Tra rinascita, politica attiva e nuove forme di coinvolgimento: le prospettive 2021 della cultura

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Quando ci si accinge a raggiungere la metà del mese di giugno, è tempo di fare il punto sui primi sei mesi appena trascorsi ma soprattutto di programmare la seconda parte dell’anno. Anche il mondo della cultura si trova in questa fase delicata, con il ricordo ancora vivo dell’emergenza sanitaria e le prime riaperture che hanno riacceso un segnale positivo per il comparto.

Proprio in questo momento, la Commissione Economia della Cultura dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha deciso di organizzare lo scorso 10 giugno un webinar dal titolo “L’Economia della Cultura nel 2021, tra emergenza sanitaria e riaperture” con la partecipazione di diversi esponenti del panorama culturale italiano partendo dall’esperienza del Covid-19 sino a provare a tracciare le tendenze per il prossimo futuro.

 

L’esperienza del Covid-19 sul mondo della cultura

In analogia con diversi settore dell’economia, la pandemia ha avuto la funzione di acceleratore di dinamiche già in essere nel mondo dell’arte. Secondo Nicola Maggi, Fondatore di Collezione di Tiffany e uno dei relatori intervenuti nella tavola rotonda, il mondo dell’arte è già ibrido con diverse interazioni tra mondo analogico e digitale, tra cui la possibilità per i collezionisti di visionare le opere di arte tramite stanze virtuale (“Online Viewing Room”).

L’emergenza sanitaria ha fatto riemergere vecchie fragilità e vulnerabilità da troppo tempo trascurate. In primo luogo quelle legate alla mancanza, nel nostro Paese, di una capacità di guardare a questo settore come ad un network dove ogni parte ha un suo fondamentale ruolo.

Rispetto ai principali paese europei, la presenza di un ecosistema normativo e fiscale poco favorevole per il mercato dell’arte ha frenato lo sviluppo della cultura con la perdita di ingenti risorse che potrebbero finanziare la conservazione e la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale italiano.

Questo comparto ha bisogno di profonde riforme, di essere liberato da tutti quei paletti che oggi ne frenano la competitività. Solo così l’evoluzione tecnologica a cui abbiamo assistito in questo anno e mezzo si potrà trasformare in una reale opportunità anche per il nostro mercato.

Al fine di analizzare lo stato del patrimonio pubblico è intervenuta in qualità di relatore la dott.ssa Martina Almonte, Funzionaria responsabile Valorizzazione Mostre ed Eventi del Parco Archeologico del Colosseo.

I dati dei visitatori del Parco Archeologico del Colosseo evidenziavano un crescente interesse per i luoghi della cultura con un incremento dei visitatori pari a circa 7 milioni e mezzo nel 2019, ma al contempo imponevano sempre più una maggiore integrazione con il digitale come leva per allargare il bacino dei potenziali visitatori.

Gli effetti della pandemia hanno colpito in prima battuta proprio la bigliettazione, la quale ha toccato un importo minimo di 16 milioni di euro nel 2020 rispetto agli oltre 55 milioni di euro nel 2019.

Tuttavia, a fronte delle difficoltà evidenziate dal 2020 il Parco Archeologico del Colosseo prova a ripartire con la creazione di un nuovo rapporto di fedeltà e fiducia con il proprio pubblico, basato su iniziative promozionali, membership card ed eventi.

 

Il punto di vista degli operatori

Le Gallerie d’arte hanno vissuto un 2020 in grande difficoltà con il rischio concreto di non riuscire più a riaprire, in quanto la principale attività è basata sulle fiere e sulla vendita delle opere senza la possibilità di beneficiare di importanti contributi pubblici., la sintesi dell’intervento di Cristina Gilda Artese – Direttrice Artistica della Gilda Contemporary Art e Presidente della Fondazione ARSPRIMA.

Tali operatori – ha proseguito la Artese – oltre a rappresentare un comparto economico che garantisce una quota di gettito fiscale, rappresentano anche una funzione sociale di promozione dell’arte con la ricerca, selezione e valorizzazione di nuovi artisti e di futuri collezionisti.

Inoltre, la pandemia ha mostrato in maniera ancora più evidente la necessità per le gallerie di sensibilizzare le nuove generazioni tra i cui i giovani e le famiglie alla conoscenza dell’arte attraverso la programmazione di nuovi eventi, mostre e percorsi dedicati.

Le medesime dinamiche sono state condivise da Marta Valsania, Segretaria Generale dell’Agis Piemonte e Valle d’Aosta, che raccoglie le istanze provenienti dalle imprese operanti nel settore cinematografico, danza e spettacolo dal vivo. Alla prolungata chiusura dei luoghi si aggiunge anche il timore del pubblico nel ritornare a vivere i luoghi di aggregazione quali cinema e teatri per paura del contagio da Covid-19.

 

Un nuovo rapporto con il pubblico

Il confronto tra i diversi operatori del settore ha fatto evidenziato come la cultura sia stato uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria.

I principali luoghi di aggregazione hanno dovuto cercare forme alternative per non perdere il contatto con quello che è in maniera unanime considerato il principale “asset” delle istituzioni: il pubblico.

Nuovi format, nuove durate e una nuova centralità dello spettatore: ecco la sintesi del futuro della cultura esposta dall’Ing. Francesca Colombo, Direttore Generale e Culturale del Parco Pubblico BAM- Biblioteca degli Alberi di Milano.

La ripartenza passa dall’obiettivo di valorizzare e fidelizzare il pubblico, che nonostante le difficoltà ha sempre dimostrato vicinanza e attaccamento ai luoghi della cultura.

Da ultimo, tutti i relatori hanno concordato nella richiesta di una maggiore attenzione della politica alle tematiche culturali per dare ancora più forza alle tante iniziative messe in campo dai luoghi della cultura.