On Tour: l’arte italiana nel mondo

Franco Costalonga, Oggetto Cromocinetico (particolare). All'artista veneziano è dedicata la prima retrospettiva alla GR Gallery di New York

Se l’arte italiana, in questi anni, sta vivendo un momento di gloria lo si deve, in primo luogo, alle gallerie che la valorizzano nel mondo organizzando mostre dei nostri migliori artisti nelle proprie sedi o portandoli in importanti sedi istituzionali. Per questo, periodicamente, facciamo un “giro dei campi” per vedere quali sono i nomi, storici o emergenti, in tour all’estero. Iniziamo con Monica Bonvicini (n. 1965). Recentemente entrata a far parte della scuderia della galleria Mitchell-Innes & Nash l’artista veneziana è attualmente presente all’interno della collettiva Remember pre­sent time Le LAIT Art Centre di Albi in Francia. Per la primavera 2017 è prevista, invece, una sua personale a New York. E proprio nella Grande Mela è, invece, in corso la prima personale di Beatrice Pediconi (n. 1972): Alien/Alieno, alla Sepia Eye gallery. L’artista, nata a Roma ma da tempo residente negli Stati Uniti, da circa un decennio porta avanti una ricerca artistica molto particolare che la vede tradurre le osservazioni e le ricerche scientifiche in una pittura meditativa registrata tramite video o fotografia. Ne nascono dei dipinti caratterizzati da un senso di mistero e di collegamento ultraterreno, in grado di trasportare gli spettatori in un universo sereno, estraneo, eppure stranamente familiare. Sempre la Pediconi, peraltro, è impegnata in una seconda personale, La Pelle (La Peau), alla Officina di Brussels.

Una vista della mostra Alien/Alieno alla Sepia Eye gallery, prima personale newyorchese di Beatrice Pediconi (n. 1972)

Una vista della mostra Alien/Alieno alla Sepia Eye gallery, prima personale newyorchese di Beatrice Pediconi (n. 1972)

Sempre per quanto riguarda la scena “emergente” italiana, la Cara Gallery di New York ospita, fino all’11 giugno, Call the Bluff, mostra personale di Beatrice Scaccia (n. 1978) pensata appositamente per gli spazi della galleria.  Da tempo il lavoro di Beatrice Scaccia ruota intorno ai gesti casuali e ripetitivi delle manifestazioni esistenziali. Nelle opere esposte i personaggi sono sospesi in uno stato di indecisione fra la reciproca interazione o resistenza, congelati nell’incompletezza delle loro azioni ed immersi in un’atmosfera crepuscolare. Forte di una solida preparazione pittorica, lo studio della figura umana, presente nell’iconografia di Scaccia, si richiama spesso a temi rinascimentali e tardo settecenteschi. In mostra una sequenza di disegni realizzati con grafite, gesso, cera su carta (stirando in ultimo le opere con l’utilizzo del ferro) e di piccoli lavori su tavola che fungono da preambolo ai dipinti su tela di importanti dimensioni, mai presentati al pubblico prima d’ora.

Una vista di mostra Call the Bluff di Beatrice Scaccia alla Cara Gallery di New York.

Una vista di mostra Call the Bluff di Beatrice Scaccia alla Cara Gallery di New York.

In Texas, al Dallas Contemporary, museo d’arte senza collezione permanente che presenta idee nuove e stimolanti di artisti regionali, nazionali e internazionali, è in corso Ma’am, prima mostra personale negli Stati Uniti di Paola Pivi (n. 1971) che mette insieme sia lavori iconici del passato che opere frutto di recenti commissioni. Tra queste anche il suo orso ricoperto di piume e il Fiat G-91 fighter jet rovesciato. Una mostra, quella di Dallas, realizzata anche con la collaborazione della Galleria Massimo De Carlo e della Galerie Perrotin e che offre una panoramica completa della ricerca di una delle artiste più acclamate dal pubblico internazionale e reduce dal recente record d’asta realizzato da Christie’s con il suo Untitled (Donkie), presente anch’esso in mostra. Sempre negli Stati Uniti, questa volta al New York, Giorgio Andreotta Calò (n. 1971) è tra gli artisti presenti nella collettiva Wanderlust presso la High Line Art e dedicata ai temi del cammino, del viaggio e del pellegrinaggio.

