Trend di Mercato: un fenomeno chiamato KAWS-mania

NYT (COMPANION CLOSE UP) Brown, 2013, stima 1.200.000-1.800.000) venduto a 1.811.250£ da Christie's Londra.

Negli ultimi anni, le aste di arte contemporanea hanno pronunciato sempre più spesso il nome di KAWS, uno street artist del New Jersey, classe 1974. Presente sul mercato dal 2008, le sue opere hanno un successo globale fin dal 2014 e specialmente nelle terre orientali. Il suo superpotere? L’interesse ad avere un rapporto con il pubblico di collezionisti facoltosi e dell’ambiente più casual grazie alle edizioni limitate, i giocattoli, le sculture di grandi dimensioni. La sua arte vuole creare una connessione con le persone, essere semplice ed intuitiva.

Esposizione degli annunci pubblicitari rielaborati da KAWS durante la mostra personale “Where the End Starts”, Museo di Arte Moderna di Forth Worth, 2016.

Intuitivo come il simbolo grazie al quale si riconosce una sua opera: la X. Posta sugli occhi, sulle orecchie, sulle mani, è un’estrema semplificazione del teschio e tibie incrociate. KAWS – Brian Donnelly all’anagrafe – inizia negli anni ’90 con una vita da supereroe: di giorno animatore freelance, di notte graffitaro. Si appropria dei brand nei cartelloni pubblicitari tramite il suo stile riconoscibile e così attraente che inizia una vera e propria caccia all’ultima opera. KAWS sceglie questo nome per la semplice estetica di queste lettere affiancate e in pochi anni passa da star della strada a star delle aste.

Grafico: fatturato annuo di KAWS dal 2008 ad oggi.

Analizzandone il mercato, possiamo notare come sia in grande crescita dal 2008. Ad oggi, KAWS si trova in quella che viene definita “decision phase”, il momento in cui un’artista è identificabile, ha successo e popolarità ed è abbastanza maturo per essere rappresentato da grandi gallerie internazionali. Dal 2014 è infatti nella scuderia di Emmanuel Perrotin. Nel 2019 si posiziona diciottesimo nella classifica mondiale degli artisti, superando con il suo mercato artisti del calibro di Roy Lichtenstein, e ottenendo 89.765.357$ di fatturato, con la vendita di 867 opere e il top lot The KAWS Album, venduto a 12.728.000$ da Sotheby’s a Hong Kong. Dal 2014, anno in cui il suo fatturato supera per la prima volta il milione di dollari, ottiene una crescita del 273%.

The KAWS Album, 2005, acrilico su tela.

Nel 2016, quando il suo fatturato inizia ad impennarsi, il Museo di Arte Moderna di Forth Worth organizza la prima grande mostra personale di KAWS, che viene poi l’anno successivo portata allo Yuz di Shanghai, consacrando la sua arte a livello istituzionale sia in occidente che in oriente. Un ulteriore segno di apprezzamento arriva nel 2017 con la collaborazione per una limited edition insieme a Nike, con cui unisce l’arte al commerciale. Nel 2018 KAWS viene lanciato con 40 opere di scultura nella sezione “Art by Bankmed”, insieme agli artisti internazionali di fascia alta. È inoltre diventata ormai iconica la grande scultura Holiday che nel 2019 è stata installata nel porto di Hong Kong per Art Basel.

Sculture di KAWS nella mostra “Where the Start Ends” presso il Museo di Arte Moderna di Forth Worth, 2016.

 

KAWS è paragonabile a Warhol per il suo fascino sul mercato e per il confondere la linea tra commerciale e fine art: le sue opere infatti includono murales, dipinti, sculture, grafiche, design. L’immaginario dello street artist comprende figure risalenti agli anni ’90 come Companion, un clown basato su Topolino, realizzato in scala di grigi e con due ossa sporgenti dalla testa e le tradizionali X sugli occhi, ma anche versioni rielaborate di icone già presenti, come Chum, l’omino Michelin. Essi hanno sempre delle pose timide, affrante, impotenti: è il modo in cui KAWS esplora l’umanità, con la sua grande capacità di essere formale ma irriverente nei confronti dell’attualità. Analizzando i periodi di produzione più richiesti, è chiaro come la produzione del 2005 sia quella più apprezzata in assoluto e coincide con l’anno in cui KAWS si appropria e rielabora i celebri personaggi dei Simpson’s, ribattezzandoli Kimpson’s. Le opere prodotte in questo anno infatti hanno raggiunto un totale di 17.375.523$.

Holiday nel porto di Hong Kong, 2019.

Le opere maggiormente battute in asta sono le sculture, in totale 983 lotti e 30.547.227$ ottenuti, che costituiscono però il 21% del fatturato. La pittura, invece, costituisce un terzo dei lotti di scultura passati in asta – circa 296 – ma rappresenta il 73% del fatturato con un totale, ad oggi, di 107.996.807$. Gli oggetti e i multipli superano per numero di lotti le opere di pittura ma delineano una percentuale molto bassa del fatturato di KAWS: sono proprio queste che l’hanno reso celebre e popolare, più vicino ai piccoli collezionisti e agli appassionati dei suoi personaggi. Sono vendute in una fascia di prezzo tra i 1000 e i 5000$ e rappresentano il 38% dei lotti aggiudicati.

A livello geografico, l’aver creato fin dagli anni ’90 dei giocattoli ad edizione limitata per il mercato giapponese è stato il motivo del suo successo in Asia, specialmente ad Hong Kong, dove KAWS realizza il 41% del suo fatturato. Il 34% viene realizzato negli Stati Uniti. Questi non sono solo gli hub del mercato dell’arte dove KAWS trova le migliori occasioni di mostre personali e collettive, sia presso musei che gallerie private, ma anche sono i due luoghi che l’hanno visto nascere, crescere ed affermarsi, come persona e artista.

Accomplice, 2010, stima 415.817-693.029, venduto a 762.332$ da Phillips Londra nel 2018.

KAWS è stato in grado di creare un mondo immaginario popolato da personaggi dai nomi amichevoli in cui riusciamo ad immedesimarci grazie al loro riflettere sentimenti e situazioni umane patetiche e sopraffatte. Il cartone animato nelle mani dell’artista diventa un essere umano attuale, tenero ma malinconico in modo irreversibile.