Appello: salviamo il MuFoCo di Cinisello!

Se amate la fotografia segnatevi questo appuntamento in agenda: 12 dicembre 2014, ore 18.30, Triennale di Milano – Salone d’Onore. Non solo avrete la possibilità di comprare un’opera d’arte, ma anche di salvare uno dei musei italiani più belli dedicati alla fotografia: il MuFoCo di Cinisello Balsamo. Sì, perchè il 12 dicemrbe alla Triennale si terrà l’asta organizzata dagli Amici del Museo di Fotografia Contemporanea  per aiutarlo a superare un momento di grande difficoltà economica e istituzionale. Un’asta a cui hanno collaborato oltre 80 importanti fotografi e numerosi collezionisti, mettendo a disposizione un’opera per il catalogo che sarà battuto da Fabio Bertolo della Casa d’aste Minerva Auctions di Roma con l’obiettivo di raggiungere almeno quei 200.000 euro che ad oggi mancano dal bilancio del museo. Un “buco” dovuto, non ad una cattiva gestione, ma al mancato contributo della Provincia di Milano che non ha ancora firmato la convenzione 2014-2015. E questo nonostante i ripetuti appelli del Comune di Cinisello e del mondo della cultura.

 

L’appello degli amici del Museo

 

«Come Amici del Museo di Fotografia Contemporanea – dichiara Guido Venturini, Presidente dell’Associazione – siamo sempre stati al fianco del Museo, soprattutto in questi anni di difficoltà e incertezze crescenti. L’anno scorso abbiamo promosso una petizione per chiedere che il Museo fosse dichiarato nazionale, raccogliendo un’ottima risposta da parte di intellettuali, operatori del settore, appassionati di fotografia e di arte. Oggi, poiché alle difficoltà istituzionali si è aggiunta una situazione di grave crisi economica, abbiamo deciso di organizzare un’asta i cui proventi andranno a favore del Museo di Fotografia Contemporanea. Ringraziamo tutti i fotografi e i collezionisti che hanno generosamente accettato di mettere a disposizione una delle loro opere. Siamo certi che la qualità delle fotografie battute all’asta e l’importanza della causa per la quale è stata organizzata garantiranno altrettanto successo».

 

Una situazione sempre più grave

 

Alla conferenza stampa inaugurale della MIA – Milan Image Art Fair a maggio, il MuFoCo – Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo era stato paragonato ad una pianta che non è mai stata annaffiata. Oggi, questa pianta rischia di estinguersi per sempre se non si riescono a trovare i 200.000 euro che la Provincia di Milano non ha ancora versato per l’anno in corso, rimandando la firma della convenzione per il finanziamento delle annualità 2014, 2015 e 2016 a data da destinarsi.  Una mancata firma prima imputata all’abolizione, da parte del Governo, delle Province e oggi ai problemi di bilancio della stessa. Fatto sta che senza la firma di questa convenzione il futuro del Museo di Cinisello è quanto mai incerto. Ad oggi solo il Comune di Cinisello ha firmato il documento, pagando regolarmente la sua quota, pari a 300.000 mila euro.

Il Museo di Fotografia Contemporanea occupa interamente l’Ala Sud di Villa Ghirlanda, a Cinisello Balsamo

Il MuFoCo – Museo di Fotografia Contemporanea occupa interamente l’Ala Sud di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo

Ma quello che preoccupa ancor di più lo staff del MuFoCo non è tanto la mancanza dei 200.000 euro della Provincia per il 2014, ma l’assenza di un atto firmato da entrambi i soci e che passi in eredità alla nascitura Città Metropolitana l’impegno del finanziamento 2014-2016. Un vuoto, questo, che mette seriamente in pericolo la sussistenza del Museo.

 

Gli Artisti all’asta

 

Nell’attesa che venga pubblicato online il catalogo dell’asta, ecco l’elendo degli autori delle fotografie finora raccolte: Andrea Abati, Giampietro Agostini, Isabella Balena, Marina Ballo Charmet, Giorgio Barrera, Gabriele Basilico, Fabrizio Bellomo, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Fabio Boni, Roberto Bossaglia, Luca Campigotto, Luca Casonato, Emilia Castioni, Serena Clessi, Cesare Colombo, Mario Cresci, Marco Dapino, Paola Dalla Valle, John Davies, Alberto Dedè, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Donatella Di Cicco, Joan Fontcuberta, Vittore Fossati, Jean Louis Garnell, Giovanni Gastel, Moreno Gentili, Paolo Gioli, Claudio Gobbi, Fulvio Guerrieri, Guido Guidi, Giovanni Hänninen, Jitka Hanzlovà, Graciela Iturbide, Francesco Jodice, Karen Knorr, Silvia Lelli, Martino Lombezzi, Uliano Lucas, Gianni Maffi, Tancredi Mangano, Martino Marangoni, Allegra Martin, Roberto Masotti, Paola Mattioli, Nino Migliori, Cristina Nunez, Cristina Omenetto, Roberta Orio, Anto Ottomanelli, Mario Peliti, Bernard Plossu, Bruno Pulici, Francesco Radino, Efrem Raimondi, Moira Ricci, Paolo Riolzi, Marialba Russo, Claudio Sabatino, Roberto Salbitani, Alessandro Sambini, Simone Schiesari, Malick Sidibé, Marco Signorini, Alessandra Spranzi, Beat Streuli, Pio Tarantini, George Tatge, The Cool Couple, Giulia Ticozzi, Franco Vaccari, Hans van der Meer, Luigi Vegini, Paolo Ventura, Alessandro Vicario, Silvio Wolf, Edegildo Zava.

2 Commenti

  • Massimo Gurciullo ha detto:

    Tutti hanno da salvare qualcosa.Basta accendere la tv e un flusso interrotto di pubblicità su ogni tipo di bambino da salvare, l’africano, l’afgano, il libico, i sordo muti e ciechi, quelli afflitti dai tumori e da ogni altro tipo di sventura,dal mal di schiena all’emicrania a grappolo.Poi ci sono gli animali da salvare il cui catalogo è quì molto vasto, da quelli abbandonati sulle autostrade a quelli che si sono arrampicati sugli alberi e non riescono più a scendere.E quì mi fermo.Siamo dinnanzi alla più grande fiera del dolore, della compassione ma, anche purtroppo, dell’ipocrisia.Tutti a chiedere soldi.Tutti vogliono soldi.Che dire del MuFoCo ? Rischiamo di ripetere le stesse cose che si sono già dette per FORMA.In Italia tutto viene basato sui contributi pubblici.Se non arrivano si chiude bottega.L’incapacità assoluta di saper mettere a reddito la produzione culturale in questo paese è un cancro spietato.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      O forse una tremenda metastasi. Il cancro italiano credo sia il fatto che tutto debba dipendere da fondi pubblici: dalle aziende in crisi, alle banche, passando per l’arte e la cultura. Una maggior indipendenza dalla greppia pubblica sarebbe auspicabile. La cosa che mi addolora è che la cultura si utilizzata, ancora oggi, come merce di scambio elettorale. Siamo afflitti da una totale incapacità di gestione dei fondi destinati alla cultura: in un paese civile, il MuFoCo avrebbe i fondi necessari per vivere e il MAXXI non esisterebbe. Ma ognuno deve lasciare la propria bandierina sulla sua personalissima luna e così, ecco un’asta per salvare quello che è, con molta probabilità, l’unico museo di fotografia degno di questo nome nel nostro paese.

I commenti sono chiusi