proprio una riflessione sul suo pensionamento. Ad una certa distanza, vogliamo rileggere il suo lavoro, il suo impatto e la sua influenza, e guardare a tutto ciò con uno sguardo più fresco. Sarà bellissimo se un giorno Maurizio deciderà di tornare. E dopo questa mostra, dovrà farlo…». La domanda sorge allora quasi spontanea: che il suo riapparire a Torino in veste di curatore sia un primo passo per il suo ritorno?

 

Maurizio Cattelan, Him, 2001

Maurizio Cattelan, Him, 2001

 

In attesa di conoscere gli sviluppi di questa soap dell’arte contemporanea, ecco due dati sulla mostra newyorkese: esposti nelle due sedi (Sotheby’s S|2 e Venus Over Manhattan) lavori che coprono l’intera carriera di Cattelan e provenienti da importanti collezioni private – sarà un caso? – con un range di prezzo che va dai 30 mila dollari ai 20 milioni. E per chi vu0le saperne di più, ecco il link al catalogo online -> http://tinyurl.com/kjfqedf

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