The Milky Way: 31 artisti a sostegno delle mamme in difficoltà

Grear Patterson, Madonna Wall, 201. Stampa cromogenica, 30x40 cm. Courtesy dell’Artista

Da Charles Avery a Rä di Martino, passando per William Kentridge, Gianni Politi e Giuseppe Stampone. Sono 31 gli artisti che hanno aderito a The Milky Way 2, mostra di raccolta fondi che si terrà sabato 21 e domenica 22 novembre a Roma, presso la galleria Studio SALES di Norberto Ruggeri, e il cui ricavato servirà alla Fondazione Pianoterra Onlus a sostenere il progetto 1000 Giorni a Roma, programma integrato di intervento precoce per donne in gravidanza, neomamme e bimbi molto piccoli in contesti di marginalità e povertà culturale. Realizzato da Pianoterra in collaborazione con ACP (Associazione Culturale Pediatri) il progetto parte dall’assunto che migliorando le condizioni di partenza di una vita, offrendo cura e supporto alle radici, è possibile prevenire molti problemi di salute e di sviluppo ed evitare che si trasmettano di generazione in generazione. Lo scorso anno, con la prima edizione tenuta presso la Galleria Lia Rumma di Napoli, i fondi raccolti con The Milky Way hanno permesso di sostenere più di 150 mamme che vivono in condizione di indigenza, attraverso latte formulato (per quelle che non possono allattare al seno), generi di prima necessità per il neonato e percorsi di accompagnamento al parto e alla genitorialità  guidati da professionisti, durante tutto il periodo della gravidanza e dell’allattamento. Le opere, con prezzi per tutte le tasche (da 150 a 9000 euro), rimarranno in vendita fino a Natale.

 

L’arte in difesa dei più deboli

 

«Nessun uomo è un’Isola, / intero in se stesso. / Ogni uomo è un pezzo del continente, / una parte della Terra. / Se una zolla viene portata via dall’onda del mare, / la Terra ne è diminuita», scriveva John Donne nel 1624. E non a caso il tema della seconda edizione di The Milky Way è l’interdipendenza: siamo tutti connessi, dipendiamo gli uni dagli altri esattamente come la vita sul nostro piccolo pianeta dipende anche da eventi che avvengono al centro della nostra galassia, lontano anni luce. Solo con l’aiuto di tutti, e con la consapevolezza di esser tutti parte di un’unica cosa, la comunità può essere in grado di prendersi cura di chi è più fragile. Ecco allora, che acquistando un’opera della mostra The Milky Way 2 si potrà fare parte di un percorso, aperto a tutti coloro che vorranno sostenere il programma 1000 Giorni a Roma, che ha l’obiettivo di coinvolgere chi crede che la cultura è partecipazione, fattore di sviluppo e di coesione sociale.

Charles Avery, Untitled (Study for a Goddess), 2004. Matita e acrilico su carta, 62x87 cm. Courtesy dell’Artista e di Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.Foto di Giorgio Benni

Charles Avery, Untitled (Study for a Goddess), 2004. Matita e acrilico su carta, 62×87 cm. Courtesy dell’Artista e di Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.Foto di Giorgio Benni

Ma perché coinvolgere gli artisti? La risposta è semplice: «L’artista – spiegano gli organizzatori – detiene il privilegio di poter comunicare muovendosi liberamente tra linguaggi e registri diversi; ha dunque la capacità di mettere in connessione dimensioni diverse, in forme inedite e imprevedibili». «In molti casi – proseguono – la risposta che abbiamo ricevuto dagli artisti è andata ben oltre il dono dell’opera, ma è stato l’avvio di un discorso condiviso, che confluisce nello spazio espositivo dove rimane aperto. La voce degli artisti che hanno aderito a The Milky Way, inoltre, rafforza il nostro messaggio facendolo arrivare anche a chi noi non riusciamo a raggiungere».

William Kentridge, Untitled (The Shadow of a Shadow), 2010. Fotocalcografia, 26.7 x 34.3 cm (41.9 x 49.5 cm con cornice). Ed 28 / 30. Courtesy dell’Artista e della Galleria Lia Rumma, Napoli / Milano. Foto di Giorgio Benni

William Kentridge, Untitled (The Shadow of a Shadow), 2010. Fotocalcografia, 26.7 x 34.3 cm (41.9 x 49.5 cm con cornice). Ed 28 / 30. Courtesy dell’Artista e della Galleria Lia Rumma, Napoli / Milano. Foto di Giorgio Benni

E per il 2015 sono ben 31 gli artisti contemporanei in prima linea per 1000 Giorni: Charles Avery, Angelo Bellobono, Alessandro Cicoria, Mat Collishaw, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Goldschmied & Chiari, Flavio Favelli, Norma Jeane, Tobias Kaspar, William Kentridge, Michaela-Maria Langenstein, Emiliano Maggi, Domenico Mangano, Doris Maninger, Davide Monaldi, Olaf Nicolai, Grear Patterson, Nicola Pecoraro, Alessandro Piangiamore, Giuseppe Pietroniro, Gianni Politi, Marco Raparelli, Max Renkel, Sterling Ruby, Pietro Ruffo, Andrea Salvino, Lorenzo Scotto di Luzio, Giuseppe Stampone, Mari Sunna e Gian Maria Tosatti.

 

La vostra passione a servizio della vita

 

Che siate collezionisti navigati o semplici appassionati d’arte, The Milky Way vi offre l’occasione unica di mettervi in casa un’opera d’arte originale che avrà, per sempre, un valore speciale: il valore della vita. E se pensate che, quasi sicuramente, le opere proposte abbiano un costo al di là delle vostre possibilità vi sbagliate. Il catalogo ha, infatti, un range di prezzo che va dai 150 ai 9000 euro, ma la maggior parte dei lavori si colloca in una fascia tra i 1000 e i 2000 euro. Insomma, non molto di più di un iPhone 6 Plus e con la consapevolezza che con quei soldi, oltre a mettervi in casa un’opera d’arte, permetterete alla Fondazione Pianoterra Onlus di sviluppare le seguenti azioni d’intervento:

  • Il coordinamento comunitario dei servizi per la famiglia, al fine di creare integrazione e collegamento tra le diverse strutture territoriali che si occupano di salute materno-infantile.
  • L’apertura di uno sportello di ascolto per accogliere le mamme e avviare un’attenta analisi della domanda, dei bisogni e delle risorse.
  • La promozione e la diffusione del programma tra le donne in gravidanza, le mamme e i nuclei familiari vulnerabili, anche per mezzo della Valigia Maternità che, come la Baby Box finlandese, contiene beni di prima necessità per la mamma e per il bambino.
  • L’offerta di attività e servizi quali: orientamento ai servizi socio-sanitari territoriali; incontri con esperti della salute e del benessere della donna e del bambino; laboratori creativi ed espressivi; attività ludico-ricreative per facilitare l’interazione madre-bambino; counselling individuale e di famiglia.

E se non potete andare a Roma in questo fine settimana, nessun problema: le opere rimarranno in vendita fino a Natale e potrete acquistarle contattando direttamente la curatrice della mostra, Damiana Leoni, scrivendo a:  [email protected]. Sul sito della Fondazione, infine, potete già trovare la gallery delle opere. Che state aspettando?