Una vista di Ma'am personale di Paola Pivi al Dallas Contemporary. Foto: Kevin Todora

Una vista di Ma’am personale di Paola Pivi al Dallas Contemporary. Foto: Kevin Todora

Chiudiamo questa carrellata dedicata agli artisti emergenti italiani segnalando la collettiva No Fly Zone, inaugurata mercoledì scorso (25 maggio) alla NContemporary di Londra e che vede, tra le altre, le opere di Raffaella Crispino (n. 1979), Domenico Antonio Mancini (n. 1980) e Maria Rapicavoli (n. 1976). In mostra una serie di lavori  seriali, archivi visivi, sequenze o “capitoli”  tratti da progetti più articolati in grado di mostrare il processo di ricerca di ogni artista e che invitano lo spettatore a ripensare il complesso panorama geopolitico internazionale.

Raffaella Crispino, Weather Forecast, 2012. Led display, 100 x 10 x 10 cm, 26 science fiction film plots, different, languages, 10' 30 (loop), courtesy of the artist

Raffaella Crispino, Weather Forecast, 2012. Led display, 100 x 10 x 10 cm, 26 science fiction film plots, different, languages, 10′ 30 (loop), courtesy of the artist

Passando agli artisti ormai storicizzati, ma  oggetto di un nuovo interesse da parte del collezionismo internazionale, si segnala, fino al 4 giugno, alla Marian Goodman Gallery di Londra la mostra Every dawn, is first / Ogni alba, è la prima, prima personale in galleria di Ettore Spalletti (n. 1940) che torna a Londra dopo 10 anni presentando alcuni lavori recenti affiancati da dipinti storici, sculture e opere su carta. Trasferta londinese anche per la mostra Pittura Analitica: Anni Settanta di Alberto Fiz, ospitata fino al 28 luglio prossimo negli spazi della Galleria Mazzoleni. Si tratta della prima mostra nel Regno Unito dedicata agli artisti della Pittura Analitica che insieme hanno rappresentato uno dei gruppi più significativi ed influenti del secondo dopoguerra italiano. Sempre a Londra, fino al 18 giugno prossimo, la galleria Tornabuoni Arte espone la collettiva Italian Pop che vede la galleria italiana, per la sua seconda mostra nella nuova sede in Mayfair, abbandonare l’astrazione di Lucio Fontana e di Arnaldo Pomodoro per concentrarsi sull’arte figurativa del movimento della Pop Art italiana e sulle opere di Valerio Adami, Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella, Mario Schifano e Cesare Tacchi.

Una vista della personale di Ettore Spalletti alla Marian Goodman Gallery di Londra.

Una vista della personale di Ettore Spalletti alla Marian Goodman Gallery di Londra.

Arriva alla Kunsthall di Bergen, in Norvegia, la mostra Gianfranco Baruchello New Works che espone una serie di lavori recenti dell’artista livornese, realizzati tra il 2013 e il 2015 e già presentati lo scorso anno a Londra da Massimo De Carlo in occasione dell’ampia retrospettiva dedicatagli dalla galleria. Dopo Arles, il tour internazionale di Giorgio Griffa fa tappa a Porto dove, al Serralves Museum, è allestita fino al 4 settembre prossimo, la mostra Giorgio Griffa: quasi tutto. La retrospettiva, organizzata in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain di Ginevra, la Kunsthall di Bergen e la Fondazione Giuliani di Roma è la prima mostra mai dedicata all’artista italiano in Portogallo e vede esposta un’ampia selezione di dipinti e disegni di Griffa.

Una vista della mostra "Giorgio Griffa: quasi tutto" al Serralves Museum di Porto.

Una vista della mostra “Giorgio Griffa: quasi tutto” al Serralves Museum di Porto.

Infine, tornando a New York, è stata inaugurata ieri (27 maggio) alla GR gallery la mostra Franco Costalonga REVOLUTION, prima retrospettiva newyorchese dedicata all’artista veneziano, esponente di spicco dell’arte cinetica e programmata già presente, con a Sfera (1969), opera realizzata in plexiglas e metallo cromato, nella collezione Peggy Guggenheim. La mostra ripercorre la carriera dell’artista dalla fine degli anni ’60 fino ai giorni nostri e sviluppa un itinerario espositivo che, pur comprendendo alcuni esempi dei cicli più importanti del maestro, si incentra sul tema delle opere prettamente cinetiche, e quindi sulle “Boites”, con motore incorporato. La mostra quindi sarà un’autentica esplosione di luce e movimento, con una presenza massiccia di Oggetti Cromocinetici, Gradienti di Luminosità, MokubiRiflex, concretamente animati da elettromotori e lampade colorate. Sono inoltre presentate, per la prima volta, opere appartenenti all’ultimissima serie creativa di Costalonga: le Onde Gravitazionali.