Lettera da Sulzano (The Floating Piers)

Christo, The Floating Piers, Lake Iseo, Italy, 2014-16 Photo: Wolfgang Volz © 2016 Christo
Christo, The Floating Piers, Lake Iseo, Italy, 2014-16 Photo: Wolfgang Volz © 2016 Christo

Caro Nicola,

 

ne valeva la pena. Code per il parcheggio, code per l’autobus-navetta, code per i biglietti della navetta medesima, una folla oltre le aspettative (cinquantacinquemila presenze nei primi due giorni) — il tutto, va detto, gestito comunque in maniera mirabile dallo staff dell’organizzazione e dalle forze dell’ordine, pur colti di sorpresa da un’affluenza così massiva anche rispetto alle più rosee previsioni…

Ma The floating piers di Christo vale davvero la pena: 4,5 km di banchine che attraversano una parte del Lago d’Iseo collegando Sulzano, Monte Isola e poi l’Isola di San Paolo con un camminamento color giallo dalia che splende sotto il sole di questa giornata bellissima.

Al di là della bellezza dell’immediato impatto estetico (nota che il giallo dalia è stato scelto perché a seconda dell’umidità e della luce vira in uno spettro cromatico che dall’arancione arriva al giallo oro), al di là degli inediti panorami del lago che si aprono alla vista dal percorso dell’installazione, al di là anche dello stesso cuore concettuale dell’operazione (non solo l’ossimoro del “camminare sull’acqua” — un ossimoro paragonabile, nella sua geniale semplicità, all’idea di “scultura in movimento” dei Mobiles di Calder —, ma anche i concetti di apertura e collegamento che in questo caso ribaltano quelli di occultamento e separazione alla base dei celebri imballaggi e running fences dello stesso Christo)…

Al di là di tutto questo, The floating piers è una sorta di gioioso rito collettivo, vissuto dai suoi partecipanti con molto più entusiasmo e civiltà rispetto a tanti tristi e squallidi spettacoli da turismo di massa che vedono protagoniste, nei grandi musei, comitive di persone annoiate e distratte —  quelle che, per intenderci, ogni tanto fotografano svogliatamente qualche cartellino dimenticando di guardare il quadro…

Qui adulti, bambini, adulti con bambini in passeggino, persone con disabilità varie (oltre a quelle in carrozzella, vedo un signore con le cannule nel naso e la bombola d’ossigeno su un carrellino che passeggia gagliardamente sulle banchine…) vivono e condividono questa splendida operazione di Land Art, assieme alla popolazione locale da subito appassionatasi al progetto (noto con piacere che in un bar il gelato e la bibita che compro conservano il loro prezzo normale!).

In questo senso, direi che la democraticità della fruizione e la gratuità in senso lato dell’opera d’arte, da sempre centrali nella poetica di Christo, abbiano davvero, meritatamente, trionfato — con buona pace di Vittorio Sgarbi, che non ha perso l’occasione del piedistallo mediatico creatosi attorno a quest’opera per cercare di mettersi in mostra, ovviamente sempre come bastian contrario…

Sulzano, 20 giugno 2016

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