Tuvalu annuncia la sua partecipazione alla Biennale

Padiglione Nazionale del Tuvalu alla 56a Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale de Venezia

Luogo: Palazzo Artiglierie dell’Arsenale, Venezia

Curatore: Thomas J. Berghuis

Artista: Vincent J.F. Huang

L’arte aumenta la sensibilità sull’innalzamento del livello del mare nelle piccole nazioni insulari

Dal 1-12 dicembre 2014, circa 200 paesi si sono riuniti a Lima, in Perù, per la United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC COP 20). Con grande anticipo si è discusso dei temi relativi ai cambiamenti climatici, si è discusso in diversi contesti tra i delegati internazionali e i leader delle Nazioni Unite. In conclusione, un nuovo trattato internazionale si propone di superare il suo predecessore, il Protocollo di Kyoto. Sarà redatto entro dicembre 2015 a Parigi per ratificare nuovi standard di riduzione delle emissioni di carbonio a livello mondiale. Anche se un questo trattato dovrebbe diventare operativo entro il 2020, le differenze di opinione e la lentezza delle negoziazioni politiche tra le potenze mondiali non salvaguarda il destino delle piccole isole – per non parlare della finestra di 5 anni prevista tra la ratifica e l’attuazione del Trattato.

Sotto gli effetti devastanti di condizioni meteorologiche estreme e di nazioni che, a livello mondiale, sono nel continuo dilemma tra perseguire vantaggi economici e condizioni di vita sostenibili, come può l’arte difenderci dal cambiamento climatico? Tuvalu è una nazione insulare del Pacifico meridionale che richiede attenzione per il suo destino di diventare inabitabile a causa della crescita del livello del mare. Con una popolazione nazionale di 12.000, Tuvalu parteciperà alla Biennale di Venezia del 2015 con il più piccolo padiglione nazionale. Come nazione Icona che soffre tra l’innalzamento del livello dei mari e il cambiamento climatico, il Padiglione di Tuvalu  solleverà la questione del cambiamento climatico e della sopravvivenza umana. Il gruppo intergovernativo di esperti  sui cambiamenti climatici (IPCC) identifica Tuvalu come una delle sei nazioni insulari del Pacifico che «affronta una seria minaccia permanente di inondazioni del mare». Nella sua lotta contro le crescenti maree, i residenti e il loro governo, costruiscono dighe per preservare loro patria, mentre gli altri sono costretti a lasciare il loro Paese per sempre.

Curatore del Padiglione Nazionale di Tuvalu sarà Thomas Berghuis, che sta attualmente lavora come Curatore di Arte Cinese al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Insieme con l’artista taiwanese Vincent J.F. Huang, trasformeranno le idee dal classico taoista, il Libro di Zhuangzi, in un’installazione artistica immersiva, che esaminerà l’azione libera e spontanea nel trovare modi per rispondere al mondo naturale che ci circonda. Il Libro di Zhuangzi è un noto testo antica cinese che parla di “uomo e natura come una cosa sola” e di come “tutte le creature vivono in armonia.” Nel mondo capitalista di oggi, invece, l’incessante ricerca umana di vantaggi economici e materiali in nome della civiltà va a scapito dell’ambiente naturale.

Vincent J.F. Huang  vive e lavora tra Londra e Taipei e dedica gran parte del suo impegno artistico alle questioni ambientali rilevanti per la vita quotidiana delle persone. Egli applica il concetto di “scultura sociale” (derivato dall’artista tedesco Joseph Beuys), attraverso la sua dedizione a portare le questioni in campagne artistiche che coinvolgano la partecipazione del pubblico con l’obiettivo di aumentare l’attenzione per i cambiamenti climatici.