Sotheby’s: in asta 61 opere dalla collezione di Ernesto Esposito

Sua madre ha cucinato per Joseph Beuys e durante la sua carriera di collezionista ha conosciuto personalmente i più grandi artisti della sua generazione, come Andy Warhol, Helmut Newton, Joseph Kosuth e Michelangelo Pistoletto. Stiamo parlando di Ernesto Esposito, uno dei più acclamati shoes designer italiani, ma anche uno dei più importanti collezionisti d’arte contemporanea del nostro Paese. Tanto che la sua raccolta, iniziata oltre trent’anni fa a Napoli, con artisti del calibro di Cy Twombly, Robert Rauschenberg e Gerhard Richter, è oggi riconosciuta come una tra le più interessanti in Europa ed è stata già esposta in diversi musei europei e americani. Adesso, una selezione di 61 opere delle sua collezione guida le tre aste di Sotheby’s in programma tra oggi pomeriggio e domani: The Italian Sale (15/10 – ore 18), la Contemporary Art Evening Auction (15/10 – ore 19) e la Contemporary Art Day Auction (16/10, ore 10). Tra i lavori in asta anche uno dei top lot che compongono il catalogo della evening sale di oggi: Vesuvius di Andy Warhol, in catalogo con una stima di 1.2-1.6 milioni di euro. Dalla vendita delle 61 opere Sotheby’s si attende un totale di circa 6 milioni di euro.

 

Ernesto Esposito: un collezionista appassionato

 

A poco più di vent’anni vede, per la prima volta, una Electric Chair di Andy Wharol e scocca la scintilla. Inizia, così, la storia di Ernesto Esposito, shoes designer e collezionista d’arte tra i più importanti del vecchio continente. Caratteristica peculiare del suo modo di collezionare è da sempre l’attenzione rivolta verso i giovani artisti, il suo “occhio” e lo scommettere, incondizionatamente, sulle ragioni del nuovo. E basta scorrere le 61 opere selezionate da Sotheby’s per rendersene conto: un insieme di artisti, di generazioni e provenienze diverse, la maggior parte ancora emergenti, alcuni invece già riconosciuti nel panorama internazionale. Il tutto per una panoramica animata da una serie di contrappunti, accuratamente scelti tra i “grandi classici” presenti nella collezione Esposito, chiamati a dialogare con le opere degli più giovani giovani, attraverso i tre cataloghi messi a punto dalla casa d’aste di New Bond Street per questa settimana.

Ernesto Esposito nel suo appartamento

Ernesto Esposito nel suo appartamento

La storia di Ernesto Esposito designer di scarpe, la cui creatività ha influenzato i più grandi nomi della moda da Marc Jacobs a Louis Vuitton, e quella di Ernesto Esposito collezionista d’arte contemporanea, che ha accumulato una delle più prestigiose collezioni di arte contemporanea, incontrando artisti come Andy Warhol, Michelangelo Pistoletto e Joseph Beuys, sono inestricabilmente intrecciate. Una grande collezione, d’altronde, è per prima cosa il ritratto più intimo di chi l’ha creata, e nella collezione Esposito si incrociano, infatti, il suo vissuto personale e le sue visioni, le sue emozioni, ansie e melanconie e il suo coinvolgimento estetico, la sua passione per l’arte e le sue scelte audaci e trasversali. E se i suoi gusti in fatto di arte riflettono la sua vita personale e di designer, l’arte gli ha permesso di guardare alla moda da un’altra prospettiva. E così, se da un lato ha raccolto opere di  artisti che hanno condiviso la sua passione per la moda (tra cui Warhol e Newton), dall’altro quegli stessi lavori hanno anche ispirato le scarpe che ha disegnato e nelle quali, in alcuni casi, si ritrovano elementi pittorici letteralmente incorporati nel design.

Richard Prince. What to do, 2008. L'opera è uno dei top lot della day sale di Sotheby's del 16 ottobre. Est: 341,474 - 478,063 EUR. Courtesy: Sotheby's.

Richard Prince. What to do, 2008. L’opera è uno dei top lot della day sale di Sotheby’s del 16 ottobre. Est: 341,474 – 478,063 EUR. Courtesy: Sotheby’s.

Esposito ha raccolto arte per la maggior parte della sua vita e sempre con lo stesso approccio appassionato ed eclettico, mosso da intuizioni, talvolta raffinatissime, altre volte più viscerali, che comprendono i toni del rigore e quelli della dissacrazione. Ne è nata, così, una raccolta che va dal 1950 a lavori del 2014, dal rigido concettualismo di Joseph Kosuth ai colorati dipinti figurativi di George Condo. In cui i grandi classici del dopoguerra, come Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Jannis Kounellis, dialogano con una recentissima opere video di Jordan Wolfson o di Cory Arcangel. D’altronde, come ha spiegato lo stesso collezionista citando il presentatore radiofonico Alain Parisse: «La vecchiaia inizia quando il vostro attaccamento al passato supera il vostro entusiasmo per il futuro». E per Esposito, la vecchiaia sembra veramente una realtà lontanissima.

