Rudolf Stingel nella TOP 50 della aste

Rudolf Stingel, Untitled (Bolego), 2007
Rudolf Stingel, Untitled (Bolego), 2007

Anno d’oro per il mercato di Rudolf  Stingel che conquista il 6° posto nella TOP 50 di Artnet dedica agli artisti viventi che si sono comportati meglio nelle aste internazionali del 2014. Da gennaio ad oggi sono state ben 22 le opere dell’artista meranese passate in asta e, mediamente, le sue aggiudicazioni hanno superato di oltre 140 mila dollari la stima massima. Record dall’anno un +785 mila dollari ottenuto con la vendita dell’opera Untitled (Bolego) del 2007. Inserita nel catalogo della evening sale newyorchese di Christie’s del 13 maggio scorso con una stima tra 800 mila e 1.2 milioni di dollari, l’opera è stata aggiudicata per 1.985.000 dollari (buyer’s premium incluso).

Proveniente dalla collezione di Frances R. Dittmer che l’aveva acquistato dalla Paula Cooper Gallery, New York nel nel 2007 – ossia nell’anno in cui è stato realizzato -, Untitled (Bolego) di Rudolf Stingel è un autoritratto estremamente intimo, dipinto meticolosamente nelle tonalità vellutate del grigio, del carboncino e del panna. Potente e introspettivo allo stesso tempo, quest’opera ci offre un raro sguardo nella mente di uno degli artisti più innovativi del nostro tempo e fa parte di un’importante serie di ritratti realizzati da Stingel durante un momento particolare della sua carriera: il suo cinquantesimo compleanno.

Con Untitled (Bolano) ci troviamo di fronte ad un’opera segnatamente postmoderna, che sovverte la natura stessa del ritratto come genere, mettendone in discussione i metodi di indagine interiore. In questa rappresentazione, infatti,  Stingel limita la sua tavolozza a varie sfumature di grigio, conferendo al dipindo un’atmosfera di quiete e di malinconia. Tenendo una sigaretta nella mano sinistra, l’artista scherma i suoi occhi chiusi e rivolti verso il basso, costringendo chi guarda a comportarsi come un voyeur, sbirciando una celebrazione privata appena accennata dalle cadele  che si intravedono nella parte inferiore del dipinto.  L’artista sembra emergere dalle ombre e l’essenzialità del bianco e nero, che caratterizza la sua immagine, richiama alla mente la qualità granulosa delle foto vintage e delle pellicole dei film noir. E infatti, questo dipinto si basa su una fotografia scattata dal fotografo, e amico dell’artista, Roland Bolego. In questo senso, Untitled (Bolego) raggiunge l’obiettivo postmoderno di Rudolf Stingel di creare “l’immagine di un’immagine”.

Sempre nella stessa asta del 13 maggio, peraltro, un’altra opera di Stingel ha fatto registrare un’aggiudicazione di tutto rispetto: Untitled del 2002, offerta con una stima di 400.000 – 600.000 $ e battuta a  1.325.000 $. Anche in questo caso si tratta di un’opera proveniente dalla collezione Dittmer ed esposta, una prima volta, nel 2002 alla Paula Cooper Gallery – dove è stata acquistata da Frances R. Dittmer nel 2004  – e, successivamente, all’Aspen Art Museum durante la mostra Now You See It del 2008. Si tratta di un’opera in cui Stingel sovverte la pittura tradizionale attraverso l’impiego di un materiale riflettente: il Cellotex. Non solo, se il Cellotex trasforma la natura del dipinto, allo stesso tempo ci troviamo di fronte ad un dipinto distrutto dall’interazione con il pubblico che ne ha inciso la superficie.

Rudolf Stingel, Untitled, 2002

Rudolf Stingel, Untitled, 2002

A proprosito della natura performativa di questi lavori in Cellotex di Stingel, in occasione della retrospettiva del 2007 al Whitney Museum of American Art, Charlie Finch descrisse in modo chiaro l’emozionante natura di queste particolari opere: «Vi consiglio il retro di una spessa, costosa penna come perfetto strumento da incisione. La sensazione di scavare nell’argento di  Stingel è più soddisfacente. SCRIVETE GRANDE, ok? Ironia della sorte, il tuo graffito scompare nella luce del lampadario sopra la testa, poiché questa è la via che manda a monte l’alluminio. E quindi? Questo è un esercizio di museo partecipato che, come ha detto una volta Arthur Danto … è un divertimento per tutta la famiglia». E’ difficile immaginare un atto più distruttivo ed empio dello scalfilre la superficie incontaminata di un dipinto. Con questi lavori ci troviamo di davanti ad un affronto diretto al Modernismo che richiama alla mente la tecnica di Lucio Fontana, ma anche l’Art Brut di Jean Dubuffet o l’opera di Cy Twombly.

Tra gli altri passaggi sul mercato secondario di Rudolf Stingel da ricordare, infine, quella dell’Untitled (1996-1997) battuto, sempre da Christie’s  NewYork, nell’asta If I live I’ll see you Tuesday del 12 maggio 2014: stima  1.2 – 1.8 miloni di $, prezzo finale 2.165.000 $ (buyer’s premium incluso).

Guidano questa speciale classifica redatta ieri da Artnet sulla base del proprio database di risultati, uno dei più completi del mondo assieme a quello di ArtPrice:  Andrian Ghenie (1°), Jenny Saville (2°), Alex Israel (3°), Hurvin Anderson (4°) e Ronald Ventura (5°).

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3 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Ci sono artisti viventi che superano Stingel e company con le loro opere, solo che non vanno in Asta…forse perché hanno appena finito il liceo artistico ! SA http://armellin.blogspot.com

  • Nicola Maggi ha detto:

    Lo spero. Sarà la nuova leva. Parlando di Stingel, però, parliamo di un artista che ha anche una bella gavetta alle spalle e una lunga carriera che solo oggi arriva ad avere risultati notabili sul mercato secondario. E da questo punto di vista il suo percorso rispetta i tempi naturali dell'arte. Spero che questo accada anche per i giovani di cui parla e che questi non cadano troppo presto nella trappola delle aste che spesso rovina la carriera degli emergenti. Il mercato secondario può attendere!

  • Stefano Armellin ha detto:

    Diciamo allora che Stingel é un potenziale Richter…la gavetta va bene per tutti, ma uno non diventa un talento dell'arte perché fa più o meno gavetta, diventa un talento se il talento é già dentro di sé, si é grandi artisti fin da subito, mentre chi spera di diventarlo con il tempo riempie il Mondo di banalità, senza fare nomi gli esempi sono numerosi…Bacon ha trovato la sua linea dopo i 40 anni perché era già Bacon, altrimenti aspetta e spera, si fa sera e volano le farfalle…

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