Fiere: la qualità fa grande The Phair

Una vista dall'alto di The Phair che aprirà al pubblico oggi all'Ex Borsa Valori di Torino. photo credits ISIA Urbino
Una vista dall'alto di The Phair che aprirà al pubblico oggi all'Ex Borsa Valori di Torino. photo credits ISIA Urbino

A partire dalle ore 12 di oggi, venerdì 3 maggio, sarà aperta al pubblico The Phair (3-5 maggio, Ex Borsa valori), la prima fiera torinese interamente dedicata alla fotografia.

Un evento strutturato che mettesse al suo centro esclusivamente la fotografia, mancava a Torino da diversi anni. Ma qualcosa era nell’aria… Si era cominciato lo scorso anno con Fo.To, serie di appuntamenti a tema fotografia in più luoghi della città e quartier generale al Museo Ettore Fico. Oggi la stessa esperienza di Fo.To progredisce e si completa, affiancando un nutrito programma di eventi espositivi e non, in giro per la città, con la prima edizione della fiera.

I corridoi di The Phair durante la preview di ieri all'ex Borsa Valori di Torino.

I corridoi di The Phair durante la preview di ieri all’ex Borsa Valori di Torino.

Complici anche le dimensioni ridotte, la location centralissima e la selezione di 35 prestigiose gallerie, The Phair si presenta subito come bella ed estremamente godibile. Le gallerie in fiera sono tutte italiane, anche se gli artisti sono internazionali.

La location e l’allestimento rendono le opere molto fruibili. La dimensione non troppo ampia dello spazio espositivo consente e favorisce il dialogo con gli espositori, l’approfondimento degli autori, delle opere e delle tematiche.

La fotografia è indagata a 360°, con una leggera propensione, forse, per la produzione di carattere artistico in senso proprio, più che per la fotografia stricto sensu (anche se non mancano, qua e là, gli stand dedicati alla fotografia di reportage, storica o moderna che sia, come nel caso dello stand della torinese Raffaella de Chirico).

Simone Mussat Sartor – fotografia – 2011-2017 – cm 26’5x 26,5. Courtesy Alberto Peola Arte contemporanea

Tra gli stand più interessanti c’è quello di Alberto Peola, con le immagini di Simone Mussat Sartor. Progetti sul tempo, sulla ripetizione, immagini-racconto che sono anche tempi sospesi, come tanti incipit di storie ancora tutte da raccontare.

Cattura, poi, lo sguardo lo stand di Massimo De Carlo, interamente dedicato all’israeliana Elad Lassry, con i suoi progetti a cavallo tra diversi media, e alcuni esempi dalla brillante serie dedicata ad Anthony Perkins.

Impossibile non fare una sosta allo stand della Galleria Franco Noero, che punta su un classico, sempre efficace Mapplethorpe, le cui opere sempre meravigliose, sospese tra erotismo e classica bellezza, sono esposte tra l’altro anche nella sede di Via Mottalciata della galleria.

Mapplethorpe, MiltonMoore, 1981

Mapplethorpe, MiltonMoore, 1981

Affascina il lavoro di Mario Airò esposto da Tucci Russo: una serie di fotografie per le quali l’artista ha costruito veri e propri disegni di luce, come temporanee opere di land art, in una location naturalistica e suggestiva nella zona delle Dolomiti.

 Mario Airò (Pavia, 1961) serie En plein air. Wandering the Alps with laser and Camera


Mario Airò (Pavia, 1961) serie En plein air. Wandering the Alps with laser and Camera

E, se la milanese Valeria Bella punta, tra gli altri, su un classico Erwitt, Photo & Contemporary divide il proprio stand tra i panorami metafisici sospesi tra acqua e terra di Francesco Bosso (che, tra l’altro, espone in contemporanea nella project room di Camera) e le anamorfosi geometrizzanti, che modellano lo spazio, di Georges Rousse, in procinto di inaugurare una personale negli spazi di via dei Mille della Galleria.

Da segnalare: i lavori di Zanetti e Terlizzi per Traffic Gallery di Bergamo, lo stand monografico dedicato alla francese Aurore Valade per Gagliardi & Domke di Torino e, ovviamente, la serie di fotografie di Andy Warhol per In Arco.

Tirando le somme, questa fiera si affaccia nel panorama dell’arte contemporanea a Torino nel modo migliore. Agile, snella, variegata e di qualità, dotata persino di una web tv ad hoc per documentare il tutto e fare qualche approfondimento fruibile in streaming.

Lo stand di In Arco a The Phair

Lo stand di In Arco a The Phair

E così, nell’attuale panorama di ricerca e di mercato, in cui l’interesse per la fotografia cresce, The Phair si presenta fin da subito come un vero gioiellino: piccolo di dimensioni (il che è un pregio, perché favorisce la fruizione e la comprensione dei lavori), ma rilevante per qualità e ricchezza delle proposte. Un nuovo esperimento e una nuova esperienza, a cui c’è solo da augurare un futuro all’altezza delle promesse di questa prima edizione.