 

In asta 61 opere scelte da Kounellis a Condo

 

Inserite trasversalmente nei cataloghi dell’Italian Sale 2015 e della evening sale di arte contemporanea in programma oggi a Londra e in quello della day sale di domani, le 61 opere della collezione Esposito che andranno all’asta da Sotheby’s rappresentano uno spaccato intrigante di questa grande collezione. Un corpus di lavori che, offrendo una ricca gamma di opere di artisti del dopoguerra e contemporanei, testimonianza dei più diversi stili, medium e pratiche artistiche, ci permette di scoprire la visione del collezionista che l’ha messa insieme. 61 opere, per un valore complessivo stimato attorno ai 6 milioni di euro, che compongono una panoramica dell’arte degli ultimi 60 anni attraverso lavori scelti per la loro importanza sia all’interno della produzione di un determinato artista che, più in generale, della storia dell’arte. E’ il caso, ad esempio, di Untitled di Jannis Kounellis, uno dei primi lavori dell’artista greco, realizzato in un momento importantissimo della sua formazione (1959-60), ossia subito dopo il trasferimento dalla Grecia a Roma avvenuto nel 1956. Questo Untitled (stima: 682.948 – 956.127 euro) è dunque un lavoro che testimonia uno dei primi sviluppi della sua pratica che nasce nel rinnovato clima artistico italiano del dopoguerra, inaugurato da artisti come Alberto Burri, Lucio Fontana e Piero Manzoni che, dalla fine degli anni Cinquanta, avevano aperto la strada ad una nuova forma radicale di astrazione.

Jannis Kounellis, Untitled, 1959-60. Est.: 682,948 - 956,127 EUR. Courtesy; Sotheby's

Jannis Kounellis, Untitled, 1959-60. Est.: 682,948 – 956,127 EUR. Courtesy; Sotheby’s

Sempre nel catalogo dell’Italian Sale, da segnalare, inoltre, l’accattivante ritratto fatto da Michelangelo Pistoletto ad Ernesto Esposito: un quadro specchiante del 1987 (stima: 550-820 mila euro) che ritrae il designer/collezionista mentre corre agilmente attraverso una vasta superficie riflettente. Un lavoro di altissima qualità artistica che rappresenta uno degli apici della capacità idiosincratica di Pistoletto di “rispecchiare” la natura transitoria della vita.

Michelangelo Pistoletto, Ernesto Esposito, 1987. Est: 546,358 — 819,537 EUR. Courtesy: Sotheby's.

Michelangelo Pistoletto, Ernesto Esposito, 1987. Est: 546,358 — 819,537 EUR. Courtesy: Sotheby’s.

Tra i top lot della evening sale di stasera troviamo, invece, Vesuvius, opera del 1985 di Andy Warhol (stima: 1.2-1.6 milioni di euro). Un vero e proprio omaggio del padre della Pop Art americana alla città di Napoli che realizzò la serie dedicata al Vesuvio durante la sua visita del 1985 alla città partenopea che culminò nella mostra Vesuvius by Warhol, tenutasi al Museo di Capodimonte nello stesso anno. Una serie molto particolare, in cui ogni visione del vulcano è stata dipinta a mano dall’artista utilizzando – come spiegò lo stesso Warhol – «sempre colori diversi in modo da poter dare l’impressione di essere stato dipinto appena un minuto dopo l’eruzione». La tela proveniente dalla collezione Esposito è, peraltro, la più grande della serie. A fianco di questo capolavoro, completano la presenza della collezione Esposito all’interno dell’asta serale di Sotheby’s un gruppo di opere di Sean Scully, George Condo, Howard Hodgkin e Ilya Kabakov.

Andy Warhol, Vesuvius, 1985. Est: 1.092.716 - 1.639.074 EUR. Courtesy: Sotheby's

Andy Warhol, Vesuvius, 1985. Est: 1.092.716 – 1.639.074 EUR. Courtesy: Sotheby’s

Ma tra i tre appuntamenti i programma a Londra nella sede di Sotheby’s, è la day sale di domani che darà ai collezionisti internazionali la visione più completa della collezione messa insieme da Ernesto Esposito in oltre trent’anni di attività. Nel catalogo della vendita diurna troviamo, infatti, alcuni interessanti abbinamenti tra opere di Robert Rauschenberg e Dan Colen – due artisti che hanno esplorato l’uso di rifiuti come mezzo artistico, e i cui lavori erano appesi, uno di fronte all’altro, nell’appartamento romano del collezionista. Mel Ramos, Alex Katz, John Baldessari, Richard Prince e Cory Arcangel rappresenteranno, invece, il “capitolo” della raccolta Esposito dedicato alla storia della Pop Art americana e alle sue influenze sulle nuove generazioni. Mentre un altro focus sulla collezione è composto da opere, esteticamente belle e ricche concettualmente, che portano la firma di artisti come Daniel Buren, Joseph Kosuth, Joseph Beuys e Martin Creed. Tutti lavori che fino ad ora arredavano con gusto la casa di Ernesto Esposito e che, viste nel loro insieme, rappresentano una vera e propria lezione di Storia dell’Arte Contemporanea e di come i medium, i movimenti e le generazioni si siano intrecciati nella storia artistica a cavallo tra il XX e il XXI secolo.